Apple vince contro l’UE

Apple

L’Europa si conferma il vero Eldorado delle multinazionali. A sancire questa realtà è stata la vittoria ottenuta da Apple, nella causa che vedeva il gigante di Cupertino opposto a Bruxelles sul regime fiscale da applicare al suo giro d’affari prodotto sul suolo continentale.

Cosa è accaduto?

Il Tribunale dell’Unione Europea ha deciso di annullare il provvedimento preso dalla Commissione europea in precedenza, affermando che l’Irlanda, nonostante applichi un regime fiscale più favorevole, non avrebbe comunque fornito aiuti di Stato al colosso della tecnologia.
Grazie a questa decisione, Apple non dovrà pagare 15 miliardi dollari di tasse arretrate all’Irlanda. Naturalmente il titolo del gruppo ha subito festeggiato. Meno lieti coloro che ormai guardano con aperto fastidio all’esistenza di paradisi fiscali all’interno dell’Unione Europea.

L’incredibile atteggiamento dell’Irlanda

Nel 2016 la Commissione aveva stabilito che il governo dell’Irlanda avrebbe dovuto provvedere al recupero delle tasse non pagate nel Paese da Apple per gli anni compresi tra il 2003 e il 2013. Cifra che si aggirava intorno ai 13 miliardi di euro, cui si sono poi aggiunti gli interessi.
Se Apple aveva logicamente contestato la decisione, una certa sorpresa aveva destato lo stesso atteggiamento assunto dall’Irlanda. La quale aveva affermato di non avere alcun credito nei confronti di Apple, sostenendo che le sue vantaggiose politiche fiscali fossero legittime, in quanto utili ad attrarre investimenti e valide di conseguenza per tutte le aziende che ospita, non solo Apple. Mentre il gruppo della mela affermava di aver pagato tutte le tasse richieste da Dublino e di non aver sottratto alcun guadagno al fisco irlandese.

I paradisi fiscali che danno lezioni all’Italia

L’Irlanda è uno dei Paesi che si oppongono agli aiuti all’Italia per fronteggiare la situazione creata dal Covid. Con motivazioni francamente risibili, considerato come essa sia a tutti gli effetti un paradiso fiscale e sottragga, come Olanda, Belgio, Lussemburgo e altri, una gran mole di risorse fiscali al nostro Paese.
La questione che ha visto implicata Apple fa capire alla perfezione l’ipocrisia di questi Paesi, del resto stigmatizzata di recente dal presidente dell’Antitrust, Roberto Rustichelli.

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