Canapa: qual è la sua storia e quali sono le sue origini

Canapa: qual è la sua storia e quali sono le sue origini

Malta ha legalizzato la cannabis a scopo ricreativo

Ai giorni nostri, sempre più di frequente, si sente parlare di canapa legale, cioè di quella sostanza che molti consumatori assumono a seconda delle loro necessità: c’è chi la assume per semplice divertimento, chi la assume a scopo ricreativo, chi la assume per migliorare il proprio umore, chi la assume per alleviare dei dolori, chi la assume per curare gli stati di ansia o di depressione e così via.

Ma quali sono le origini della canapa? Qual è la sua storia? La canapa ha una storia che si fonda migliaia di anni fa, per la precisione 10000 anni fa, e che ha seminato le sue origini nel continente asiatico, più precisamente nell’Asia Centrale in cui, almeno inizialmente, veniva utilizzata come materiale tessile. I giapponesi, i mongoli e i tartari utilizzavano la canapa per realizzare una ampissima varietà di tessuti, prima ancora di scoprire l’esistenza della seta e del cotone.

In altri paesi dell’Asia, come la Mesopotamia e la Cina, oltre che come fibra tessile, la canapa è sempre stata utilizzata come fonte alimentare e veniva, quindi, utilizzata anche per cucinare. Inoltre, la canapa è stata anche utilizzata nel corso degli anni come fonte da cui produrre la carta (come vedremo nel paragrafo successivo che riguarda l’utilizzo della canapa in Italia).

Per quanto riguarda la scoperta degli effetti terapeutici di questa sostanza, bisogna scorrere molto avanti nel tempo e arrivare al periodo che va dal 2700 a.C. fino all’epoca dell’antica Roma, periodo in cui la canapa ha conosciuto il suo momento di massima diffusione.

Ma in Italia che storia ha avuto la canapa? Quali erano i suoi utilizzi e come era vissuta questa sostanza? Scopriamolo insieme nel prossimo paragrafo.

Canapa: qual è la sua storia in Italia

Anche in Italia, la canapa ha una storia antichissima: sin dai primi anni del Novecento, l’Italia è stata una grande produttrice di canapa. A questi tempi, la canapa era coltivata (così come in Asia) per farne un utilizzo tessile: i luoghi in cui questa coltivazione era maggiormente diffusa coincidono con le Repubbliche Marinare, all’interno del quale era necessario utilizzare la canapa per realizzare corde e vele, da montare sulle varie navi.

Ma la canapa non era utilizzata solo a questo scopo: infatti, attraverso la canapa era possibile realizzare anche carte da viaggio e mappe. Questo durò fino, più o meno, agli anni Trenta del secolo scorso, periodo in cui si diffuse l’usanza di ricavare la carta dal legno e in cui si iniziò a guardare alla canapa con sospetto: da questo momento in poi, la canapa fu correlata e collegata sempre alla marijuana, intesa però come nell’accezione negativa di sostanza stupefacente, e cadde all’interno del vortice del proibizionismo.

La canapa ai giorni nostri

Ai giorni nostri, per fortuna, la canapa ha trovato una nuova vita rispetto agli anni bui del proibizionismo: ora, moltissime varietà di canapa sono ritenute legali dallo Stato Italiano, tanto è vero che esiste una legge che ne regola il consumo, la coltivazione e la vendita.

Importantissimo, però, per le leggi italiane è il quantitativo di THC (ovvero la sostanza psicoattiva presente all’interno della canapa) che deve essere contenuto nella canapa e nei vari prodotti in cui la canapa è presente: questo quantitativo non deve mai superare lo 0,6%, altrimenti si rischiano azioni legali.

Diverso, invece, è il discorso che riguarda il CBD, che non è una sostanza psicoattiva e che è ritenuta completamente legale in Italia: il CBD, infatti, è acquistabile in moltissimi negozi, sia online sia fisici, e sotto forma di diverse modalità di assunzione, come ad esempio l’olio di CBD.

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