yuan digitale

Lo yuan digitale potrebbe intaccare il potere imperiale del dollaro?

La guerra commerciale tra Stati Uniti e Cina, potrebbe presto allargarsi su base monetaria. A prospettare la nuova situazione è l’ormai avanzata fase di test dello yuan digitale, ovvero la CBDC (Central Bank Digital Currency) che il governo di Pechino si appresta a lanciare sui mercati.

Un evento il quale sembra avvicinarsi a grandi passi e che prefigura un vero e proprio attacco al potere imperiale del dollaro. Ovvero al maggiore fondamento della posizione di leadership globale detenuta dagli Stati Uniti.

Yuan digitale: di cosa si tratta?

Per yuan digitale si intende la criptovaluta di Stato su cui la Cina sta lavorando ormai da tempo. Una moneta virtuale gestita dalla banca centrale del gigante orientale la quale si propone di affiancare all’interno il denaro tradizionale. Con lo scopo di agevolare i pagamenti elettronici e di altro genere, puntando con grande forza sull’innovazione finanziaria e valutaria.

Lo yuan digitale ha ormai iniziato da tempo la fase di prova in quattro grandi aree urbane del Paese. Una fase che dovrebbe concludersi entro il 2021, con il suo lancio definitivo. In tempo per poter essere sfruttato in grande stile già durante le Olimpiadi invernali previste a Pechino, nel 2022. Le quali si annunciano come un evento storico per il Paese.

A cosa serve realmente lo yuan digitale?

Se l’obiettivo interno è quello di favorire l’innovazione finanziaria, agevolando i pagamenti, ce n’è però un altro, esterno, che è molto più rilevante. Lo yuan digitale, infatti, è parte integrante e rilevante di un vero piano teso ad attaccare le posizioni del dollaro sulla scena mondiale.

Posizioni che in pratica permettono agli Stati Uniti di dominare la scena geopolitica. Andando a colpire tutti coloro che non si piegano ai diktat provenienti da Washington. Basti pensare all’annoso embargo perpetrato nei confronti di Cuba, o a quello di più recente data nei confronti di Venezuela, Russia e Iran.

Misure cui altri Paesi si adeguano a loro volta per non essere a loro volta colpiti nei loro interessi, essendo il dollaro la moneta più utilizzata a livello globale. Proprio per questo la Cina sta facendo sul serio con la sua criptovaluta.

La sfida si gioca sul piano dell’innovazione

Per cambiare radicalmente la situazione, alla Cina non basta la straordinaria avanzata economica fatta registrare nel corso degli ultimi decenni. Ma deve anche andare a intaccare il potere imperiale del dollaro.

Per farlo il gigante asiatico ha scelto la strada dell’innovazione tecnologica. Con un occhio di riguardo a quella finanziaria, che è stata portata avanti lungo due direttrici: il varo dello yuan digitale e la promozione della tecnologia blockchain. Con risultati che stanno preoccupando non poco gli ambienti più accorti del mondo politico ed economico a stelle e strisce.

La Cina è infatti il Paese con più brevetti approvati nel settore della blockchain, a livello globale. Un trend il quale si sta sempre più consolidando e che è favorito dall’attenzione del governo centrale.

Gli Stati Uniti sono in grave ritardo

L’avanzata della Cina è stata peraltro agevolata dall’atteggiamento di noncuranza messo in evidenza da Donald Trump. L’attuale inquilino della Casa Bianca, infatti, è sempre stato un detrattore degli asset digitali. Per lui esiste solo il dollaro reale, tanto da arrivare ad irridere le criptovalute.

Il problema è che il dollaro sembra destinato a perdere terreno nei prossimi anni. Un trend innescato dalla pandemia di Covid-19, la quale ha letteralmente annichilito l’economia statunitense. Costringendo la Federal Reserve a prospettare livelli di inflazione alti, con conseguente perdita di forza del biglietto verde.

Un atteggiamento, quello di Trump, che potrebbe rivelarsi estremamente dannoso per il suo Paese. Ove le critiche all’immobilismo istituzionale si levano sempre più alte. Soprattutto da parte dei democratici, i quali hanno individuato nel denaro digitale uno strumento importante.

Si fa strada l’idea di un dollaro digitale

Nel frattempo, però, a cercare di colmare il ritardo della politica sono alcuni protagonisti del mondo finanziario. In particolare Chris Giancarlo, ex commissario della CFTC, il quale si è attivato per dare vita a  Digital Dollar Project, una partnership tra Accenture e la Digital Dollar Foundation incaricata di esplorare la possibilità di dare vita nell’immediato futuro ad un dollaro digitale.

Il progetto è però nella sua fase esplorativa e potrebbe giungere troppo tardi per colmare il gap scavato dalla Cina nel frattempo. Ovvero quando la posizione dominante degli Stati Uniti sarà già stata scalfita seriamente .

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