Investire in dividendi: il modo migliore per perdere soldi

Chi investe in titoli azionari, che pagano buoni dividendi, in genere punta a generare con il proprio portafoglio un flusso di cassa, ovvero una rendita passiva che genera liquidità. Pur tuttavia, la caccia ai dividendi alti non solo può diventare per l’investitore un’ossessione, ma anche la rovina per il proprio capitale in quanto si possono in realtà perdere tanti soldi.

Azioni che pagano buoni dividendi, sono da maneggiare con cura!

In altre parole, in linea di massima non è sbagliato investire puntando su società che pagano buoni dividendi, ma questi titoli azionari vanno comunque maneggiati con cura al fine di non incappare in brutte sorprese. Ci sono infatti degli errori da evitare, altrimenti un titolo che paga dividendi alti può diventare più rischioso rispetto alle società quotate che, invece, non pagano cedole agli azionisti.

Dividendo basso, alto, costante o in crescita? Ecco cosa devi sapere

In linea di massima, possiamo suddividere i dividendi, per caratteristiche, in tre grandi categorie:

  1. Dividendi che sono bassi e in crescita. Sono quelli di società con un dividend yield che è generalmente compreso tra l’1% ed il 2%, ma che, seppur lentamente, cresce di anno in anno. Le società che pagano dividendi bassi, anche se in crescita, tendono ad investire gli utili non distribuiti agli azionisti, con le cedole, per espandersi e per crescere proprio attraverso il reinvestimento dei profitti.
  2. Dividendi che sono alti e costanti. Si tratta di cedole elevate ma che nel tempo non vengono aumentate dalla società quotata a favore dei propri azionisti. In questi casi le società che pagano dividendi alti e costanti anno dopo anno aumentano la cedola di poco, al più, per mantenerla in linea con il tasso di inflazione.
  3. Dividendi che sono molto alti ma a rischio di riduzione o taglio. Si tratta di cedole che sono superiori di 3-4 volte, rispetto alla media del mercato, ma che vanno in genere evitati in quanto presentano spesso in Borsa un andamento a parabola discendente. I titoli di società che pagano dividendi molto alti sono detti anche ‘high yield’, e pur pagando cedole alte nella maggioranza dei casi fanno registrare poi in Borsa un calo delle quotazioni tale che l’investimento effettuato sarà a conti fatti in perdita. Per esempio, se un titolo high yield paga il 10% di dividendo, ma in Borsa poi perde il 20%, è chiaro che l’incasso della cedola non vale il rischio. In genere un titolo di una società quotata è high yield quando è troppo indebitata, o quando magari sta passando un momento difficile per il proprio business. In questi casi, tra l’altro, la cedola high yield può andare in fumo in quanto la società può decidere, anche in maniera inaspettata, di sospendere il dividendo oppure di tagliarlo. Per le loro caratteristiche, i titoli che pagano dividendi alti sono di conseguenza sconsigliati a chi è un principiante in materia di investimenti in Borsa, anche quando magari l’orizzonte temporale è di lungo termine. Per esempio, un titolo che paga un dividendo annuo del 15% può perdere in tre anni il 50%, e quindi pure sul lungo termine il rischio è quello di chiudere poi l’investimento in perdita o al più senza guadagnare nulla.

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