Hedge fund

Che cosa sono i fondi speculativi e perché godono di pessima fama : tutto ciò che occorre sapere sugli hedge fund

Gli hedge fund sono ormai da tempo gravati da una pessima fama. Derivante in fondo dal fatto che si propongono un obiettivo del tutto logico, in ambito finanziario: produrre rendimenti elevati a favore dei propri clienti. Per farlo possono adottare due strade molto diverse: acquistare titoli ritenuti sottovalutati e, di conseguenza, destinati a crescere, oppure vendendo allo scoperto quelli che invece sono ritenuti sopravvalutati.

Proprio le vendite allo scoperto hanno però spinto molti ad additarli alla stregua di uno strumento negativo. Ad esempio nel nostro Paese, ove l’utilizzo della leva finanziaria portò ad una grave crisi della lira nel 1992, costringendo infine il governo a dare vita ad un prelievo forzoso sui conti correnti, oltre ad una finanziaria durissima e tesa a ripristinare una situazione molto complicata.

Nonostante ciò con il passare del tempo sono cresciuti, acquistando un ruolo sempre più importante sulla scena finanziaria. Svolgendo secondo gli esperti un ruolo di riequilibrio sui mercati. Andiamo quindi a osservarli più da vicino al fine di comprenderne il funzionamento.

Cosa sono gli hedge fund

Gli hedge fund hanno visto la luce nel lontano 1949. Il creatore è stato un giornalista di Fortune, Alfred Winslow Jones, il quale decise di dedicarsi allo sviluppo di una tecnica di gestione tesa a ridurre il rischio connesso all’andamento del mercato. Garantendo al contempo rendimenti elevati.

Per riuscire nell’intento, Jones individuò una vera e propria falla normativa all’interno della legislazione in uso negli Stati Uniti. Decise cioè  di ricorrere a modalità operative non consentite ai fondi normali (mutual funds). L’Investment Company Act varato nel 1940, infatti, si applicava solo a fondi con almeno 101 investitori. Jones decise quindi che il suo nuovo strumento ne avrebbe annoverati al proprio interno non più di 99. Una decisione salutata in seguito da largo successo.

Come funzionano gli hedge fund

Se sinora abbiamo visto la genesi dei cosiddetti fondi speculativi, non meno importante è naturalmente cercare di capirne il reale funzionamento. Il quale si fonda sull’individuazione di realtà sottovalutate e ipervalutate. Le prime vanno sostenute in vista di un apprezzamento del titolo, le seconde vanno affondate.

Per poter lucrare da queste scelte lo strumento fondamentale è la famigerata leva finanziaria, ovvero la possibilità di investire soldi presi in prestito da altri fondi. In pratica quelle vendite allo scoperto le quali ormai da decenni sono oggetto di feroci critiche da parte di analisti e politici. Si tratta di una tecnica molto controversa, in quanto implica una dose di rischio estremamente elevata. Rischio che, però, viene condiviso, considerando come in caso di perdite, anche esse si amplificano in proporzione.

Un controverso rapporto della Financial Services Authority

Come abbiamo ricordato, molti politici additano gli hedge fund come uno strumento distorsivo del mercato. Una fama dovuta al fatto che vanno a colpire in particolare i titoli di aziende coinvolte in acquisizioni.

Una accusa che, però, secondo la Financial Services Authority, è abbastanza esagerata, ove rapportata al loro effettivo peso. L’autorità lo ha affermato all’interno di un suo report risalente al 2010. Il quale è incentrato sulla loro capacità di “penetrazione azionaria”.

Se si prendono in considerazione 50 di essi, molti dei quali considerati tra i più importanti in azione a livello globale, si scopre che in pratica controllano soltanto lo 0,9% degli stock markets del Vecchio Continente. Una percentuale che nel frattempo potrebbe essere mutata, ma in modo abbastanza trascurabile.

Le 50 società prese in esame, detenevano un patrimonio pari a circa 300 miliardi di dollari, ovvero un quinto degli asset globali in mano agli hedge funds in tutto il mondo. Negli anni trascorsi dallo studio, però, qualcosa potrebbe essere mutato nella composizione di questo paniere. Secondo le statistiche, infatti, un fondo speculativo su tre è destinato a soccombere dopo il primo biennio di vita.

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