L’analisi tecnica funziona davvero? Ecco quando non funziona

Perché sul mercato azionario si compra un titolo rispetto ad un altro? La domanda può sembrare banale, ed invece è bene sapere che la compravendita di titoli azionari, pur essendo basata su scelte e decisioni soggettive, in realtà poggia o sui dati fondamentali, oppure su quelli basati sull’interpretazione del grafico dei prezzi, ovverosia sull’analisi tecnica. Pur tuttavia, l’analisi tecnica funziona davvero? Funziona sempre? Oppure ci sono casi in cui fallisce?

Analisi tecnica sulle Blue Chips e sui titoli a bassa capitalizzazione

L‘analisi tecnica, generalmente, è utile quando un titolo azionario, riferendoci quindi alla Borsa, è caratterizzato da una elevata capitalizzazione, ovverosia rientra tra le cosiddette Blue Chips.

L’analisi tecnica tende invece a fallire, nella sua utilità, quando il titolo è sottile, ovverosia a bassa capitalizzazione in quanto in genere su queste azioni la volatilità si innesca sulle notizie, e sui fattori fondamentali, piuttosto che in base ai segnali operativi che si possono estrarre grazie all’analisi tecnica.

Inoltre, indipendentemente dalla capitalizzazione, l’analisi tecnica lascia il tempo che trova pure quando si applica su un titolo che, di nuova quotazione, ha di conseguenza una limitata serie storica dei prezzi.

Quando l’analisi tecnica può rivelarsi uno strumento affidabile

Per fissare le idee, quindi, l’acquisto di azioni basandosi, oltre che sui fondamentali, anche sull’analisi tecnica, andrebbe fatto quando il titolo ha uno storico dei prezzi consolidato ed ha una capitalizzazione almeno pari a 1 miliardo di euro o di dollari se trattasi di azione europea o americana.

Inoltre, l’analisi tecnica non è uno strumento di estrema utilità per il cassettista, ovverosia per chi compra azioni per tenerle nel lungo termine. L’analisi tecnica nasce infatti come strumento per speculare, e quindi per guadagnare nel breve e nel brevissimo termine.

Si tratta, nello specifico, di operazioni su azioni che durano da qualche giorno a qualche settimana, al più, o addirittura l’analisi tecnica da molti trader viene sfruttata per operazioni intraday, ovverosia aperte e chiuse all’interno della stessa sessione di Borsa.

Analisi tecnica e trading online con i CFD, vanno d’accordo?

Il trading online di breve termine, sfruttando i principi dell’analisi tecnica, si può inoltre impostare in leva finanziaria con i CFD, ovverosia con strumenti finanziari che, pur essendo ad alto rischio di incappare in perdite, permettono l’ingresso sul mercato azionario anche investendo piccole somme.

Nell’investire con i CFD, inoltre, bisogna fare attenzione alla leva finanziaria in quanto più è alta, maggiore sarà il rischio di amplificare le perdite. Al riguardo la leva giusta per tutti non c’è, ma c’è quella che, investendo, ci fa sentire a nostro agio in quanto è in linea con il nostro profilo di rischio. Per esempio, per chi si avvicina per la prima volta ai CFD, ed in generale agli investimenti in leverage, si può tranquillamente sconsigliare di investire con una leva superiore a 10x.

Con una leva 10x, tra l’altro, l’investimento è già rischioso se si considera che un’operazione chiusa con una perdita dell’1% in realtà comporta sul capitale una perdita reale del 10% proprio in ragione dell’effetto moltiplicatore.

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