BTP Futura, oltre 2,37 miliardi di ordini nel primo giorno

BTP Futura, oltre 2,37 miliardi di ordini nel primo giorno

btp italia

C’era molta curiosità intorno a Futura, il BTP che il Tesoro ha dedicato alla clientela retail. Una curiosità derivante anche dalla valenza politica dell’asta: un ottimo risultato, infatti, dimostrerebbe la totale inutilità di ricorrere al Mes, con le sue condizionalità che esporrebbero l’Italia ad una deriva di tipo greco.
Come è andato Futura nel primo giorno? I risultati sono abbastanza eloquenti.

Oltre 2,37 miliardi di ordini per BTP Futura

Oltre 2,37 miliardi di euro nel corso della prima giornata: questo il risultato messo a segno dal BTP decennale che scade nel luglio del 2030. Un risultato tale da spingere il responsabile della Direzione del debito pubblico del Tesoro, Davide Iacovoni, interpellato dalla Cnbc, a dichiarare la sua soddisfazione.
Il risultato va raffrontato a quello arriso al BTP Italia, che nel primo giorno fece registrare 4 miliardi di ordini, spingendo gli osservatori a parlare di straordinario successo. Allora, però, potevano acquistare anche gli investitori istituzionali, che sono quelli che fanno la parte del leone in questo genere di operazioni. Inoltre le giornate di offerta erano solo tre, contro le cinque di Futura.

Un vero e proprio piano

Il BTP Futura è anche una sorta di test, all’interno della strategia immaginata dal Tesoro. Lo stesso Iacovoni, infatti, ha ricordato che si tratta in pratica di un primo passo all’interno di una politica generale.
Nella visione del ministero, proprio con l’emissione di strumenti finanziari di questo genere si punta a coinvolgere gli italiani, che vantano uno dei risparmi privati più elevati a livello globale, nell’opera di sostegno all’economia messa in affanno dal Covid-19 e dal lockdown.

Il piano della Merkel

La riuscita di Futura è tanto più importante in considerazione delle pretese europee. Proprio nelle ultime ore, infatti, si è iniziato a parlare delle tante decantate riforme che l’Unione Europea vorrebbe imporre al nostro Paese, in cambio della “concessione” del Mes.
In pratica nulla di nuovo rispetto a quanto già ha portato alla distruzione della Grecia: ridimensionamento e privatizzazione della sanità (in pratica quello che è stato fatto esponendo il Paese al coronavirus), tagli agli stipendi, eliminazione delle tutele per i lavoratori e molto altro.
Il tutto sulla base di una serie di clamorose menzogne, quelle che dipingono l’Italia alla stregua di una cicala. Che lo facciano gli altri, si può comprendere, che ci sia qualcuno in Italia disposto a legittimare questa truffa mediatica, proprio no.

 

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