Zara Amancio Ortega

Chi è Amancio Ortega, l’uomo più ricco di Spagna

Chi è l’uomo più ricco di Spagna? Basta dare un rapido sguardo alla relativa classifica compilata come ogni anno da Forbes per individuarlo. Si tratta di Amancio Ortega e se il suo nome non compare con la stessa frequenza di altri grandi uomini d’affari è solo perché a loro differenza non ama alimentare le voci sul suo conto.

Proprio per questo è interessante cercare di capire chi sia e come abbia fatto a collezionare una fortuna che lo pone al momento al sesto posto nel mondo, come conferma anche Bloomberg. In calo peraltro rispetto alla seconda posizione da lui detenuta nel 2016, quando appena 8 miliardi di dollari lo separavano dal leader, Bill Gates.

Chi è Amancio Ortega

Amancio Ortega è il miliardario spagnolo che si muove ancora oggi dietro Inditex, ovvero la più grande catena di abbigliamento al mondo, cui vanno ricondotti brand come Zara, Pull&Bear, Bershka, Massimo Dutti, Stradivarius e altri.

Il suo patrimonio è attualmente stimato tra i 68,5 miliardi di dollari di cui lo accredita il Billionaires Index di Bloomberg e i poco più di 70 che gli attribuisce Forbes. Un patrimonio che nel 2016 aveva peraltro raggiunto gli 80 miliardi, mettendolo in aperta competizione per il titolo di uomo più ricco al mondo.

La cosa strana, di fronte ad una potenza economica di questo genere, è proprio la sottoesposizione mediatica di Ortega, soprattutto se raffrontata con quella che caratterizza Bill Gates, Jeff Bezos, Mark Zuckerberg o Warren Buffett. Una sottoesposizione che secondo alcuni sarebbe il diretto risultato di una scelta ben precisa, mentre per altri deriva dalla mancanza di appeal del suo modus operandi nel settore del tessile, ovvero la moda low cost.

La sua storia

Amancio Ortega è nato nel 1936, all’interno di una famiglia non certo ricca. Il padre era ferroviere, la madre svolgeva il lavoro domestico. Ha quindi iniziato a lavorare sin da giovane, proprio nell’abbigliamento, nel corso degli anni ’60. Realizzava vestiti nella sua abitazione, insieme ai fratelli e alla sua futura moglie Rosalia Mera.

Proprio loro decisero nel 1975 di fare un passo che sarebbe risultato decisivo, l’apertura del loro primo negozio, nel centro di La Coruña, la città in cui si era trasferita la famiglia ormai da anni. Il brand era quello che oggi è conosciuto in tutto il mondo, ovvero Zara e si proponeva di portare avanti una strategia che era del resto stata pianificata da tempo.

La moda low cost: Zara

La strategia individuata da Amancio Ortega partiva da una intuizione ben precisa: alle persone piace vestire bene, ma a prezzi contenuti. Per vestire bene, però, troppo spesso era necessario spendere cifre molto rilevanti, premiando il marchio di aziende che proprio per questo motivo si erano ritagliate una posizione di forza sul mercato.

Ortega decise invece di dare vita ad una proposta caratterizzata da un elevatissimo rapporto tra la qualità e il prezzo. Per farlo puntò su prodotti di buon livello a prezzi che fossero accessibili a tutti. Un genere di moda low cost che riuscì ben presto ad incontrare un diffuso gradimento, permettendo a Zara di diventare l’inizio di un vero e proprio impero.

Il passo successivo: Inditex

Dal 1975 è quindi iniziata la scalata al successo di Ortega, fondata su Zara e sulla sua proposta di moda a basso costo. Favorita dal gradimento sempre più esteso di una classe media che si andava formando soprattutto a Barcellona, città in cui Zara incontrò un successo straordinario.

Una scalata che ha avuto la sua successiva tappa nella creazione di Inditex, avvenuta dieci anni dopo, ovvero del contenitore in cui sono stati immessi non solo Zara, ma anche gli altri marchi varati da Ortega negli anni precedenti.

Inditex sarà poi quotata alla Borsa di Madrid nel 2001, incontrando un clamoroso successo da parte degli investitori. Il titolo, infatti, offerto tramite IPO a 3,6 euro ad azione, ha dato vita ad una scalata tumultuosa nel corso del tempo, sino ad attestarsi oltre i 37 euro nel corso del 2017.

Dopo l’entrata in borsa, Amancio Ortega decise di mantenere il 59,3% del capitale, preferendo dare vita ad una strategia di diversificazione dei propri investimenti. In particolare decise di abbracciare settori come quello immobiliare, la finanza e la rivendita di auto.

Sempre naturalmente, però, con un occhio di riguardo nei confronti di quel tessile cui Ortega deve la sua fortuna. Se infatti nel 2011 ha lasciato la presidenza di Inditex indicando Pablo Isla come amministratore delegato, non ha mai abbandonato il primo amore.

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