pagamenti contactless e contante

La pandemia è destinata ad accelerare la scomparsa del contante?

Ormai da tempo si parla della prossima scomparsa del denaro contante. Una necessità legata soprattutto alla lotta contro l’evasione e l’elusione fiscale, anche se questo collegamento non sembra molto fondato alla luce del fatto che sono molto più ingenti le risorse sottratte al fisco dalle grandi aziende di quelle evase dall’idraulico o da altre figure professionali poco propense al rilascio della ricevuta fiscale.

Una discussione la quale ha preso nuovamente vigore con la comparsa della pandemia di Covid-19, sospinta dalle esigenze sanitarie da essa imposte. In particolare, dalla necessità di eliminare la possibilità di contagio veicolata da banconote e monete fisiche.

Pagamenti elettronici contro il coronavirus?

Non esistono studi scientifici approfonditi in grado di dimostrare che le banconote e le monete siano in grado di veicolare il Covid-19. Nonostante ciò, sin dalle prime fasi della pandemia molti governi hanno iniziato a raccomandare l’utilizzo dei pagamenti elettronici. In particolare sono stati i pagamenti contactless (ovvero senza contatto) ad essere indicati come l’ideale in tal senso.

Una indicazione probabilmente fallace, considerato come anche in questo caso, nei pagamenti che oltrepassano un certo tetto, il cliente è obbligato a digitare il PIN della propria carta sul POS (Point of Sale). Mentre più sicuri sarebbero eventualmente i pagamenti che prevedono l’utilizzo dello smartphone. Come accade nel caso di Satispay o Apple Pay.

Il risultato di fondo, comunque, sarebbe lo stesso, ovvero una riduzione drastica nel pagamento coi contanti. Che farebbe sicuramente felici governi e autorità ispettive delegate al contrasto dell’evasione fiscale.

I dati reali

Cos’è realmente accaduto durante la pandemia e nei mesi successivi? A dare un quadro esauriente in tal senso sono i dati resi noti da SumUp, una azienda italiana che opera appunto nel settore dei pagamenti digitali. La quale avrebbe fatto registrare una crescita del 55% nei pagamenti che hanno visto protagonista la sua app nei ristoranti e nei bar convenzionati.

Un andamento il quale rispecchia del resto quella generale. Come segnalano ad esempio le aziende che commercializzano carte di credito. Se da un lato i consumi si sono contratti, per le difficoltà economiche innescate dalla prolungata chiusura delle attività commerciali, dall’altro si è registrata una crescita delle transazioni online, quelle che vedono protagonista il commercio elettronico (si pensi ad esempio ad Amazon e Alibaba). Oltre che dei pagamenti elettronici negli esercizi commerciali tradizionali.

I vantaggi per il fisco sono evidenti

I vantaggi per il fisco sono del tutto evidenti. Le transazioni elettroniche permettono di tracciare i soldi impiegati eliminando alla radice una parte di evasione. Proprio per questo c’è da attendersi ulteriori passi tesi a spingere i consumatori ad utilizzare queste operazioni.

Sulla falsariga di quanto deciso per quanto concerne le commissioni, il cui livello è stato abbattuto dalla Commissione Europea nel corso dell’anno passato. Quando sono state portate allo 0,2% sul valore di quelle che prevedono l’impiego delle carte di debito, e lo 0,3% nel caso delle carte di credito.

Il rischio esclusione finanziaria

A fronte di questi vantaggi, sanitari e fiscali, l’eventuale scomparsa del contante potrebbe però presentare alcune controindicazioni. La prima delle quali è rappresentata dal fatto che attualmente miliardi di persone, in ogni parte del globo, sono praticamente escluse dalla possibilità di utilizzare strumenti finanziari come un semplice conto corrente per la gestione delle proprie risorse.

Le quali potrebbero quindi decidere di convertirsi agli asset digitali, ovvero alle criptovalute. Ovvero quel denaro digitale che sino a qualche tempo fa era apertamente osteggiato dai governi. Una ostilità derivante proprio dal fatto che tra le loro principali caratteristiche c’erano livelli molto elevati di riservatezza. La quale continua ad essere coltivata dalle cosiddette privacy coin (Monero, Dash e ZCash in particolare, ma non solo). In pratica, l’evasione fiscale potrebbe essere fatta uscire dalla porta principale per poi rientrare dalla finestra.

Proprio per questi motivi, con ogni probabilità, nel futuro si assisterà ad un notevole ridimensionamento del contante, soprattutto se la situazione sanitaria dovesse rimanere incerta, ma non certo alla sua scomparsa.

Non hai trovato quello che cercavi?

» Cercalo su Amazon «

Non hai trovato quello che cercavi?

Cerca il tuo libro su Amazon

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *