Lo scandalo Wirecard potrebbe travolgere pure Ernst&Young

Lo scandalo Wirecard potrebbe travolgere pure Ernst&Young

Wirecard

Lo scandalo Wirecard sembra destinato a lasciare molte vittime sul campo. Tra le quali anche Ernst&Young, revisore contabile della società tedesca di fintech, che come sta emergendo dalle mail visionate dal Wall Street Journal, aveva dei dubbi in merito al denaro depositato dall’azienda presso dei conti bancari già nel 2016. Tanto da indurre un comitato formato dagli azionisti dell’azienda a deciso di intraprendere una azione legale anche contro l’azienda.

La denuncia degli azionisti

Denuncia penale presso la Procura di Monaco, dove ha sede Wirecard, anche contro EY: questa la decisione presa da una associazione di azionisti di Wirecard. La decisione è dovuta al fatto che l’azienda sarebbe colpevole di essersi lasciata sfuggire la frode.
Markus Braun, azionista e Ceo fino alla scorsa settimana del gruppo, potrebbe quindi non essere il solo a finire alla sbarra per i clamorosi eventi che hanno travolto Wirecard.

Un sistema che non regge più

Il sistema della revisione contabile delle aziende quotate in Borsa nel mondo anglosassone, è ormai da tempo sotto accusa. Il mercato in questione è praticamente controllato dalle cosiddette Big Four, ovvero Ernst&Young, KPMG, Deloitte e Pwg. Queste aziende, in pratica, controllano i libri contabili di non meno del 98% delle società che costituiscono l’indice Ftse 350 (le più importanti del mercato del Regno Unito) e di non meno del 99% di quelle dell’indice S&P 500.
Queste società, però, non si limitano a fornire la revisione contabile, ma anche altri servizi alle aziende che le interpellano. Che molto spesso rappresentano un affare molto più pingue. Basti ricordare quanto accaduto nel caso del crac che ha interessato il colosso Carillion, due anni fa: nel decennio precedente, infatti, la revisione dei conti era stata fatta da Kpmg in cambio di 15 milioni di sterline nei dieci anni precedenti. Nello stesso periodo, però, la stessa società di revisione contabile aveva svolto altri lavoro per l’azienda fallita, per complessivi 51 milioni di sterline. Come si può pensare che con un sistema  di questo genere, ormai invalso per tutte le Big Four, la revisione contabile possa essere attendibile?

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