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Guida completa al trend following

Sfruttare il trend è naturalmente un imperativo per chi fa trading online. Andare contro la tendenza rappresenta infatti una sorta di suicidio, a meno di non disporre di notizie riservate in grado di supportare questa decisione.

Cercare di farlo, però, è anche un atteggiamento conservativo e ispirato al buon senso. Chi accetta questo assunto parte dal presupposto che il mercato non può essere anticipato, ma solo seguito. E opera in conseguenza, senza vendere sui massimi o comprare sui minimi.

In tal modo si sceglie magari di guadagnare (e perdere) di meno, senza correre eccessivi rischi. Tenendo così fede al motto di chi abbraccia questa tecnica: un buon trend è in grado di ripagare tante piccole perdite.

Cos’è il trend

Considerato come si stia parlando di una tecnica basata sul trend, il punto da cui partire in questa piccola guida non può che essere rappresentato dalla sua definizione. Il trend rappresenta in pratica la direzione intrapresa da un prodotto finanziario all’interno di un mercato.

Le direzioni possibili, all’interno di questo ragionamento, sono tre:

  1. rialzista, in cui i massimi e i minimi impennano verso l’alto;
  2. ribassista, che vede invece massimi e minimi decrescenti;
  3. laterale, nella quale i massimi e i minimi saranno orizzontali o comunque caratterizzati dalla costanza.

Se le prime due fasi hanno una direzionalità ben precisa e sono in grado di facilitare il compito del trader, la fase laterale del mercato è quella più frustrante in assoluto. La mancanza di una direzione chiara, infatti, può indurre l’investitore a dare vita a decisioni che possono essere smentite dal mercato, con esiti tali da rivelarsi disastrosi.

Trend following: gli elementi fondamentali

Chi intende dedicarsi al Trend following, non può assolutamente prescindere da alcuni elementi fondamentali, ovvero:

  • il Prezzo, non solo nel momento in cui si inaugura il suo monitoraggio, ma anche in relazione a quello che potrebbe essere ove venissero a verificarsi alcune condizioni legate alla concorrenza o a decisioni politiche tali da andare ad interessare il settore in cui si posiziona l’asset scelto;
  • il Risk Management (gestione del rischio), che indica quale percentuale delle nostre risorse vada investita nell’operazione all’interno di una strategia complessiva;
  • la Riduzione delle Perdite. Oltre ad una accorta gestione del rischio sempre presente nell’investimento finanziario, occorre anche essere in grado di porre un freno alle perdite, ove esse si verifichino. In tal modo è possibile preservare il proprio capitale e attendere con serenità che il trend torni a spirare alle nostre spalle;
  • la capacità di tenere insieme una visione strategica incentrata su prezzo e tempo, e le possibili variazioni tattiche rese necessarie da mutamenti improvvisi del quadro;
  • la capacità di diversificare i propri investimenti sulla base dei profili di rischio connessi ad ognuna delle operazioni intraprese.

I principi fondamentali

Se sinora abbiamo focalizzato la nostra attenzione sugli elementi fondamentali, occorre tenere presenti anche  i principi fondamentali del trend following. Una categoria in cui rientrano le seguenti indicazioni:

  1. è praticamente impossibile capire in anticipo i limiti di un rialzo o un ribasso dei prezzi;
  2. allo stesso modo nessuno è in grado di prevedere se ci sarà una inversione e quando avrà inizio;
  3. bisogna avere la prontezza di cogliere opportunità che si presentino nel corso dell’operazione intrapresa;
  4. non si può sempre vincere contro il mercato, anzi solitamente la maggioranza degli investitori va incontro ad una perdita.

Il Trend following nella pratica

Naturalmente quelle che abbiamo ricordato sono le semplici basi teoriche. Le quali vanno poi verificate nella pratica, ovvero applicandole alle proprie operazioni.

In particolare, va notato come il vero segreto del Trend following è rappresentato dalla straordinaria semplicità, ideale quindi per trader non particolarmente esperti. L’intento di fondo non è quello di sfruttare le occasioni, bensì la formazione di una tendenza per inserirsi al suo interno. Ovvero non prendere posizione all’inizio del movimento, ma quando questo ha già assunto una direzione precisa.

E uscirne non appena si evidenzino pericoli di inversione, ovvero sia toccato lo stop loss. Senza alcun ripensamento, in modo da limitare il rischio, a costo di perdere ulteriori, ma improbabili occasioni di guadagno. E, soprattutto senza ascoltare il proprio ego il quale, magari punto nell’orgoglio di fronte alla sconfessione della previsione iniziale, vorrebbe insistere. Un atteggiamento di questo genere prelude solitamente al disastro finale.

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