Alexa e Google Home registrano e ascoltano tutto quello che dici: ecco perché

Alexa e Google Home registrano e ascoltano tutto quello che dici: ecco perché

Alexa e Gooogle Home registrano e ascoltano tutto quello che diciamo. Detto così può sembrare un bel problema, ma ci sono dei motivi alla base di questa scelta. Partiamo dal principio: ci sono stati casi in cui i due sistemi di gestione della casa inventati da due colossi mondiali hanno registrato le conversazioni degli utenti per poi spedirle direttamente ai vari server.

Un bel problema, anche perché si rischia che tutte le conversazioni vengano ascoltate e in caso di errore rese pubbliche. Uno scenario ovviamente da evitare per non farsi cattiva pubblicità, ma tutto ciò è avvenuto e continua ad avvenire per un determinato motivo.

Come però succede spesso si grida subito allo scandalo e al complotto: molti utenti si sono indignati e hanno chiesto addirittura un risarcimento. Di certo non è stata una mossa positiva per il marketing, ma ora andremo ad analizzare al meglio tutti gli aspetti della vicenda.

La supervisione da parte di un team

Ma per quale motivo Google Home e Alexa registrano le conversazioni? Lo sviluppo di nuove tecnologie costringe i produttori ad avere sempre sotto controllo il prodotto, soprattutto se il servizio in questione prevede l’accesso ad internet. La registrazione viene effettuata proprio per poter andare a migliorare il prodotto: quando parliamo di riconoscimento vocale è necessario modificare un’intelligenza artificiale con nuovi termini. La ricchezza del lessico permetterà di sviluppare un ottimo prodotto.

Per capire meglio facciamo un esempio pratico: prendiamo un dialetto italiano, che ha diverse sfaccettature rispetto alla lingua standard. Ovviamente il programma non riconoscerà tutti i termini e il software implementato in Alexa spedirà un feedback negativo al server. Un’eventuale registrazione, in questo caso, permette di ascoltare i nuovi termini da poter inserire successivamente nel nuovo aggiornamento.

C’è un team alla base di tutto ciò che ascolta quello che viene registrato e successivamente implementa le flessioni dialettali o semplicemente dei termini che non rientrano nella lingua base, come ad esempio i modi di dire. È evidente che non c’è nessuna cattiveria in questa mossa: il tutto viene fatto soltanto per una necessità tecnica per poter migliorare il prodotto. In questo modo il produttore potrà proporre un’alternativa molto interessante e sviluppata a livello tecnologico. L’algoritmo che viene sviluppato grazie alla registrazione di moltissime conversazioni migliora passo dopo passo. Ma ci sono diversi problemi che si creano quando siamo davanti a determinate situazioni che ovviamente riguardano anche le leggi sulla privacy.

La teoria del complotto

Il problema principale riguarda la privacy. Con lo sviluppo delle nuove tecnologie molte persone hanno creato la teoria del complotto, che spesso si diffonde tra le persone più sensibili. Il fatto che un prodotto tecnologico possa registrare delle conversazioni per poi mandarle ad un server privato fa scattare subito il campanello d’allarme.

Anche un’eventuale smentita ufficiale da parte del brand in questione non porta a nulla di positivo: le persone rimangono convinte che tutto ciò faccia parte di un particolare piano di controllo creato appositamente dalle grandi aziende, spesso finalizzato alla commercializzazione di nuovi prodotti. Questi dubbi sono anche alimentati da una mancata chiarezza da parte del marchio stesso o di una comunicazione insufficiente nei confronti del consumatore, un aspetto importante su cui bisogna assolutamente lavorare.

Cosa si può fare per poter risolvere il problema?

La presenza di questi “inconvenienti” porta a due problemi principali. Il primo riguarda la mancata trasparenza da parte delle policy: ci sono degli accordi che vengono stabiliti tra azienda e consumatore al momento dell’acquisto, ma ovviamente l’utente non conosce in maniera totale tutte queste componenti. Bisogna dunque essere estremamente chiari e trasparenti con chi va ad acquistare un prodotto in grado di registrare ogni conversazione.

Il secondo problema che si crea riguarda la percezione delle persone nei confronti del trattamento dei dati personali, in questo caso delle registrazioni. Quanto rimane un audio dopo l’ascolto? Verrà eliminato oppure verrà archiviato? Domande lecite che che non avranno mai delle risposte ben chiare visto che le aziende non permetteranno mai ai propri clienti di conoscere la loro gestione interna.

Sarebbe ovviamente opportuno pensare a situazioni diverse proprio per poter evitare una percezione sbagliata da parte di chi compra il prodotto. È sempre difficile ammettere e spiegare cosa accade realmente ma come dice il nostro esperto di web marketing Marco Montemagno, è meglio essere schiaffeggiati dalla verità che baciati da una bugia.

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