Il Covid favorisce i beni rifugio, a partire dall’oro

Il Covid favorisce i beni rifugio, a partire dall’oro

Prezzo dell'oro

Il persistere dei pericoli legati alla pandemia di Covid-19 sembrano destinati ad incidere ancora a lungo sulla situazione economica e, di riflesso, sulla direzione degli investimenti.
Basta in effetti dare uno sguardo su quanto accaduto nel corso degli ultimi mesi per notare come in corrispondenza delle voci su una nuova possibile fiammata del virus si siano rinforzati i titoli di alcuni settori ben precisi e quelli definiti difensivi. Come del resto fanno notare molti analisti, nei report che continuano ad essere pubblicati in queste settimane.

Un ritorno in grande stile dell’oro?

In un quadro di questo genere, non stupisce eccessivamente quanto sta accadendo alla quotazione dell’oro, tornata sopra i 1800 dollari all’oncia. Un livello che non si osservava dall’ormai lontano 2011 e che potrebbe essere presto superato, considerato come gli analisti di Goldman Sachs prevedano il conseguimento dei 1900 dollari entro sei mesi e l’abbattimento della barriera del 2mila nell’arco di un anno.
Una corsa favorita proprio dalla pandemia e dalle mosse delle banche centrali per cercare di immettere liquidità in una economia depressa. Con i tassi di interesse bassi, in alcuni casi negativi, è del tutto logico che molti spostino il loro denaro su un asset a basso rischio, reputando con tutta evidenza pericoloso l’investimento azionario.

Non solo oro fisico

Se l’oro fisico è il naturale destinatario delle attenzioni di molti investitori, negli ultimi mesi si è rafforzata la tendenza di quelli  istituzionali a puntare sull’oro digitale, ovvero il Bitcoin. L’intento di chi lo fa è abbastanza chiaro: sfruttare il possibile movimento ascensionale sulla quotazione di BTC creato proprio dalle nuove necessità legate all’economia al tempo del Covid-19.
Cui si aggiunge la constatazione del fatto che proprio le monete virtuali stanno assumendo una importanza sempre più rilevante nella vita di tutti i giorni. Basti pensare alla loro funzione nella lotta contro l’inflazione in Paesi come Argentina e Venezuela, ove lavoratori e pensionati convertono i pesos e bolivar ricevuti in moneta virtuale. Pur volatile, il Bitcoin è comunque ritenuto in grado di assicurare una maggiore protezione del valore d’acquisto rispetto al denaro tradizionale.

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