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FCA in crescita dopo l’apertura di Patuanelli ad incentivi auto

Il titolo FCA ha fatto registrare una notevole crescita nella seduta odierna presso la Borsa di Milano. A sospingerlo sono state le notizie relative alle condizioni non limitative del prestito da 6,3 miliardi con garanzia statale già approvato da Intesa Sanpaolo e l’apertura del governo italiano a incentivi per il settore automobilistico.

Prestito senza condizioni limitative

Per quanto riguarda il prestito con garanzia statale, sono trapelate le condizioni poste dal governo italiano a FCA. Per ottenere la garanzia Sace sull’80% del finanziamento, i paletti posti sarebbero i seguenti:

  • i soldi ottenuti dovranno essere interamente dedicati alle attività italiane;
  • dovranno essere utilizzati conti correnti dedicati e vincolati al fine di assicurare il controllo sulla destinazione delle somme e l’azienda dovrà rendicontare periodicamente;
  • nel caso in cui tali impegni venissero anche parzialmente disattesi, FCA dovrebbe rimborsare anticipatamente i soldi ottenuti.

Le condizioni non sono state ritenute penalizzanti da Equita, anche se non è chiaro se ci siano condizioni anche in relazione al dividendo il quale andrà a sancire l’accordo con PSA.

Patuanelli apre agli incentivi per il settore automobilistico

Altra notizia che sembra contribuire a rasserenare FCA è poi quella relativa all’apertura del ministro dello Sviluppo economico, Stefano Patuanelli, all’ipotesi di concedere incentivi al settore automobilistico.

Notizia lanciata da MF, secondo cui una parte del governo concorderebbe sull’ipotesi di erogare incentivi fino a 4mila euro per chi decida di acquistare una nuova vettura Euro6 entro il 2020. L’incentivo dovrebbe poi dimezzarsi nel 2021 nel caso si proceda alla rottamazione di una vettura che vanti almeno 10 anni di anzianità. Metà dell’incentivo sarebbe a carico dello Stato e il rimanente spetterebbe ai concessionari.

Resta però da superare la resistenza del M5S, da sempre favorevole alle auto elettriche. Ormai, però, sembra soltanto un diniego di facciata, dopo i tanti dietro-front operati dal movimento fondato da Beppe Grillo nel corso di questi anni di governo.

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