Omt, braccio armato della Bce

Il Bundestag ridimensiona la sentenza della Corte costituzionale tedesca

Sembra definitivamente terminata la controversia tra la Banca centrale europea (Bce) e la Corte costituzionale tedesca. Ad ufficializzarlo è stato il Bundestag, ritenendo che la massima istituzione monetaria continentale abbia fornito una documentazione atta a comprendere la proporzionalità del programma di acquisto di titoli pubblici degli Stati membri dell’Eurozona (Pspp), avviato dall’Eurotower nel 2015. Un esito abbastanza scontato, del resto, alla luce degli schieramenti in campo.

La sentenza della Corte costituzionale tedesca

La questione era stata sollevata il passato 5 maggio, quando la Corte costituzionale federale (Bverfg) aveva dichiarato il Pspp parzialmente in contrasto con la Legge fondamentale della Germania. In pratica aveva ingiunto alla Bce di fornire chiarimenti sulla proporzionalità del Pspp entro e non oltre tre mesi, al termine dei quali la Bundesbank avrebbe dovuto cessare la sua partecipazione al programma.
Secondo il Bundestag i documenti inviati nei giorni scorsi da Francoforte sul Pspp ne attestano la proporzionalità. La mozione è stata presentata e votata da Unione cristiano-democratica (Cdu), Unione cristiano-sociale (Csu), Partito socialdemocratico tedesco (SpD), Verdi e Partito liberaldemocratico (Fdp). Se la Sinistra si è astenuta, Alternativa per la Germania (AfD), la formazione di destra estrema, ha invece votato contro.

I titoli bancari festeggiano

La prima conseguenza del voto tedesco è stata la distensione nei rapporti tra i partner europei, i quali avendo comunque la possibilità di contare sullo scudo fornito dalla BCE possono concentrarsi sull’altro lato della questione, quella relativa al piano di aiuti in favore delle economie maggiormente colpite dalla pandemia (Recovery Funds).
Una distensione che si è riflessa anche sui listini di borsa, ove i titoli bancari hanno fatto registrare una notevole avanzata. Le banche, infatti, potranno continuare a riempire i propri forzieri di titoli di Stato lucrando sul denaro che la BCE continua a regalare, come fatto di recente con l’alluvione di liquidità concessa tramite l’asta Tltro III.

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