Perché le Fake News devono interessare anche alle aziende?

Perché le Fake News devono interessare anche alle aziende?

Perché le Fake News devono interessare anche alle aziende?

Spesso ci si domanda perché le fake news dovrebbero interessare anche le aziende e per quale motivo una falsa informazione potrebbe creare problemi ad un marchio. Un’analisi poco approfondita non evidenzia fino in fondo il problema e si rischia facilmente di uscire fuori tema.

Ma abbiamo visto qual è la vera forza delle fake news, ovvero dare una direzione ben precisa su argomenti che spesso fanno discutere. Degli argomenti, dei filoni ben precisi che possono dettare una linea ben precisa.

L’informazione e il marketing vanno di pari passo e dunque le aziende devono assolutamente tener conto delle false informazioni che rischiano di influenzare in maniera negativa il mercato, anche quando la fake news in questione non rientra in quel campo specifico.

Il sistema di viralizzazione

Il fenomeno delle fake news è davvero complicato da affrontare e recenti studi hanno confermato la complessità di questi meccanismi. Da sempre la storia sensazionale o un comportamento particolare hanno suscitato emozioni (negative o meno) nell’essere umano. Per non parlare della teoria del complotto, sfondo sempre presente quando si parla di notizie false.

Per capire meglio le notizie false e non ritrovarci in un modo o nell’altro a commentare faccende che non riguardano l’argomento, rimaniamo sul concetto di viralizzazione. Un contenuto falso suscita emozioni e porta l’utente finale a condividere: capita spesso infatti che sopra ogni post sia presente il sempreverde “Massima diffusione”.

Tutto ciò porta la notizia ad essere condivisa e la diffusione è massima, anche perché internet permette la connessione tra più utenti. Il concetto stesso di web richiama la rete, in questo caso di persone che hanno lo stesso pensiero su un argomento in particolare.

I nuovi bersagli

Ma in che modo tutto ciò può arrivare a creare disagi nelle aziende? L’esempio  pratico e fa capire subito il concetto: prendiamo ad esempio le classiche notizie che riguardano “il famoso marchio di pasta che è stato ritirato dal mercato per qualche problema”.

Anche se la notizia è vera, viene sempre posta in maniera sensazionalistica. In più va ad alimentare la paura delle persone, per non parlare del complotto nei confronti delle multinazionali (mai viste di buon occhio dagli utenti). Se un prodotto viene preso di mira, ma anche un settore in particolare, anche l’azienda rischia di finire in questo meccanismo davvero complesso.

Come afferma Matteo Flora nel suo video, gli obiettivi cambiano e anche se la falsa informazione non riguarda un’azienda in particolare, bisogna agire in modo deciso nei confronti di chi attua questo comportamento, che alla lunga può essere deleterio.

Il modo di agire delle false notizie

Indipendentemente dalle idee politiche, molti concetti fake sono legati ad un fronte sovranista, almeno in Italia. Le tematiche principali riguardano la sovranità monetaria, ovvero i danni causati (reali o presunti tali) dal’euro, l’antiglobalizzazione e dei contesti economici in cui molti marchi vengono attaccati.

Al giorno d’oggi i marchi fanno storytelling, spesso per far leva sull’utente utilizzano esempi e concetti legati interamente all’attualità. Negli anni molti brand famosi sono rientrati negli obiettivi delle fake news, delle vere e proprie macchine del fango atte a screditare chi andava contro gli obiettivi sovranisti di chi genera le fake news.

Per questo è assolutamente necessario interessarsi del fenomeno anche quando non c’è nessun rischio. Chi lavora nel marketing sa benissimo che il web può essere uno strumento potente per arrivare a tutti, ma anche un’arma a doppio taglio. Il fenomeno delle notizie false è complesso e fondamentalmente ha preso tutti alla sprovvista, molti paesi si sono mossi in ritardo per quanto riguarda le varie leggi. Bisogna dunque correre ai ripari, per evitare che venga alimentata la macchina del fango. Cambiano i mezzi, ma è facile finire nel gioco al massacro.

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