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Come funzionano i Diritti TV in Premier League: il modello ideale

Da quando i Diritti TV sono diventati fondamentali per i bilanci dei club di calcio, il modello inglese ed esistente in Premier League ha sempre fatto parlare di sé. Infatti le cifre che girano nel calcio d’oltremanica sono non equiparabili a nessun’altra nazione in giro per l’Europa e per il Mondo. Sicuramente un modello ideale da seguire, o quanto meno da imitare, per aumentare la capacità di ricavare il massimo da una voce che costituisce la fonte principale del reddito dei club calcistici. In questo articolo dunque andremo a capire nel dettaglio come funzionano i Diritti TV in Premier League e quanto guadagnano i singoli club.

Come avviene la ripartizione dei Diritti TV in Premier League

Partiamo subito da come avviene la ripartizione dei Diritti TV in Premier League tra i venti club. Sono sostanzialmente tre le voci che ne determinano la suddivisione: la prima parte del 50% del totale uguale per tutti, una seconda fetta parte in base alle presenze televisive in diretta (25%), infine la terza parte quella in base al merito sportivo e alla posizione in classifica alla fine del campionato (25%).

Un modello da seguire e che non fa del ‘spezzatino’ televisivo il suo piatto forte, come invece avviene in Italia e in Serie A, visto che solo il 45% degli eventi è trasmesso in diretta TV. Questo perché le partite che si giocano tra le 14:45 e le 17:15 (GMT) non vengono trasmesse in TV su suolo del Regno Unito, ma solo all’estero. Un fattore molto importante, dato che così i tifosi vengono ‘quasi obbligati’ ad andare allo stadio per vedere il match rendendo gli impianti pieni e televisivamente più attraenti.

L’incasso della Premier League nel 2018-2019

Andando alle cifre specifiche, diciamo subito che la Premier League nella stagione 2018/19 ha incassato un totale di circa 2,45 miliardi di sterline, dei quali 863 milioni provengono dalla cessione dei diritti di trasmissione all’estero, per un totale di 5,13 miliardi di sterline nei tre anni dal 2016 al 2019. Restando alla stagione ’18-’19 la spartizione dei 2.45 mld di sterline è stata davvero equa tra i club, dato che ogni club ha preso di base 82 milioni di sterline, che derivano da ricavi nazionali, internazionali e dai ricavi commerciali relativi ai diritti televisivi.

Parlando dei singoli club, la squadra che ha guadagnato di più è stato il Liverpool, con un incasso di 152,4 milioni di sterline, seguito da Manchester City (150,9) e Chelsea (146), Tottenham, Manchester United e Arsenal che superano tutti i 140 milioni. Portano a casa tanto pure l’Everton (128) e il Wolverhampton (127). Infine basti pensare che l’Huddersfield, retrocesso in Championship da ultimo, ha incassato ben 96 milioni di sterline, dunque una distanza non così ampia con i Citizens di Guardiola campioni d’Inghilterra.

Il paragone (che non c’è) con la Serie A

Vedendo i numeri della Premier League, il paragone con quello che accade in Serie A e nel calcio italiano è quasi improponibile. Restando ai freddi numeri, dopo la diatriba con Media Pro, per il triennio 2018-2021 la Lega di Serie A ha deciso di assegnare il pacchetto a Sky e DAZN per 973 milioni di euro a stagione, che diventano quasi 1.4 miliardi con i 371 milioni per i diritti esteri pagati da Img. E la ripartizione tra i club invece avviene con queste percentuali. I diritti TV sono ripartiti per il 50% in parti uguali, il 20% associato al numero dei tifosi, suddiviso al 12% dagli spettatori allo stadio e all’8% dall’audience televisiva, il 15% relativo ai risultati dell’ultimo campionato, il 10% in base a quelli dell’ultimo quinquennio e, infine, il 5% in relazione alla storia del club in questione.

In questo modo la Juventus è il club italiano che si prende la prima posizione a quota 85,3 milioni di euro, seguita dall’Inter con 83,7, dal Milan (77,3), Napoli (77), Roma (71,4) e Lazio (68,3). Come ben si può notare la differenza con le big del campionato inglese è quasi ‘imbarazzante’, che diventa una voragine incalcolabile se raffrontate con i club medio piccoli italiani. Si scende infatti sempre di più dai 65 milioni di euro per la Fiorentina, ai 60 della Sampdoria, ai 56 di Atalanta e Fiorentina. Mentre nelle ultime posizioni Spal e Chievo con 40 milioni e ultimo il Frosinone a quota 36 milioni. Davvero una grande differenza con l’Huddersfield, decisamente troppa.

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