certificati Benchmark

Certificati Benchmark

I certificati Benchmark sono strumenti finanziari rivolti in particolare a quegli investitori caratterizzati da una propensione al rischio elevata.

Rientranti nella categoria ACEPI (Associazione Italiana Certificati e Prodotti di Investimento) dei Certificati a capitale non protetto, vanno a replicare la performance dell’attività finanziaria sottostante. Sono cioè a tutti gli effetti derivati. In quanto tali il guadagno o la perdita da essi prodotta è il risultante della quotazione del sottostante, di cui non è richiesto il possesso diretto.

In Italia sono quotati  presso SeDeX e Cert-X di Borsa Italiana, negli orari in cui essa è aperta e loro durata è di solito ristretta in un arco temporale tra i 3 e 5 anni. Le strategie di investimento possono trarre notevole beneficio sia dall’acquisto del certificato in fase di emissione che dalla sua cessione sul mercato secondario.

Cosa sono i certificati Benchmark

I Benchmark sono certificati i quali vanno a replicare la performance del sottostante cui sono collegati, in un rapporto paritario.

Quando si decide di procedere all’acquisizione di un Benchmark su un indice azionario si va in pratica ad acquistare il paniere dei titoli che compongono lo stesso. Andando a inglobare le azioni più rappresentative, per liquidità e capitalizzazione dell’area geografica di riferimento, gli esperti sono soliti affermare che questi strumenti permettono di investire in un portafoglio azionario estremamente diversificato. Il tutto dando vita ad una sola transazione.

Perché conviene acquistare un certificato di questo genere? Il motivo è da ravvisare in particolare nella possibilità di seguire linearmente la performance del sottostante senza dover gestire i problemi che potrebbero essere causati dall’acquisto diretto del bene fisico.

Le principali caratteristiche dei certificati Benchmark

Strumenti finanziari contraddistinti da una complessità molto elevata, tra le principali caratteristiche di questo genere di certificati, occorre ricordare:

  1. il fatto di rappresentare un’alternativa all’investimento azionario;
  2. la possibilità di dare vita ad un investimento senza dover disporre di grandi capitali di partenza;
  3. quella di compensare i redditi derivanti dai certificati con le minusvalenze provenienti anche da altri titoli, previsto dalla legislazione italiana.

Come funziona il certificato Benchmark

Come funziona un certificato Benchmark? In pratica, l’investitore provvede a sottoscrivere e acquistare un certificato avente come sottostante un determinato indice dotato di una quota di riferimento che fungerà da base per la rilevazione a scadenza.

Quando il certificato sarà giunto a scadenza, si potranno verificare due scenari:

  1. il sottostante si posiziona al di sopra della quota di partenza. In questo caso l’investitore riavrà indietro il capitale di partenza e un premio derivante dalla crescita della quotazione del sottostante, in proporzione alla sua rivalutazione;
  2. il sottostante si viene a trovare al di sotto della quota iniziale e in questo caso dal capitale investito verrà ad essere defalcata una quota corrispondente percentualmente alla caduta della quotazione.

Quali sono i vantaggi e gli svantaggi?

Come tutti gli strumenti finanziari, i certificati Benchmark evidenziano vantaggi e svantaggi da tenere in considerazione prima di dare vita all’investimento.

Tra i primi occorre ricordare la notevole semplicità del suo funzionamento, comprensibile a chiunque. Il guadagno o la perdita dipendono infatti dalla performance del sottostante, riproducendola alla pari.

Lo svantaggio principale è invece rappresentato dall’assenza di una barriera, presente invece nei certificati a capitale condizionatamente protetto. Un fattore il quale alza notevolmente la possibilità di una perdita rispetto all’investimento iniziale.