Schema Ponzi

Cosa sono le vendite piramidali e perché è consigliabile restarne alla larga

Le vendite piramidali sono oggetto di grande contestazione ormai da decenni. Nonostante ciò, riescono ancora ad attrarre incauti investitori, pronti a credere alle mirabolanti promesse cui è affidato il compito di fungere da specchietto per le allodole.

Il finale di quelle che sono da considerare a tutti gli effetti vere e proprie truffe è sempre il solito: alla fine la bolla scoppia e a pagare è un gran numero di persone rimaste con il cerino acceso in mano.

Un finale il quale è immutabile, ma che non riesce comunque a tenere lontani gli ingenui dalle vendite piramidali. E’ purtroppo la storia a dimostrarlo.

L’inventore della vendita piramidale: Carlo (o Charles) Ponzi

L’inventore delle vendite piramidali può essere considerato a tutti gli effetti Carlo Ponzi, un italiano nativo di Ravenna. Giunto negli Stati Uniti all’inizio del 20° secolo, fu proprio lui a capire come sia praticamente impossibile per un gran numero di persone resistere alla sirena rappresentata dalla promessa di grandi rendimenti.

Mentre si trovava in carcere, per scontare la pena derivante dall’emissione di un assegno falso, individuò nei coupon per francobolli lo strumento per utilizzare più in grande le sua attitudini alla truffa. In quel lasso di tempo, infatti, le lettere inviate all’estero includevano un “buono” per l’acquisto di un francobollo da apporre alla risposta. Questi coupon, se avevano un costo differente in ogni Paese, erano comunque caratterizzati da controvalore in francobolli identico, a prescindere dal luogo. Il grimaldello su cui agire, fu quindi individuato da Ponzi nelle fluttuazioni dei tassi di cambio, grazie alle quali ben presto racimolò i primi guadagni.

Lo schema ideato da Ponzi

Ponzi avrebbe potuto accontentarsi dei soldi fatti sulla base di questa intuizione. Come al solito, però, l’appetito viene mangiando e anche lui non sfuggì alla regola. Dall’affare escogitato, infatti, pensò bene di trarre un vero e proprio schema da proporre ad un pubblico sempre più vasto: investire una determinata somma per averne in cambio una maggiorata del 50% nell’arco di un solo trimestre.

All’amo, lanciato nel 1918, abboccarono in molti. Nessuno, infatti, sapeva che il commercio di coupon poteva essere al massimo limitato ai 27mila esemplari esistenti. Mentre ce ne sarebbero voluti 160 milioni a Ponzi per poter adempiere alle sue mirabolanti promesse.

A scoprire il tutto fu l’editore del Wall Street journal, Clarence Barron, il quale iniziò ad indagare su quanto stava accadendo. Scoprendo che nell’arco di un biennio Ponzi non solo aveva riempito con centinaia di migliaia di dollari il suo conto in banca, ma aveva anche dato vita a molte acquisizioni di immobili e altri beni. Le sue denunce non furono però ascoltate e quando la bolla scoppiò, furono moltissime le persone che persero i propri soldi.

Una lezione che viene spesso dimenticata

Lo schema individuato da Ponzi, però, è sopravvissuto al suo inventore. Venendo spesso rispolverato in ogni angolo del globo. La promessa di elevati rendimenti continua in effetti a rappresentare un boccone troppo ghiotto per molte persone.

Soprattutto se immessa all’interno di un congegno che prevede la vendita di prodotti. Creme, prodotti di bellezza, assicurazioni e molto altro: basta vedere gli annunci che molto spesso vengono riportati dai media, tradizionali o digitali, per capire come Ponzi ancora oggi possa vantare un vero e proprio stuolo di imitatori.

Chi viene attratto nella rete è chiamato ad investire una determinata cifra, per pareggiare la quale deve solo portare un numero di nuovi aderenti ad essa, che a loro volta pagheranno la stessa somma per farne parte. A poco a poco la base si amplia sempre di più, sino a che i promotori della truffa non spariranno. E con loro i soldi investiti dagli incauti che gli avranno creduto.

Qualcuno guadagna, quasi tutti perdono

Uno schema talmente semplice da spingere a pensare che sia impossibile un suo successo. Invece succede esattamente il contrario e ogni tanto i mezzi di informazione sono costretti ad occuparsi dell’ennesima vendita piramidale pronta a seminare il suo carico distruttivo a danno di un gran numero di persone.

Perché la triste realtà delle vendite piramidali è proprio questa: pochi, i primi ad entrare, guadagnano, tutti gli altri sono destinati a perdere. Ecco perché occorre restare alla larga dalle vendite piramidali.

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