Chi è Massimiliana Landini Aleotti, la donna più ricca d’Italia

Chi è Massimiliana Landini Aleotti, la donna più ricca d’Italia

Menarini

Se la classifica degli uomini più ricchi del mondo redatto ogni anno da Forbes presenta nomi di cui si sa in effetti molto, grazie ad una notevole esposizione mediatica, molto meno conosciuti sono invece quelli che compongono la graduatoria riservata alle donne più facoltose del globo.

Proprio per questo è molto interessante andare a vedere, in particolare, quella che riguarda le donne più ricche del nostro Paese.

Nella quale domina ora Massimiliana Landini Aleotti, 198° nella graduatoria stilata a livello mondiale, dopo la picchiata di Maria Franca Fissolo, vedova Ferrero, che nel corso del 2017 ha visto il suo patrimonio scendere dagli oltre 22 miliardi di dollari detenuti sino all’anno prima a poco più di 2.

Va sottolineato come di lei non si parli molto, segno evidente di una notevole attitudine alla privacy. Andiamo a conoscerla quindi più da vicino, per capire chi sia e come sia riuscita a procacciarsi una fortuna stimata in 6,6 miliardi di dollari, secondo l’ultima rilevazione della rivista statunitense.

Alcuni cenni biografici

Classe 1942, di Massimiliana Landini Aleotti si sa effettivamente molto poco. E già questo potrebbe essere considerato un merito di non poco conto, alla luce di una tendenza alla ricerca della ribalta che distingue molti degli uomini d’affari del nostro Paese.

La sua fortuna deriva dall’essere stata la vedova di Alberto Aleotti, morto nel 2014 e proprietario del gruppo farmaceutico Menarini, di cui era stato l’indiscusso protagonista dal 1964 in avanti. Gruppo che è stato da lei ereditato in concorso con i due figli, Lucia e Alberto, che siedono nel Board aziendale, presieduto dal manager svizzero Eric Cornut.

L’impero Menarini

L’impero Menarini è stato costruito dal marito di Massimiliana Landini, Alberto, il quale iniziò la sua scalata in azienda nei primi anni ’60, quando era ancora una piccola azienda specializzata nella ricerca e messa in vendita di nuove cure per il diabete.

Nata a Napoli, nel 1886, su impulso di Archimede Menarini, la A. Menarini Industrie Farmaceutiche Riunite S.r.l. si era trasferita a Firenze nel 1915 e proprio in Toscana aveva iniziato a farsi notare per le soluzioni proposte.

Una carriera, quella di Alberto Aleotti, che non ha praticamente conosciuto ostacoli, tanto da portarlo prima a diventare direttore generale, nel 1964, e poi a rilevare l’azienda dai suoi proprietari. Proprio sotto la sua conduzione la Menarini ha iniziato una espansione sempre più capillare, in Paesi come Spagna, Francia, Turchia, Germania, Russia e, fuori dal continente europeo in Argentina, America Centrale e nel Caribe.

Uno sviluppo che ha naturalmente interessato anche il nostro Paese, ove Menarini ha inglobato una lunga serie di aziende piccole e medie e continuato ad aprire laboratori a ritmo molto serrato.

Attualmente è presente in 136 Paesi del mondo e vanta un organico con più di 17mila dipendenti. Un vero e proprio impero economico capace di fatturare miliardi di euro ogni anno. In cui una parte importante è svolta dalla ricerca, con la presenza di ben sette centri adibiti all’uopo. I sedici siti produttivi su cui attualmente conta, permettono a Menarini di distribuire ogni anno quasi 600 milioni di confezioni in ogni angolo del globo. In particolare di Vivin C, il suo prodotto più noto.

L’attività a livello sociale

Menarini è ormai da tempo molto attiva anche a livello sociale. In particolare ha dato vita ad una collaborazione con il Telefono Azzurro, la Società Italiana di Pediatria, la Federazione Italiana Medici e Pediatri e l’Associazione degli Ospedali Pediatrici Italiani, una partnership che ha permesso il lancio nel maggio del 2016 di un progetto teso a contrastare gli abusi sui bambini.
L’obiettivo di questo progetto è di riuscire a formare 1000 pediatri specializzati nel riconoscimento dei segnali di difficoltà in cui spesso si ritrovano i minori, soprattutto i più piccoli, in modo da riuscire a intervenire per tempo.

Inoltre, l’azienda farmaceutica ha deciso di impegnarsi su un altro piano molto importante, quello relativo all’emergenza abitativa. In questo ambito ha firmato un accordo con la giunta comunale di Firenze, teso al ripristino delle case popolari del capoluogo toscano. Una collaborazione la quale ha permesso la ristrutturazione sinora di 30 alloggi di piccole e medie dimensioni poi affidati a nuclei familiari in difficoltà.

Partecipa alla discussione

FaceTheJungle