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Consob: tutto quello che occorre sapere sull’autorità di controllo della Borsa

I mercati finanziari sono ormai da lungo tempo oggetto di grande polemica nel nostro Paese. Soprattutto a causa di una serie di pratiche estremamente controverse le quali hanno finito per danneggiare i piccoli investitori rafforzando l’ormai cronica diffidenza degli italiani verso un capitalismo definito spregiativamente all’amatriciana.

In questo quadro, un discorso del tutto particolare spetta alla Consob, ovvero all’autorità cui è affidato il compito di sorvegliare sul corretto svolgimento delle operazioni che avvengono nel nostro Paese. Operazioni troppo spesso inficiate da grandi sospetti e conseguenti proteste.

Cos’è la Consob

Commissione Nazionale per le Società e la Borsa: questo vuol dire l’acronimo Consob. Istituita nel 1974, si tratta di un’autorità amministrativa indipendente, dotata di personalità giuridica la quale è chiamata in particolare a svolgere attività di sorveglianza su tutto ciò che ha attinenza con la Borsa. Un compito che prima della sua creazione era affidato al Ministero del Tesoro.

Composta da un Presidente e da quattro membri scelti in un lotto di personalità di grande rilievo in ambito finanziario, che svolgono il loro compito per sette anni (erano cinque sino al 2008), prevede l’assistenza di un direttore generale, il quale assicura lo svolgimento delle attività strumentali. Infine, l’avvocato generale, al quale è affidato il compito di assistere la Commissione negli affari legali.

Nella sua interezza,  l’organo riveste un ruolo del tutto cruciale nelle vicende finanziarie italiane. Finendo spesso sotto la lente d’ingrandimento dell’opinione pubblica. Come è accaduto più volte nel corso degli ultimi anni, quando proprio la Consob è stata accusata di mancata vigilanza in alcune clamorose vicende.

Cosa fa la Consob

Come abbiamo già evidenziato, il ruolo svolto dalla Consob è assolutamente fondamentale. L’autorità, infatti, deve assicurare la trasparenza sui prodotti finanziari offerti sul mercato. Per riuscire a farlo deve perciò garantire il pieno accesso di tutti gli operatori alle informazioni le quali possono aiutarli ad investire al meglio. Una trasparenza che, a sua volta, deve essere assicurata tramite la continua vigilanza sul corretto comportamento degli intermediari e l’emanazione di norme in grado di stendere una rete di protezione intorno agli investitori.

Infine, la Consob deve garantire la congruità delle quotazioni e che i prezzi vadano a riflettere in maniera reale l’andamento dei mercati. Favorendo in tal modo le contrattazioni le quali devono avere luogo con modalità esecutive certificate.

Le polemiche sulla Consob

La Consob ha quindi una serie di compiti molto importanti, dai quali dipende in gran parte il corretto svolgimento delle operazioni che hanno luogo sui mercati finanziari nazionali. Compiti che, però, non sempre nel passato sono stati svolti nella maniera migliore e, soprattutto, più trasparente.

Basterebbe pensare in tal senso a quanto accaduto nel corso del mandato svolto da Giuseppe Vegas, tra il 2010 e il 2017. Un periodo nel corso del quale la reputazione della Consob è precipitata ai minimi storici. Tanto da spingere il governo a prendere in considerazione l’idea di una riforma, a seguito della quale l’autorità si sarebbe venuta a trovare alle dirette dipendenze della Banca d’Italia. Idea che del resto torna ad affiorare in superficie di tanto in tanto.

Scandali bancari: la mancata vigilanza

In particolare, alla Consob è stata più volte imputata la mancata vigilanza sulle banche, che ha permesso il verificarsi di una lunga serie di scandali pagati da una miriade di piccoli risparmiatori. Un capo di imputazione che ha avuto il suo sigillo in una sentenza della Cassazione (Cass. Civ., I Sez., n. 23418 del 17/11/2016), la quale ha condannato per colpa grave (ossia la mancanza di un dovere di diligenza che causi un danno a terze persone) i suoi funzionari e commissari.

Si tratta però solo della punta dell’iceberg, se si considera che la Corte d’Appello di Milano, abbracciando le tesi dell’Intesa dei consumatori, ha riconosciuto di recente l’omessa vigilanza e le violazioni commesse da Consob e Ministero, ai danni di 898 risparmiatori, aprendo in tal modo la strada a migliaia di ricorsi per una serie di vicende come lo scandalo Bipop, i bond argentini, i prodotti finanziari di My Way e For You, i bond Cirio e altre.

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