Agenzie di rating

Agenzie di rating: cosa sono e perché hanno tanta importanza

Nel sistema economico e finanziario moderno, le agenzie di rating hanno una grande importanza. Basta in effetti un loro giudizio negativo per provocare una vera e propria tempesta per il soggetto interessato. Come è capitato del resto più di una volta al nostro Paese nel corso degli ultimi anni.

La domanda che ci si dovrebbe porre, quindi, è la seguente: è giustificata dai fatti l’importanza data alle agenzie di rating? Proviamo a dare una risposta, anche alla luce di alcuni fattori di non secondaria importanza.

Cosa sono le agenzie di rating

Le agenzie di rating sono degli istituti chiamati a svolgere compiti di intermediazione tra gli enti che emettono titoli azionari (aziende, Stati, società pubbliche) e gli investitori (privati o istituzionali).

Il loro compito principale è di dare un giudizio fondato in grado di stabilire la solidità finanziaria dell’emittente. Per farlo danno vita ad una serie di analisi in cui setacciano in profondità il suo reale stato, in modo da dare una indicazione agli investitori. Se tale valutazione è positiva, il consiglio è di acquistare, nel caso contrario di vendere.

All’interno di questa valutazione occorre anche ricordare l’outlook. Si tratta in pratica della previsione a medio e lungo termine su un determinato soggetto. L’outlook può essere positivo, negativo o stabile e anche questo fattore può rivelarsi importante nelle dinamiche di mercato.

Perché è importante il loro giudizio

Come si può facilmente capire, da un giudizio di questo genere può dipendere in larga parte il destino di un Paese, una azienda o una banca, in quanto molto difficilmente gli investitori andranno contro le indicazioni fornite sotto forma, appunto, di rating. Ne consegue che un giudizio negativo può spingere a vendite massicce di un titolo, tali da poter comportare la definitiva rovina dell’azienda.

Inoltre, proprio dal rating dipende la possibilità di accesso al credito da parte di chi è sottoposto al giudizio. Nel caso degli Stati, ad esempio, un giudizio negativo può comportare l’allargamento dello spread, obbligandoli a garantire interessi più alti per convincere gli investitori ad acquistare i titoli del debito pubblico.

Quali sono le agenzie di rating più famose

Le agenzie di rating più note sono tre, tutte statunitensi e di stanza a New York. Si tratta di:

  1. Moody’s Corporation, operante dal 1900, anno in cui fu pubblicato il “Moody’s Manual of Industrial and Miscellaneous Securities”, contenente informazioni fondamentali su una vasta gamma di titoli. La sua attendibilità è lievitata in maniera esponenziale dall’inizio del XX secolo e attualmente il Moody’s Investor Service alle informazioni aggiunge una lunga serie di report, analisi del rischio e credit rating su oltre 106mila obbligazioni finanziarie strutturate;
  2. Fitch Ratings, fondata nel 1913 da John Knowls Fitch, sino ad allora noto per la pubblicazione di analisi statistiche con il titolo di “The Fitch Stock and Bond Manual”. La Fitch Publishing Company è stata la prima ad introdurre la scala di valutazione da AAA a D, ancora oggi in uso;
  3. Standard & Poor’s, sorta nel 1941 a seguito della fusione tra  Standard Statistics e la casa editrice Henry Varnum Poor. Attualmente deve la sua notorietà non soltanto ai giudizi emessi, ma anche ai suoi indici di mercato, in particolare l’S&P 500 e l’S&P Case-Shiller, che prende in considerazione il prezzo degli immobili.

Sono veramente attendibili le agenzie di rating?

Considerato il loro ruolo sui mercati, la domanda che ci si deve porre a questo punto è la seguente: sono effettivamente attendibili le agenzie di rating?

La risposta a questa domanda non può che essere negativa. Ad affermarlo non siamo noi, ma proprio il Senato degli Stati Uniti, ovvero del Paese in cui operano le tre più famose. Lo ha fatto all’interno del rapporto elaborato dalla Commissione di inchiesta istituita al fine di indagare sulle cause che hanno determinato la crisi finanziaria culminata nello scoppio della bolla dei mutui Subprime.

Basti pensare che in quella occasione Moody’s e Standard & Poor’s, avevano prima attribuito Rating AAA ai mutui in questione, per poi declassarli in brevissimo tempo. Un caso isolato? Assolutamente no. In precedenza c’erano stati i seguenti errori:

  • nel luglio 2008 Moody’s e Fitch davano valutazione positiva e massima fiducia a Lehman Brothers, insistendo nel loro atteggiamento sino a poche ore dal suo fallimento, avvenuto a settembre;
  • nel novembre del 2001 Standard &Poor’s dava la tripla B a Enron, gigante energetico statunitense che fallirà un mese più tardi;
  • ancora Standard &Poor’s, nel 2003, giudicava con la tripla B Parmalat, per il terzo anno consecutivo, conferendole una solidità smentita dal suo crac, alla fine dell’anno.

La richiesta di danni della Corte dei Conti

A reputare poco seri i giudizi delle agenzie di rating è anche la Corte dei Conti. Che dopo il declassamento dell’Italia a BBB avvenuto nel 2011 ha iniziato ad indagare sulla fondatezza del loro operato. Il risultato? La denuncia a carico di Standard & Poor’s con una richiesta di danni colossale: 234 miliardi di euro.

Secondo la magistratura contabile, infatti, quel declassamento non aveva alcuna ragione di sussistere, alla luce dell’immenso patrimonio storico, artistico e letterario di cui gode l’Italia, un valore che non può essere neanche quantificato, visto il suo straordinario livello.

Il tentativo di creare una alternativa

I giudizi delle tre principali agenzie di rating sono ormai ampiamente sospettate di essere mosse da fini inconfessabili. Secondo i detrattori, esse non sarebbero altro che uno strumento in mano a chi detiene le leve del potere politico e finanziario per abbattere chi canta fuori dal coro.

Proprio per questo motivo, si sta quindi cercando di creare una alternativa. Un tentativo in tal senso è quello messo in atto da Universal Credit Rating Group (Ucrg), una nuova agenzia di rating nata dalla collaborazione fra tre agenzie indipendenti: la cinese Dagong, la russa RusRating e la statunitense Egan-Jones Ratings.

La speranza è che questo tentativo vada in porto, considerato come il destino economico di Paesi e aziende di ogni parte del mondo sia affidato ad una vera e propria triade non proprio infallibile, anzi. Basti pensare che secondo Bloomberg, gli errori compiuti da Standard & Poors’, Moody’s e Fitch arriverebbero al 53% dei casi analizzati dai suoi analisti. Un livello francamente intollerabile.

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