Equity crowdfunding per PMI: come fare e a chi rivolgersi

Equity crowdfunding per PMI: come fare e a chi rivolgersi

Equity crowdfunding

Con l’allargamento alle PMI della normativa regolata dalla Consob riguardante l’equity crowfunding si consente a tutte le piccole e medie imprese italiane di accedere alla raccolta fondi consentita da questa nuova forma di finanziamento.

Il regolamento, infatti, permetteva in precedenza la raccolta fondi solo alle start-up e alle Pmi innovative, mentre con l’introduzione del nuovo regolamento dà la possibilità di raccogliere capitali di rischio online grazie al finanziamento collettivo.

La conseguenza diretta è quella di allargare la platea delle imprese che potranno ricevere fondi attraverso i portali online di crowdfunding, dando così anche un impulso notevole alla crescita dell’economia. Vediamo di saperne di più e a chi rivolgersi per investire in equity crowdfunding.

Cosa vuol dire equity crowfunding

Con il termine crowdfunding si indica un processo di un gruppo di persone che collaborano utilizzando il proprio denaro in comune per supportare persone e imprese. Si tratta di un processo di finanziamento che parte dal basso e mobilita risorse e persone e tramite il web consente l’incontro tra i soggetti finanziatori e l’impresa. Nello specifico, l’equity crowfunding è una delle forme di investimento più utilizzata e consiste nel ricevere dalle aziende in cui si investe una quota societaria dell’azienda stessa, diventandone comproprietari.

Caratteristiche delle Pmi ammesse

Il regolamento Consob ha allargato, come già detto, la possibilità a tutte le piccole e medie imprese di ricevere investimenti tramite le piattaforme di crowfunding, anche a quelle già costituite, ma prevede dei requisiti che bisogna rispettare per poter accedere. Dalle normative introdotte con la legge di stabilità 2017 (legge n. 232/2016), si è passati poi ai correttivi introdotti con il d.l. n. 50/2017 e al d. lgs. n. 129/2017, di attuazione della direttiva 2014/65/UE. Ecco quali caratteristiche devono avere le PMI:

  • Essere microimprese con meno di 10 dipendenti e un fatturato o totale di bilancio inferiore a 2 milioni di euro
  • Essere piccole imprese con meno di 50 dipendenti e un fatturato o totale di bilancio inferiore a 10 milioni di euro
  • Essere medie imprese con meno di 250 dipendenti e un fatturato non superiore a 50 milioni o un totale di bilancio non oltre i 43 milioni di euro

Dopo questi interventi legislativi c’è stata anche la modifica di alcuni termini all’interno del regolamento Consob riguardo la raccolta di capitali di rischio tramite portali on-line. Il regolamento adottato dalla Consob con delibera n. 18592/2013 è stato poi modificato con delibere n. 19520/2016 e n. 20204/2017 ed è in vigore dal 3 gennaio 2018.

Questo regolamento ha adeguato la definizione usata in seguito all‘estensione dell’equity crowdfunding alle piccole e medie imprese: infatti, le parole “start up innovative o PMI innovative” sono state sostituite con le parole “piccole e medie imprese” e dove ritemuto necessario con il termine “offerenti”.

Nel dettaglio, lo stesso regolamento Consob evidenzia che nella qualifica di offerente devono rientrare:

  • Le piccole e medie imprese (come definite dall’art. 2, par. 1, lett. f), primo alinea, del regolamento UE n. 2017/1129)
  • La piccola e media impresa innovativa – “PMI innovativa” (come definita dall’art. 4, comma 1, del d.l. n. 3/2015, convertito con modificazioni dalla l. n. 33/2015)
  • La società start-up innovativa, compresa la start-up a vocazione sociale e la start-up turismo
  • L’organo di investimento collettivo del risparmio, l’“OICR” , che investe soprattutto in piccole e medie imprese
  • Le società di capitali che investono per la maggior parte in piccole e medie imprese

Normative per i gestori dei portali

Come previsto dal regolamento della Consob i gestori dei portali dovranno aderire a un sistema di indennizzo che protegge gli investitori e con caratteristiche previste dall’articolo 59 del Testo unico della finanza (Tuf).

In alternativa, possono anche sottoscrivere una polizza assicurativa per responsabilità professionale per danni causati al cliente dalla loro attività. I gestori devono possedere requisiti di professionalità e onorabilità e devono anche essere iscritti in elenco supervisionato dalla Consob.

I portali devono rendere visibili e chiari al pubblico i contenuti e i servizi offerti, comprese le dovute garanzie e le regole di trasparenza che la normativa nazionale prevede.

Come possono le PMI avviare una campagna di equity crowfunding

Per poter avviare un progetto di raccolta fondi con l’equity crowdfunding il soggetto deve quindi essere una PMI in possesso dei requisiti indicati in precedenza. La prima cosa da fare è scegliere fra i portali disponibili online autorizzati dalla CONSOB la piattaforma più in linea con le proprie esigenze, poi bisogna effettuare l’iscrizione, che è gratuita e successivamente presentare il proprio progetto, che verrà analizzato con cura.

Il progetto viene valutato per le sue potenzialità e se è coerente con l’investimento richiesto. Se il progetto viene accettato, il promotore della campagna deve fornire al portale un media ed un investor kit i cui sono contenuti i dettagli della proposta. In seguito è compito della piattaforma pubblicare l’offerta sul portale.

A chi rivolgersi per investire in equity crowfunding

Le PMI che vogliono partecipare alla raccolta fondi dell’equity crowfunding e desiderano proporre i loro progetti possono farlo attraverso le piattaforme autorizzate da Consob, che in Italia ad oggi sono 26. Tra le più famose e soprattutto le più attive troviamo Mamacrowd, la piattaforma che ha finanziato sin da quando ha iniziato la sua attività oltre 10 milioni di euro e portato a completamento con successo 30 campagne.

Tra le più quotate troviamo anche CrowdFundMe, che vanta sin dai suoi inizi complessivamente oltre 9 milioni di euro e 34 campagne concluse, ma anche Walliance può considerarsi una piattaforma molto attiva con i suoi complessivi 4 milioni di euro raccolti in 4 campagne di successo.

I risultati sono dunque molto soddisfacenti e sia le PMI che gli investitori traggono dei vantaggi non indifferenti quando gli obiettivi prefissati vengono raggiunti.

Altre piattaforme su cui investire in equity crowfunding sono: Crowdfundme, Clubdealonlin.com, Cofyp, Crowd4capital, Next Equity, Starsup, Opstart, Unicaseed.

Conclusione

La crescente diffusione dell’equity crowfunding e il numero sempre in aumento dei progetti conclusi con successo lascia ben sperare per il futuro. Questo strumento si sta rivelando molto efficace per dare respiro alle imprese e risollevare anche quelle che non possono accedere al credito bancario.

 

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