La Crisi del Petrolio 2020 Spiegata Semplice

La Crisi del Petrolio 2020 Spiegata Semplice

Alla fine del mese di marzo 2020 il prezzo del petrolio è crollato sotto i 20 dollari al barile segnando così nuovi minimi pluriennali. In poche settimane il greggio sui mercati ha fatto registrare una caduta che, solo in parte, va spiegata con la pandemia da coronavirus.

Crisi del petrolio nel 2020, con o per il coronavirus?

E’ vero infatti che lo stop alle attività produttive porta a minori consumi di energia, e quindi ad una minore domanda di greggio, ma il crollo delle quotazioni del petrolio è anche frutto di mancati accordi, in sede Opec, sui livelli produttivi. Con la conseguenza che il mercato mondiale è stato letteralmente inondato di barili di greggio.

Negli ultimi mesi, infatti, si è giocata una sorta di guerra dei prezzi con protagonisti l’Arabia Saudita e la Russia, e con gli Stati Uniti Paese terzo incomodo e peraltro tra i più penalizzati dalla situazione attuale. Saltato ogni accordo con la Russia sul taglio dei livelli produttivi, infatti, l’Arabia Saudita non solo ha alzato l’offerta, ma ha pure iniziato a vendere i barili di greggio a forte sconto.

La scelta politica dell’Arabia Saudita contro la Russia che penalizza gli USA

E così il crollo della domanda a causa del coronavirus, e l’aumento dell’offerta da parte dell’Arabia Saudita, Paese leader tra quelli dell’Opec, ha generato un vero e proprio cataclisma con l’obiettivo di andare a mettere in difficoltà proprio la Russia.

Nel mezzo, come sopra accennato, ci sono gli Stati Uniti di Donald Trump che, con le attuali quotazioni del greggio, sul territorio americano non possono praticamente estrarre l’oro nero dai frammenti di rocce di scisto bituminoso in quanto i costi di produzione andrebbero a superare i ricavi. In termini di costi di produzione al barile sono infatti decisamente messe meglio l’Arabia Saudita e la Russia, ma con un prezzo del petrolio troppo basso, per troppo tempo, rischiano letteralmente di farsi male.

Caduta dei prezzi del greggio 2020, la politica vince sull’economia

Per esempio, è vero che l’Arabia Saudita ha immensi giacimenti, ma continuando ad esportare il petrolio a prezzi troppo bassi avrebbe minori entrate statali e dovrebbe poi andare a tagliare i servizi generando malcontento tra la popolazione.

Ecco perché quella attuale sul petrolio, più che una guerra dei prezzi, è in realtà un braccio di ferro a livello politico dal quale si uscirà solo quando la Russia o l’Arabia Saudita inizieranno a risentire pesantemente della mancata riduzione dei livelli produttivi ora che in molti Paesi del mondo c’è il fermo globale per vincere la battaglia contro il Covid-19.

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