Come funziona l’equity crowdfunding?

Come funziona l’equity crowdfunding?

equity crowdfunding

Nato di recente ma già considerato un sistema di investimento rivoluzionario, l’equity crowdfunding ha democratizzato in un certo senso la maniera di investire.

Infatti, il sistema ha ampliato la platea di investitori e anche la “folla” (crowd) può finanziare startup innovative e piccole e medie imprese erogando un contributo tramite portali online autorizzati e ricevendo in cambio delle quote dalle imprese finanziate. Vediamo nel dettaglio di cosa si tratta e come funziona l’equity crowfunding.

In cosa consiste l’equity crowfunding

L’equity crowdfunding è una forma di investimento che può essere anche definito finanziamento partecipativo che permette ai potenziali investitori di finanziare piccole e medie imprese. Inizialmente questa modalità di finanziamento prevedeva raccolta fondi solo per finanziare startup innovative, ma dopo averne intuito le potenzialità l’equity crowdfunding è stato esteso a tutte le piccole e medie imprese.

In Italia la normativa è stata emanata nel 2013 e il nostro Paese figura come il primo in Europa, e possiamo anche dire nel mondo, ad avere introdotto una legge appositamente per regolare questa forma di investimento.

Altre modifiche introdotte successivamente e hanno dato maggiore impulso all’equity crowdfunding, permettendogli di raggiungere a giugno del 2018 un valore complessivo di 33,3 milioni di euro, e triplicando il valore della raccolta fondi rispetto al 2017.

La normativa della Consob emanata il 3 gennaio 2019, che ha aperto come già detto la raccolta fondi anche per le Pmi tradizionali e non solo per quelle innovative sui portali di equity crowdfunding online autorizzati in Italia lo strumento ha offerto maggiori opportunità a tutti e ha dunque allargato la platea di investitori che decidono di mettere a disposizione i loro fondi anche alle imprese di dimensione media, piccola e micro già presenti in Italia.

Come funzione l’equity crowfunding

L’equity crowdfunding funziona in maniera molto similare a quella del crowdfunding comune. Sulle piattaforme online può presentarsi un’azienda qualsiasi che espone i propri obiettivi da raggiungere e stabilisce un target di raccolta che deve essere ottenuto entro la fine della campagna.

Nel caso la campagna abbia successo, ovvero il target viene raggiunto, l’impresa incassa gli investimenti e dà inizio al suo business plan, anche se è evidente che non esistono garanzie certe sul suo successo aziendale.

Nel caso non venga raggiunto il target prefissato gli investimenti non vengono finalizzati e il donatore non perde nulla. Tutti possono investire nelle offerte tramite crowdfunding azionario e non occorre essere ricchi investitori per accedere a questa forma di finanziamento.

Infatti, il mercato è aperto anche a piccoli investitori che vogliono offrire anche somme di denaro ridotte e proprio per questo vi sono investimenti minimi che si aggirano attorno alle 250-500€, una cifra praticamente alla portata di tutti.

Per quanto riguarda l’equity crowfunding, una volta scelta la piattaforma su cui registrarsi e il progetto da finanziare, basta inserire la somma che si vuole investire e continuare la procedura come indicato dal portale.

Il processo di investimento è molto semplice e avviene in pochi clic, ma il sistema è talmente trasparente e professionale che per tutelare l’utente valuta anche se può sostenere il rischio dell’operazione e quindi verifica se è idoneo a supportarlo.

Si tratta di una formalità comunque voluta dal regolamento Consob e che è stata introdotta proprio per evitare collassi economici agli investitori. Ad ogni modo, anche se l’utente risulta non idoneo, può decidere di effettuare ugualmente l’investimento e dunque potrà fare il bonifico tramite home banking.

Equity crowfunding rischi e vantaggi

Come tutti gli investimenti anche l’equityi crowfunding ha dei rischi e dei vantaggi che possiamo elencare nei seguenti punti.

Per quanto riguarda i rischi:

  • E’ possibile che la startup in cui si investe fallisce
  • Si può perdere il capitale investito

E’ probabile che questo accada e succede alla maggior parte delle aziende alla fase iniziale, quindi è possibile perdere il capitale investito rispetto a quella di un guadagno. E’ dunque consigliabile non investire più denaro delle proprie possibilità, in modo da non causare perdite che potrebbero compromettere la situazione finanziaria ed economica, con ripercussioni inevitabili sul tenore di vita.

L’altra problematica riguarda la natura illiquida di questa tipologia di investimenti. Con la modifica all’art. 100-ter del Testo Unico della Finanza avvenuta nel nostro paese si è tentato di dare maggiore liquidità ai prodotti finanziari offerti dalle srl e quindi è consentito comprare e vendere le quote degli investitori che hanno preso parte alle operazioni di crowdfunding.

Questo è possibile grazie al Regime Alternativo di intestazione quote, che gestisce l’acquisto o la successiva alienazione di partecipazioni azionarie senza il bisogno di rivolgersi a un notaio o un commercialista, ma scegliendo semplicemente l’intestazione fiduciaria.

Un altro rischio da tenere in considerazione è che se l’azienda dispone successivamente di un aumento di capitale emetterà ai nuovi investitori nuove azioni della società partecipata, e in tal modo si riduce la percentuale della società posseduta.

Per questo una buona strategia di investimento è quella della diversificazione e con importi piccoli, in modo da contenere i rischi.

Per quanto riguarda i vantaggi:

  • Accedere ad un sistema di finanziamento innovativo e democratico
  • Soluzione interessante per le Pmi
  • Opportunità di guadagni anche con minimi investimenti

I vantaggio dell’equity crowfunding sono innegabili e come abbiamo visto il fatto di aprire ad investimenti accessibili a tutti è senza dubbio un fattore che suscita interesse e spinge ad investire anche chi ha pochi capitali a disposizione.

Inoltre, per le Pmi che non riescono a ottenere credito dal sistema bancario si tratta di un’opzione decisamente valida e molto allettante, ma si prospetta anche come un’ottima alternativa al dei venture capitalists attivi in Italia che è piuttosto carente.

Conclusione

In Italia le piattaforme che operano con l’equity crowfunding sono 27 e tutte autorizzate dalla Consob, organo che garantisce la trasparenza e la professionalità dei portali e ne protegge le transazioni.

Anche se i rischi sono evidenti, tuttavia i vantaggi di questa forma di investimento si prospettano molto interessanti e sono in costante crescita. I dati sono positivi e lo testimoniano i progetti conclusi e le imprese finanziate che hanno tratto profitti e con loro anche gli investitori che hanno creduto al progetto.

 

Partecipa alla discussione

FaceTheJungle