Certificati

Cosa sono i Certificati

I Certificates, noti in Italia come certificati d’investimento, rappresentano uno strumento finanziario estremamente diffuso nel nostro Paese. Li usano infatti molti di coloro che fanno trading, si tratti, di operatori istituzionali o privati.

La loro nascita è avvenuta in Germania, negli ultimi due decenni del secolo passato, mentre in Italia si sono affermati all’alba del nuovo millennio. Da quel momento, però, sono diventati uno strumento molto praticato dagli investitori del Belpaese. Il nostro Paese, infatti, rappresenta il secondo mercato continentale dopo quello teutonico.

Proprio per questo motivo è importante cercare di capire i certificati, come funzionino e quali vantaggi possono presentare a chi decida di adottarli nella propria pratica di trader. In tal modo si può capire come sia possibile sfruttarli al meglio.

Cosa sono i Certificati?

I Certificati sono strumenti derivati cartolarizzati emessi da banche di investimento con il preciso intento di offrire agli investitori mezzi finanziari flessibili al punto giusto per poter affrontare scenari di mercato che possono essere molto mutevoli.

Se si affronta il discorso da un punto di vista pratico, possiamo dire che sono prodotti costituiti da strategie in opzioni, studiate dall’emittente in modo da consentire all’investitore di beneficiare della protezione dai ribassi dell’attività finanziaria sottostante, di un flusso cedolare periodico o dell’ottimizzazione dei rendimenti.

Il sottostante viene in pratica deciso dall’emittente, il quale va ad assemblare azioni, indici, valute, materie prime, futures o ETF. Va però specificato che l’utilizzo dei certificati non fornisce il diritto di partecipare ai dividendi distribuiti dall’attività finanziaria sottostante, ove si tratti di un’azione o di un indice. Un fattore da tenere presente in fase di valutazione.

Dove si possono negoziare i Certificati?

Per chi intenda sfruttarli, i Certificati possono essere negoziati sul SeDeX (il segmento di Borsa Italiana dedicato al mercato dei Securities Derivatives) oppure sul Cert-X di EuroTLX (anch’esso passato in epoca recente sotto il controllo di Borsa Italiana).

Occorre sottolineare come nonostante la negoziazione avvenga su mercati regolamentati, per i certificati sia presente il rischio dell’emittente. Cosa vuol dire? Semplicemente che in caso di default di chi li propone il proprio investimento viene perso completamente. Proprio come accade per le obbligazioni senior non garantite e non privilegiate emesse dagli istituti bancari.

Certificati: come capire quale di essi può adattarsi alla nostra strategia di investimento?

Come abbiamo già ricordato, chi emette Certificati cerca di dare vita a proposte le quali permettono agli investitori di scegliere tipologie adatte al proprio profilo di rischio. In pratica, si possono scegliere tre tipologie di Certificati:

  1. rivolti all’investitore che intende beneficiare della protezione dai ribassi dell’attività finanziaria sottostante, ovvero proteggere il proprio patrimonio quando il ciclo economico volge al peggio;
  2. adatti a chi intenda godere di un flusso finanziario periodico per effetto delle cedole previste;
  3. strutturati per consentire di guadagnare anche se il sottostante perde in termini di quotazione.

Proprio questo ventaglio di opzioni rende i Certificati uno strumento flessibile. Una differenza di non poco conto verso asset come le azioni, le quali permettono di guadagnare solo in caso di aumento della propria quotazione.