Chi è Mohammed bin Salman: tutto sullo ‘sceicco del Newcastle’

Chi è Mohammed bin Salman: tutto sullo ‘sceicco del Newcastle’

Mohammed bin Salman

Il principe ereditario dell’Arabia Saudita potrebbe sconvolgere il mondo del calcio e in particolare quello della Premier League nello specifico. Infatti nelle ultime settimane Mohammed bin Salman ha mosso passi importanti verso l’acquisto del Newcastle, in una trattativa portata avanti tra l’attuale proprietario Mike Ashley e l’agenzia Amanda Staveley. Quest’ultima è una imprenditrice e finanziera britannica sostenuta da un fondo d’investimento pubblico dell’Arabia Saudita (PIF). E in questo fondo c’è proprio Mohammed bin Salman, pronto a rendere il Newcastle il club più ricco del mondo. E dunque andiamo a scoprire chi è Mohammed bin Salman, lo sceicco dal patrimonio sconfinato.

Chi è Mohammed bin Salman?

Diciamo subito che il fondo saudita nel quale si riversa il patrimonio di Mohammed bin Salman andrebbe ad acquistare l’80% delle quote del Newcastle. Il tutto per un costo dell’operazione che dovrebbe aggirarsi intorno ai 300 milioni di sterline, ovvero 343 milioni di Euro. E che il Newcastle possa diventare il club più ricco dell’Inghilterra e non solo lo dimostra il fatto che, secondo quanto riportato da il Daily Mail, il fondo gestisca beni per un valore di 368 miliardi di Euro. Tanto per fare un paragone lo sceicco Mansour, proprietario del Manchester City, ne possiede ‘solo’ 27 miliardi.

Ma chi è Mohammed bin Salman? Stiamo parlando del classe 1985 e membro della famiglia reale Al Saʿūd, figlio dell’attuale re Salman, principe ereditario al trono. Nonché Vice Primo ministro e ministro della Difesa dell’Arabia Saudita. Nel 2018 è stato inserito all’ottavo posto degli uomini più potenti al mondo, con una scalata politica iniziata nel 2015 nel momento in cui il padre diventa sovrano dell’Arabia Saudita.

Gli ‘acquisti milionari’ di Mohammed bin Salman

Ma il suo nome era già tornato alla ribalta negli anni scorsi con degli acquisti milionari. Un autentico ‘collezionista  di cose costosissime’, come la dimora Chateau Louis XVI vicno a Parigi per ben 280 milioni di euro. Oppure il quadro più costoso del mondo come il Salvator Mundi di Leonardo da Vinci per 450 milioni di dollari. E a chiudere l’acquisto dello yacht Serene per addirittura 500 milioni di euro.

Tuttavia nel suo ‘curriculum’ non mancano le controversie. Una su tutte il rapporto dell’ONU del 10 giugno 2019 redatto da Agnes Callamard, che accusa il principe ereditario saudita di essere responsabile dell’omicidio del giornalista Jamal Khashoggi. Quest’ultimo assassinato il 2 ottobre del 2018 all’interno del consolato dell’Arabia Saudita, dove era entrato per ottenere documenti relativi al suo matrimonio. Ma da lì non è mai più uscito.

Amnesty International dice no a bin Salman

Un’altra possibile ‘grana’ per Mohammed bin Salman arriva direttamente da Amnesty International, organizzazione non governativa internazionale che si propone di combattere le violazioni dei diritti dell’uomo. E alla notizia del possibile acquisto del Newcastle da parte dei sauditi, Kate Allen, direttore di Amnesty, ha scritto una lettera all’amministratore delegato della Premier League Richard Masters.

“La Premier League rischia di diventare lo zimbello di coloro che vogliono usare il glamour e il prestigio del calcio inglese per coprire azioni profondamente immorali. In violazione del diritto internazionale e in contrasto con i valori della Premier League e della comunità calcistica globale”. Un riferimento ovvio all’omicidio di  Khashoggi con “sufficienti prove credibili riguardanti la responsabilità del Principe ereditario (Mohammed bin Salman) che richiedono ulteriori indagini”.

E ancora: “Il Principe ereditario ha utilizzato eventi sportivi e personalità come mezzi per migliorare la reputazione nel Regno in seguito al raccapricciante omicidio del giornalista Jamal Khashoggi. Che si ritiene abbia avuto luogo con la sua approvazione. Tali associazioni positive con eventi sportivi distolgono anche l’attenzione dalla spaventosa questione dei diritti umani in Arabia Saudita, tra cui la detenzione e la tortura delle donne che si battono in difesa dei diritti umani”, ha concluso.

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