Autostrade

Anche l’Antitrust interessata alle autostrade

Mentre ancora si discute sull’accordo raggiunto tra Atlantia e governo italiano relativo alla questione delle concessioni autostradali, si apre un altro fronte per Autostrade.
Si tratta di quello inaugurato dall’Antitrust, con l’autorità che già il 10 giugno ha provveduto a comunicare l’avvio di un’istruttoria nei confronti di Aspi, motivata dalle carenze informative e dal mancato adeguamento del pedaggio in alcuni tratti della rete. Andiamo però a vedere più da vicino la questione e le sue possibili ricadute.

I rilievi dell’Antitrust sulle autostrade

Il procedimento avviato dall’Antitrust ha il preciso incarico di accertare la sussistenza di pratiche scorrette da parte dell’azienda. Le quali sarebbero da ravvisare nelle modalità informative riguardanti le procedure di rimborso le quali possono essere attivate nel caso di un peggioramento del servizio causato da riduzioni delle corsie di marcia o da specifiche limitazioni alla viabilità (categoria in cui rientrano, ad esempio, la riduzione della carreggiata, della velocità massima, la chiusura di alcune uscite e l’interdizione di veicoli pesanti).
Se questo è il primo filone di istruttoria, ce n’è poi un secondo, il quale riguarda l’autostrada A/16 traNapoli e Canosa. Per il quale l’autorità ha deciso di mettere nel mirino il mancato adeguamento del pedaggio autostradale che sarebbe dovuto scattare in caso di una riduzione delle corsie di marcia, oltre che dalla decisione di limitare la velocità massima consentita ad 80 chilometri orari. Limitazione che ha interessato entrambi i sensi di marcia per lunghi tratti del percorso, originando una consistente dilatazione dei tempi di percorrenza. Ora si attende il responso dell’istruttoria, che potrebbe rimettere Aspi sulla graticola.

Intanto il titolo perde nuovamente quota

In questo quadro, che non promette nulla di buono per Aspi, il titolo di Atlantia torna ad indietreggiare dopo i fasti di ieri, conseguiti alla notizia di un accordo con il governo.
Una perdita la quale ha sfiorato il 4% e che sembra il risultato di una riflessione in atto tra gli investitori. Tesa a capire se l’accordo conseguito sia stato effettivamente favorevole per l’azienda o se, invece, abbia soltanto limitato per quanto possibile i danni. Non resta quindi che attendere i prossimi giorni per vedere cosa accadrà.

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