Il clamoroso flop del decreto liquidità

Il clamoroso flop del decreto liquidità

Giuseppe Conte e Roberto Gualtieri, conferenza stampa Governo

Come troppo spesso avviene in Italia, soltanto le grandi imprese possono sorridere per l’esito degli aiuti statali alle imprese. I prestiti garantiti dallo Stato, infatti, hanno toccato a stento i 50 miliardi di euro, ovvero l’ottava parte dei 400 di cui il governo aveva parlato presentando il piano varato alla stregua di una vera e propria inondazione di liquidità tesa a sorreggere il sistema produttivo tricolore.
A sancire questo fallimento, epocale, è stata l’Associazione Bancaria Italia (Abi), con la pubblicazione dei dati veri, i quali fanno strame delle tante incaute dichiarazioni del mondo politico.

La reazione di Unimpresa

“I dati diffusi oggi confermano che il decreto liquidità è stato un flop incredibile. Il bilancio, a quasi 100 giorni dall’avvio dell’operazione, è fallimentare: i prestiti garantiti dallo Stato sono arrivati a 50,7 miliardi di euro, meno del 13% rispetto ai 400 miliardi che il governo aveva promesso il 6 aprile, giorno in cui è stato annunciato il provvedimento”. A bollare in maniera inequivocabile quanto accaduto è stato Raffaele Lauro, segretario generale di Unimpresa.
Un giudizio il quale si fonda sui dati reali del Fondo di Garanzia. Le domande accolte sono state 819mila,  di cui 713 mila fino a 30 mila, per 14,2 miliardi di finanziamenti richiesti. Con tutta evidenza, l’idea di andare ad indebitarsi non è piaciuta agli imprenditori più piccoli. A differenza di quanto accaduto alle grandi imprese, come Fca, le quali non hanno esitato ad utilizzarlo, suscitando un vespaio di polemiche per il fatto che non poche di esse hanno sede fiscale all’estero o delocalizzano a tutto spiano.

La conferma della Cgia di Mestre

I dati in questione sono stati oggetto anche dell’analisi della Cgia di Mestre. Proprio l’Associazione Artigiani e Piccole Imprese ha fatto notare come per capire meglio i numeri occorra far riferimento ai potenziali beneficiari delle misure predisposte dall’esecutivo. Numeri che cambiano il quadro in maniera radicale. La platea dei possibili fruitori del prestito garantito, infatti,  è costituita da quasi cinque milioni e mezzo di imprenditori. Sono loro che avrebbero potuto chiedere il prestito garantito dallo Stato, preferendo non farlo. Un dato di fatto spiegato da un altro numero: 100mila, ovvero gli euro di passivo medio bancario di ogni impresa. Cui evidentemente si è pensato di non aggiungerne altri.

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