Spread Btp Bund

Chi è che decide realmente il livello dello spread?

Lo spread è ormai un fattore di politica dirimente. Lo sa bene Silvio Berlusconi, travolto nel 2011 da un livello insostenibile del differenziale tra Bund tedesco e BTP italiano. Le sue dimissioni da Presidente del Consiglio permisero infatti a Mario Monti di prenderne il posto, con il sostanziale consenso dei mercati finanziari. Ma non certo quello del popolo italiano, che non mancò successivamente di bocciarne pesantemente l’operato, buttandolo in pratica fuori dalla politica.

Del suo mandato restano comunque cascami di non poco conto. Come quella legge Fornero che ha riformato le pensioni provocando però notevole malumore nella società italiana e un problema come quello degli esodati. Ovvero quei lavoratori che si sono ritrovati in un vero e proprio limbo: usciti dal lavoro, ma senza il livello contributivo sufficiente per andare in pensione.

Proprio per quanto accaduto all’epoca, lo spread ha ormai assunto una pessima fama. Venendo in pratica etichettato alla stregua di un manganello contro i governi che cercano di andare contro i diktat del mercato. Ma chi è che ne decide realmente il livello?

Lo spread: cos’è e cosa rappresenta realmente

Come abbiamo già ricordato, lo spread è un differenziale. In questo caso misura la distanza tra i titoli decennali del debito pubblico di Italia e Germania. Quando tale misura si accorcia, il rendimento dei Buoni del Tesoro Poliennali (Btp) si riduce, nel caso contrario schizza verso l’alto. Tanto da mettere a rischio la tenuta dei conti pubblici, come è appunto accaduto nel 2011, quando lo spread si inerpicò sino ai 574 punti base, costringendo lo Stato a corrispondere interessi pari al 7,47%.

Ma a chi può interessare la misura di questo differenziale? Naturalmente proprio agli investitori. Ovvero a coloro che sono soliti puntare sui bond, visti come un ottimo strumento di investimento. Sono in effetti loro a decidere realmente quale sia il livello dello spread. Lo fanno puntando su un titolo piuttosto che su un altro, sulla base di proprie personali valutazioni.

Chi sono gli investitori?

Gli investitori che puntano sui titoli del debito pubblico sono una miriade di soggetti. Una platea molto composita in cui si possono trovare istituzioni finanziarie come le banche, i fondi comuni, quelli pensione e specializzati in obbligazioni, oltre alle assicurazioni.

Mentre rappresentano per ora una minoranza i privati cittadini, considerato come attualmente solo il 6% dei Btp emessi dallo Stato italiano siano ad essi riconducibili. Una percentuale che però potrebbe lievitare notevolmente nel corso dei prossimi anni.

Sono proprio questi soggetti a decidere quale sia il giusto mezzo tra remunerazione proposta, ovvero il tasso d’interesse dei bond, e il livello di rischio preventivato. Quando il secondo fattore è basso può addirittura arrivarsi ad un tasso di interesse negativo, come accade nel caso dei Bund tedeschi. Mentre può essere abbastanza elevato nel caso di quelli italiani, per i quali il fattore rischio è considerato più presente.

Perché lo spread si è ridotto negli ultimi mesi?

Quanto accaduto nel 2011 è in pratica un caso limite. Basti pensare che nel corso degli ultimi mesi lo spread ha sempre veleggiato su livelli decisamente inferiori. Ad oggi è intorno ai 140 punti base e si prevede che questo livello non muterà di molto nel prossimo futuro.

Ciò accade perché nel corso delle ultime aste di Btp, i titoli del debito pubblico italiano sono andati letteralmente a ruba. Mai come in questo momento sembra esserci fiducia sulla capacità dell’Italia di reggere anche in una situazione di estrema difficoltà come quella generata dal Covid-19. Cui si aggiungono alcuni fattori di non poco conto, i quali sembrano fatti apposta per tenere sotto controllo lo spread.

BCE e stabilità del governo

In particolare ci sono due fattori che sembrano in grado di incidere sullo spread, in questo momento. Da un lato la decisione della BCE di sostenere con gli acquisti di titoli i Paesi messi più in difficoltà dalla pandemia di coronavirus. Come appunto l’Italia.

Dall’altro lato va sottolineata l’incidenza delle ultime elezioni regionali. Le quali hanno visto il fallimento del tentativo di spallata dell’opposizione di centrodestra. Dando un segnale chiaro nel senso della continuità politica.

Quella continuità che è vista appunto dai mercati come una sorta di garanzia per gli investimenti. E che fa quindi dello spread una sorta di arma politica tale da spingere qualche osservatore a parlare di dittatura dell’economia sulla politica.

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