Su quale Borsa conviene comprare azioni e ETF? Ecco le differenze!

Come si deve procedere per analizzare un titolo azionario?

Per chi fa trading azionario, è fondamentale riuscire a capire quali siano i titoli su cui si può investire con una buona probabilità di guadagno e quali invece vadano scartati in partenza. I modi per riuscire a capirlo possono essere diversi e non tutti usano quelli padroneggiati da Warren Buffett, l’oracolo di Omaha che sulla saggia scelta delle azioni ha costruito la sua fortuna e la sua fama.

In effetti ci sono investitori che puntano sull’analisi tecnica, ovvero sullo studio dei grafici, per cercare di individuare le azioni giuste. Altri, invece, preferiscono l’analisi fondamentale, ovvero lo studio di una lunga serie di fattori macroeconomici. Proviamo quindi a individuare un modus operandi in grado di garantire notevoli probabilità di successo.

Cos’è che determina il prezzo di un titolo azionario?

Da cosa è determinato il prezzo di un’azione? Tra i fattori principali in tal senso, occorre sicuramente ricordare i seguenti:

  1. la performance recente della società, la quale può essere desunta ad esempio dall’ultima trimestrale;
  2. le aspettative nutrite dal mercato in relazione alla prestazione futura della società, con un particolare focus sulla concorrenza con cui deve confrontarsi;
  3. le prospettive di crescita del settore in cui opera l’impresa esaminata;
  4. quelle dell’economia nazionale e globale.

Naturalmente questi sono solo alcuni dei fattori da tenere in considerazione. Sono comunque quelli da cui non si dovrebbe mai prescindere, prima di optare per l’acquisto di un titolo azionario.

L’importanza del RoE

Per chi investe in azioni, c’è un parametro di cui è praticamente impossibile fare a meno: il RoE, acronimo di Return on Equity. Grazie ad esso è infatti possibile valutare il tasso di remunerazione del patrimonio netto, ovvero quella parte di bilancio cui è affidato il compito di remunerare gli azionisti. Quando il suo livello è alto, vuol dire che l’emittente del titolo è in grado di garantire un elevato rendimento per gli investitori.

Va al contempo ricordato che il RoE non può essere considerato a parte, ovvero slegato da un altro fattore fondamentale. Siamo parlando del livello di indebitamento dell’azienda. Il patrimonio netto, infatti, rappresenta la differenza tra il totale delle attività e le passività. Ove le seconde aumentino, il denominatore del RoE non potrà che tendere alla diminuzione, facendo salire il valore complessivo.

E’ quindi necessario confrontare il RoE con il RoA (Return on Assets), il quale provvede a sua volta a mostrare l’effettivo rendimento degli asset aziendali. Se entrambi i parametri sono elevati, allora il RoE può essere considerato attendibile.

P/E e EPS

Ove si intenda investire in azioni, occorre tenere nel debito conto anche il P/E e l’EPS. Il primo è il rapporto tra il prezzo dell’azione e l’EPS, ovvero l’utile che viene generato dall’azienda per ogni azione che sia stata messa in circolazione.
In particolare, il P/E fa parte della categoria dei “comparables”, in pratica i parametri che possono essere comparati con quelli di società simili o di settore. Va però sottolineato che confrontare il P/E di un’azienda con quello di settore equivale ad un errore. Il secondo è infatti una media matematica la quale va a prendere in considerazione anche società che in termini di struttura e redditività non possono essere paragonate a quella che si sta analizzando. E’ invece consigliabile comparare il suo P/E con quello di aziende simili, in modo da avere un dato di riferimento molto più attendibile.

L’EPS è a sua volta il denominatore del P/E. Nel caso in cui esso cali mentre l’EPS sale, possiamo dire di essere in una situazione ideale. Questo trend, infatti, indicherebbe che il prezzo dell’azione non sta riflettendo la crescita degli utili. Si starebbe cioè formando una sottovalutazione del mercato sul titolo in questione su cui è possibile innestare una azione in grado di generare profitto.

Come procedere per scegliere un titolo azionario: iI P/BV

Un ulteriore fattore in grado di aiutare a scegliere un titolo azionario è poi il P/BV (prezzo/valore di libro). Nel caso in cui il RoE cresce in maniera strutturale, ovvero senza deviazioni causate dall’aumento del debito, ed il P/BV resta limitato, vuol dire che esiste un ulteriore margine di sottovalutazione del titolo su cui è possibile fare conto per vedere premiata la propria scelta. In questo caso, infatti, il prezzo non sta inglobando la crescita del valore di libro (patrimonio netto), ovvero quella parte di bilancio che dovrebbe focalizzare l’attenzione dell’investitore.

Qual è lo schema da seguire

I parametri che abbiamo menzionato, sono utili all’interno di una vera e propria formula, utilizzata da coloro che fanno ricorso all’analisi fondamentale.

In pratica, le condizioni ideali per poter individuare una azione promettente, sono le seguenti:

  • RoE e RoA, sia attuali che prospettici, elevati;
  • P/E relativamente basso se confrontato con quello della concorrenza ed EPS in crescita;
  • P/BV basso ove raffrontato con quello messo in evidenza dai competitor di settore.

Il sentimento dei mercati

Nel discorso che abbiamo intrapreso, non può poi mancare un altro dato considerato fondamentale dagli esperti. Si tratta del cosiddetto sentimento dei mercati, ovvero la percezione che hanno gli investitori nei confronti di un determinato titolo.

Non è infatti raro il caso in cui la validità di una azienda viene collegata a fattori come il management, ovvero le persone chiamate a dare vita al processo decisionale al loro interno. Esistono dei dirigenti di azienda in grado di riscuotere fiducia da parte dei mercati proprio per la loro storia pregressa. Creando quindi aspettative in grado di dissodare il terreno verso una crescita del titolo azionario. Un fattore da tenere quindi in grande considerazione.

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