Il conto dei paradisi fiscali all’Italia: 8 miliardi di dollari all’anno

Il conto dei paradisi fiscali all’Italia: 8 miliardi di dollari all’anno

Roberto Rustichelli

“La prossima volta l’Italia faccia da sola”: questa la sconcertante affermazione del premier olandese Rutte nei riguardi del nostro Paese, il più colpito in assoluto dal Covid-19 e ancora alle prese con le conseguenze di un lockdown estenuante per la nostra economia.
Ancora più sconcertante alla luce della presenza di paradisi fiscali all’interno dell’Unione Europea, tra cui proprio l’Olanda.
Una presenza che comporta un vero e proprio dumping fiscale il quale drena risorse tra i 5 e gli 8 miliardi all’anno. Da aggiungere a quelli che il nostro Paese già regala in veste di contributore netto a chi non vuole saperne nulla di una solidarietà che è solo di facciata. Da sempre.

La denuncia di Rustichelli

A ricordare la realtà è stato Roberto Rustichelli. Il presidente dell’Antitrust lo ha fatto nel corso di una audizione alla Camera dei Deputati, ricordando che il dumping messo in atto da Lussemburgo, Irlanda, Belgio e Olanda costa al nostro Paese un fiume di soldi. Rendendo necessaria l’adozione di regole fiscali e contributive stringenti.
Non è peraltro mancato un accento polemico da parte di Rustichelli, nel ricordare come proprio alcuni paradisi fiscali siano quelli che chiedono rigore all’Italia, presentandosi con una veste che non gli si addice, quello di chi dispensa lezioni violando palesemente le regole.
Non si capisce, però, perché la politica italiana non faccia proprie le parole del presidente dell’Antitrust e si presenti presso le cancellerie europee con il piattino in mano, invece di tirare le logiche conclusioni.

Non solo dumping, anche riciclaggio

Al quadro delineato da Rustichelli, si aggiunge poi la richiesta delineata dalla Commissione Europea nei confronti di Austria, Olanda e Belgio. I tre Paesi sono infatti stati deferiti alla corte di giustizia dell’Unione, con l’accusa di non aver recepito nella legislazione nazionale le norme anti-riciclaggio introdotte dalla quarta direttiva antiriciclaggio (AMLD4).
Austria e Olanda sono i Paesi che si oppongono agli aiuti dell’UE all’Italia con toni spesso insultanti. Forse sarebbe ora che l’Italia alzasse la sua voce, al più alto livello, invece di continuare ad ascoltare le ridicole lezioni di chi non ha le carte in regola per poterle fare.

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