Buoni fruttiferi postali

I buoni fruttiferi postali fruttano davvero?

La vera e propria inondazione di denaro a bassi tassi di interesse messa in campo negli ultimi anni per stimolare l’economia, ha avuto tra i suoi effetti anche un crollo molto pronunciato dei rendimenti legati ai conti correnti. Non solo quelli ordinari, ma anche quelli deposito, che qualche anno fa si erano rivelati una discreta alternativa per la protezione del risparmio, in particolare di quello messo da parte da chi non voleva rischiare con asset troppo volatili.

Il Quantitative Easing ha però in pratica eliminato gran parte dell’attrattiva di questi strumenti, considerato come per poter spuntare rendimenti che si rivelano comunque inadeguati occorre tenere vincolati i propri soldi per un determinato periodo di tempo.

Per chi cerca alternative al conto corrente, nell’epoca dei tassi di interesse troppo bassi, una delle possibili alternative è rappresentata dai buoni fruttiferi postali. Andiamo quindi a vedere di cosa si tratti e se i rendimenti che garantiscono sono realmente in grado di remunerare l’investimento effettuato.

Cosa sono i buoni fruttiferi postali?

I buoni fruttiferi postali sono uno strumento di investimento pensato per chi vuole avere una rendita, pur non molto elevata, garantita dallo Stato italiano. Ad emetterli è infatti la Cassa Depositi e Prestiti.

Si rivolgono a tutti i cittadini che risiedono lungo il territorio nazionale. Chi li sottoscrive lo fa presso gli sportelli di Poste Italiane collocati all’interno degli uffici postali. Per poterlo fare non è necessario sostenere costi e commissioni all’atto dell’acquisto, ad eccezione delle spese fiscali.

I buoni fruttiferi postali dematerializzati

I Bfp possono essere sia cartacei che dematerializzati. I correntisti di Bancoposta possono usufruire della possibilità di sottoscrivere Bfp dematerializzati senza doversi recare fisicamente agli uffici postali. Possono farlo utilizzando all’uopo il sito ufficiale di Poste italiane. L’intestazione del conto, però, deve obbligatoriamente coincidere con quella del buono fruttifero dematerializzato.

I buoni dematerializzati hanno avuto una buona accoglienza sin dal loro esordio. Dovuta in particolare ad alcuni vantaggi da cui sono caratterizzati, come:

  1. il fatto di essere indivisibili;
  2. l’essere rimborsabili anche per frazioni di capitale;
  3. il non rischiare di essere trasformati in depositi dormienti, a differenza di quanto avverrebbe per i buoni cartacei ove venissero per qualche ragione smarriti.

Per i buoni demateriallizati, l’investimento minimo ammonta a 250 euro, con i successivi arrotondamenti ai multipli di questa cifra.

Come funzionano i buoni fruttiferi postali?

Per quanto riguarda il funzionamento, è molto semplice: una volta che siano stati acquistati, essi prevedono il rimborso integrale dell’investimento, al termine del periodo concordato,  e la corresponsione del tasso di rendimento previsto al netto della tassazione.

In pratica nel periodo in cui sono in vigore il sottoscrittore si vedrà corrispondere interessi periodici, mentre alla scadenza riavrà indietro tutto il capitale inizialmente investito.

Va anche sottolineato come chi acquista buoni fruttiferi postali può comunque decidere di riavere i soldi investiti in qualsiasi momento e senza perdere nulla rispetto all’investimento iniziale.

Quando maturano gli interessi?

Gli interessi maturano dopo un periodo di tempo il quale può andare va dai 6 ai 12 mesi dal giorno di sottoscrizione. Il pagamento e l’entità degli interessi dipendono dal tipo di buono fruttifero postale scelto. Il risparmiatore può infatti scegliere in un paniere di prodotti il quale comprende i buoni ordinari, quelli dedicati ai minori, 3 anni Plus, 3X2, 3X4, e il Buono 4 anni risparmio semplice.

I vantaggi del buoni fruttiferi postali

Come abbiamo visto, quindi, il vantaggio dei Bfp risiede in una piccola rendita per l’investimento effettuato che, comunque, non è vincolato. Se dovesse sopraggiungere un’altra necessità si può quindi provvedere allo svincolo dei soldi depositati senza alcun tipo di penalizzazione.

Oltre a questo vantaggio, occorre ricordare poi che non esiste alcun costo. Non ci sono cioè spese di collocamento, gestione e rimborso.

E, ancora, il sottoscrittore può beneficiare di una tassazione agevolata al 12,50%, oltre che dell’esenzione dall’imposta di successione.

Ma c’è un altro elemento vantaggioso nella loro sottoscrizione, il fatto cioè di non essere soggetti al cosiddetto Bail in. Poste Italiane, infatti, non presta i suoi soldi, ma funge da intermediario di altre realtà di credito, come banche e finanziarie, non solo italiane, ma anche straniere.

I buoni fruttiferi postali convengono realmente?

Chiarito cosa siano i buoni fruttiferi postali, resta ora da capire se la loro sottoscrizione convenga realmente o se, invece, sia meglio cercare alternative più redditizie.

Per farlo occorre vedere i rendimenti delle ultime emissioni e in tal caso il panorama non è molto confortante. Il ritorno è solitamente molto contenut e quindi non certo esaltante.

I rendimenti vanno però messi a raffronto, appunto, con quelli offerti dalle banche per i propri conti correnti, che però hanno spesso costi che comportano una vera e propria erosione del loro potere d’acquisto.

In definitiva, si può dire che convengono a chi in fondo si accontenta di non perdere sulla cifra inizialmente investita e vuole comunque mettere al sicuro un capitale senza sottoporlo al rischio troppo alto di un investimento azionario o comunque su asset finanziari esposti alla volatilità molto pronunciata dei mercati, soprattutto in un momento come questo. Per capire meglio il ritorno si consiglia comunque di consultare il sito delle Poste.

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