Le banche italiane fanno il pieno di Btp. E l’economia reale?

Le banche italiane fanno il pieno di Btp. E l’economia reale?

BCE, Banca Centrale Europea

Le rilevazioni della Banca Centrale Europea, relative al mese di aprile, fanno largamente capire cosa stia accadendo nel settore bancario italiano. Ove gli istituti fanno letteralmente scorpacciate di titoli di stato, ma continuano a lesinare aiuti all’economia reale. Andiamo a vedere più da vicino i dati.

Un record storico

Le rilevazioni della BCE, le quali fanno riferimento al mese di maggio, vedono il valore dei titoli di Stato nazionali presenti nei bilanci degli istituti di credito che hanno sede nel Paese attestarsi al valore record di 442,03 miliardi di euro.
Una ulteriore accelerazione rispetto ai 427,22 miliardi del mese precedente. E’ un nuovo record da quando sono iniziate le rilevazioni al riguardo, nell’autunno del 1997.

I prestiti alle famiglie crescono? Non proprio

Dai dati pubblicati dalla BCE, sembra che crescano anche i prestiti all’economia reale. I finanziamenti alle famiglie fanno registrare un incremento del 3%su base annua, mentre quelli alle imprese crescono al ritmo del 7,3%.
Proprio questo dato, però, deve essere valutato in modo ben differente, alla luce delle tante richieste elevate dalle imprese per cercare di fronteggiare lo stato di emergenza cagionato dalla pandemia globale e dalla conseguente chiusura imposta alle imprese dalle esigenze sanitarie.

Prestiti anti Covid-19, banche in ritardo

A svelare quale sia la reale situazione dei prestiti, concorre lo studio redatto dalla Commissione di inchiesta sul sistema bancario sulla base di alcuni questionari inviati agli istituti di credito. Secondo l’organismo, infatti, solo la metà delle richieste sino a 25mila euro è stata accolta dal sistema bancario tricolore. Mentre per quelle sopra tale soglia il tasso di accettazione è stato appena del 25%.
Con tutta evidenza le banche preferiscono dedicarsi alla raccolta di soldi freschi dalla Banca Centrale Europea, a tassi negativi, e investirli poi in titoli di Stato italiani, con rendimenti che sono ormai estremamente interessanti. In tal modo, però, per molte imprese la strada si fa troppo impervia.

Partecipa alla discussione

FaceTheJungle