Crowdfunding immobiliare: cos’è e come funziona

Crowdfunding immobiliare: cos’è e come funziona

Crowdfunding immobiliare

Da qualche anno il crowdfunding immobiliare sta rivoluzionando il settore immobiliare anche nel nostro paese e sembra essere destinato a diventare una delle nuove forme di investimento in grado di garantire guadagni via via sempre più elevati. Scopriamo di cosa si tratta e come funziona.

Che cos’è il crowdfunding immobiliare

Il crowdfunding immobiliare è uno strumento grazie al quale è possibile raccogliere fondi per riqualificare aree urbane, ristrutturare immobili e metterli a reddito oppure venderli. Questa nuova forma di investimento permette anche a coloro che non dispongono di cifre alte di acquistare titoli della società, diventando così comproprietari dell’immobile.

Questo vuol dire che coloro che decidono di investire nel progetto non diventano proprietari dell’immobile pro quota, ma hanno diritto ad una quota di partecipazione all’interno dell’impresa o del prodotto da realizzare.

La formula si propone l’obiettivo di far partecipare la collettività e consentire ad ognuno di contribuire, con una somma di denaro che rientra nelle proprie possibilità, nel sostenere un progetto e avviarlo alla realizzazione. Per aderire al progetto basta accedere ad una piattaforma di crowdfunding immobiliare e trasferire il denaro che si decide di investire a società terze, che hanno il compito di acquistare gli immobili per poi restaurarli e affittarli o venderli.

Crowdfunding immobiliare in Italia

In Italia il crowdfunding immobiliare è un sistema di investimento molto recente e la formula è stata regolata dal decreto legge 50 del 24 aprile 2017, che ha tolto un ostacolo di fondamentale importanza che permetteva di applicare il crowdfunding solo alle piccole società di capitali, quindi spa, srl o cooperative, attive da poco e operanti in settori tecnologici o ad indirizzo sociale.

Con il decreto invece tutte le società possono usufruire del sistema del crowdfunding, anche quelle che sono nate da diverso tempo, e possono accogliere investimenti fino ad un massimo di 5 milioni di euro. L’applicazione del metodo è dunque abbastanza recente, ma i dati mostrano che è in costante crescita. Infatti, dal 2017 al 2018 sono stati investiti poco più di 10 milioni di euro, mentre per il 2019 si prevede di raccogliere oltre 30 milioni di euro.

I segnali sono dunque ottimi e dimostrano come il crowdsourcing per progetti di sviluppo immobiliare stia prendendo piede anche nel nostro paese e sono tante le piattaforme autorizzate che offrono questa opportunità.

Uno fra i primi progetti avviati è stato “La città del vetro”, ideato allo scopo di riqualificare l’area intorno allo stabilimento dell’ex vetreria Savam, che si trova in Liguria, nel comune di Altare. Per finanziare la costruzione di abitazioni, scuole e realizzare piste ciclabili è stato aperto il portale di raccolta Wearestarting, che ha raccolto i finanziamenti.

Il sistema di investimento è invece già largamente diffuso in Europa e nel mondo e sta riscuotendo grande successo.

Come funziona il crowdfunding immobiliare

Il crowdfunding immobiliare funziona allo stesso modo di altri settori di investimento, ma con due forme differenti di finanziamento collettivo che sono le seguenti:

  • L’equity – si tratta della forma di investimento che prevede l’acquisto delle quote di una società da parte dell’investitore. In pratica, questi diventa proprietario di una parte della società che realizza il progetto immobiliare o altre operazioni che comunque sono inserenti al settore.
  • Il lending – si tratta di una forma di investimento in cui l’investitore diventa il titolare di un diritto di credito. In questo caso, infatti, la società che propone un progetto di investimento con il lending crowdfunding, che sia immobiliare o meno, in cambio del denaro prestato fornisce all’investitore il capitale a una certa scadenza maggiorato con una percentuale di interesse.

Il modello più utilizzato per il mercato immobiliare è quello equity, che dà diritto a chi investe di acquistare una parte della società che ha come obiettivo quella di costruire un immobile. Per coloro che scelgono di investire acquisendo delle quote il rendimento viene determinato dalla differenza tra il prezzo con cui l’immobile è stato venduto e l’investimento effettivo.

Quali sono le fasi del crowdfunding immobiliare?

I passaggi per applicare questo tipo di investimento sono resi possibili dalle piattaforme, che vengono ideate apposta per la raccolta fondi.

Per prima cosa la società che è alla ricerca di finanziamenti valuta un progetto immobiliare, che può essere la realizzazione di un complesso residenziale come una serie di edifici destinati a riqualificare un’area o altro: qualunque sia il progetto la procedura è sempre uguale.

La fase successiva è quella della valutazione di tutti i requisiti per proseguire, ovvero i permessi edilizi, amministrativi e quant’altro. Una volta che tutto è a posto la raccolta fondi può iniziare.

In genere, affinché il progetto abbia maggiore credibilità e incentivi la collettività ad investire è fondamentale che la società promotrice dell’iniziativa prenda parte all’investimento con una quota personale.

Rischi del crowdfunding immobiliare: conviene davvero?

Come ogni investimento, anche quello del crowdfunding immobiliare comporta dei rischi, che comunque possono essere irrisori se il capitale investito è basso. Tutto comunque dipende dalla serietà delle piattaforme che organizzano la raccolta fondi e dobbiamo sottolineare che ve ne sono di assolutamente affidabili, che operano nella più assoluta trasparenza.

Oltretutto, visto che sia in Italia che negli altri paesi esiste una legge che regolamenta il funzionamento del sistema, c’è da dire che le frodi sono molto limitate, perché tutto ciò che viene progettato è assolutamente comprensibile e sotto gli occhi di tutti.

Infatti, una volta che il progetto ha ricevuto tutti i permessi necessari, scatta la raccolta fondi sulla piattaforma adibita ad essa e tramite i portali è possibile seguire l’operazione finanziaria, naturalmente dopo essersi registrati e profilati.

In più, è doveroso sottolineare che tutte le piattaforme permettono di investire con importi accessibili a qualsiasi tasca e alcune hanno addirittura stabilito quote minime di 50 euro, come ha fatto Housers, mentre altre hanno fissato un tetto minimo di 500 euro, come ad esempio ha fatto Walliance.

Per l’investitore che fa crowdfunding immobiliare il guadagno si concretizza una volta che la vendita dell’immobile si è conclusa e cosa molto positiva è che si parla di rendimenti annuali con percentuali a doppia cifra!

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