Cos’è l’assicurazione contro il terremoto e le catastrofi naturali

Cos’è l’assicurazione contro il terremoto e le catastrofi naturali

Assicurazione terremoto e catastrofi naturali

In un Paese come il nostro, ove terremoti e catastrofi naturali sono all’ordine del giorno, con tutto quello che può conseguirne in termini di danni, è del tutto naturale guardarsi intorno per trovare il modo per poter fronteggiare situazioni di questo genere.

Tra quelli che possono consentirlo, e permettere di guardare con maggiore serenità al futuro, c’è anche l’assicurazione contro il terremoto e le catastrofi naturali. Andiamo quindi a vedere nei dettagli questo genere di polizza e la sua reale utilità.

Assicurazione contro il terremoto e le catastrofi naturali: come funziona?

L’assicurazione contro il terremoto e le catastrofi naturali è una polizza rivolta a chi teme di poter vedere la sua abitazione danneggiata o distrutta da eventi incontrollabili.

Non obbligatoria, a differenza di quanto accade in Paesi come Giappone, Turchia o Nuova Zelanda, consente al sottoscrittore di garantirsi il risarcimento dei danni all’immobile. Il quale può essere totale o parziale, a seconda di come è stata redatta la polizza.

Quanto costa una polizza simile?

Per quanto riguarda i costi, una assicurazione contro gli eventi sismici e le calamità naturali si aggira mediamente sui 75 euro annuali. Una cifra naturalmente destinata a crescere nelle zone ad elevato rischio sismico ed abbassarsi nel caso in cui l’abitazione goda della presenza di sistemi antisismici. Altri fattori che possono incidere sulla spesa sono poi la grandezza dell’immobile interessato e l’anno di costruzione.

Nonostante i prezzi non particolarmente onerosi, soltanto l’1% dei nostri connazionali ogni anno decide di sottoscrivere una polizza di questo genere. Come mai?

Forse perché in pochi credono possibile che la propria abitazione sia colpita da un evento distruttivo. Più probabilmente perché nelle zone ove sarebbe preziosa un’assicurazione simile, la spesa può essere molto elevata. Basti pensare che in una zona sismica come L’Aquila la spesa per un’abitazione di 100 metri quadri può arrivare ai 400 euro all’anno.

Cosa occorre controllare con attenzione

Secondo gli esperti, prima di firmare il contratto, occorre consultare con grande attenzione il fascicolo informativo messo a disposizione dalle imprese che offrono una polizza del genere, proprio per evitare sorprese sgradite.

In particolare occorre verificare due elementi fondamentali:

  1. il massimale, ovvero la somma massima che l’assicurazione è disposta a liquidare in veste di risarcimento;
  2. se il contratto preveda una franchigia, in pratica la clausola grazie alla quale la compagnia può evitare di erogare un indennizzo nel caso in cui l’entità dei danni non vada a superare un determinato importo. Il quale, di solito si attesta al 5% del valore assicurato.

In alcune zone le compagnie non assicurano

Vanno però messe in rilievo alcune problematicità di non poco conto, relative a questo genere di polizza. A partire dal fatto che in alcune zone del nostro Paese le compagnie si rifiutano di stipulare contratti in tal senso. E’ facile immaginare come si tratti di quelle zone ove il rischio sismico è più elevato.

Nel corso degli ultimi anni, le compagnie hanno però iniziato a chiedere l’obbligatorietà dell’assicurazione contro terremoti e catastrofi naturali. Il motivo di questa richiesta, che andrebbe a superare il primo problema, è da ravvisare nelle cifre che entrerebbero in gioco ove il governo si adeguasse alla richiesta. Si tratterebbe infatti di un vero e proprio salasso pari a 2 miliardi di euro. Ovvero la cifra che i cittadini italiani sarebbero costretti a versare nelle casse delle assicurazioni.

Una cifra che fa ampiamente capire la richiesta delle aziende e la preoccupazione espressa dagli esperti. Chi è infatti proprietario di un’abitazione costruita senza seguire alcuna regola antisismica dovrebbe scegliere tra sborsare una vera enormità e ristrutturare la casa, spendendo cifre molto rilevanti. Tanto da spingere le associazioni dei consumatori a bollare la proposta come un vero e proprio regalo alle assicurazioni.

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