Autostrade

Ora Atlantia si rivolge all’UE

Atlantia sta cercando in ogni modo di evitare la revoca delle concessioni autostradali. La sua strategia, però, sembra fatta apposta per provocare il fastidio di quel mondo politico con cui invece dovrebbe cercare di ricucire i rapporti. Come dimostra l’ultima mossa messa in campo dai vertici dell’azienda.

Atlantia chiede aiuto all’Europa

Ora Atlantia cerca il soccorso dell’Unione Europea, per cercare di conservare la presa sulle concessioni autostradali. Lo fa  con una lettera al vice presidente della Commissione Europea, Valdis Dombrovskis, in cui il governo italiano viene accusato di aver violato le norme europee.

A rivelare il contenuto della lettera è stato il Financial Times, che ha ricordato anche le accuse rivolte da Atlantia, ovvero:

  1. il decreto Milleproroghe sarebbe in contraddizione con le regole europee andando a mutare unilateralmente i termini del contratto di concessione;
  2. verrebbe cambiato il meccanismo con cui sarebbero stabiliti i pedaggi.

L’accusa più grave

L’accusa più grave, però, sarebbe quello mossa al governo di volerla costringere a vendere la sua quota di maggioranza in Aspi alla Cassa depositi e prestiti ad un valore ridotto (10-11 miliardi di euro a livello di equity value, una valutazione lontana dai 14-15 miliardi pre-Morandi).
Proprio quest’ultima accusa, però, sembra totalmente fuori contesto. Non solo per quanto accaduto dopo la tragedia di Genova. Almeno a giudicare dalla valutazione fatta da Fidentiis, che dopo l’impatto del Covid-19 (-5,7 euro per azione), ha aggiornato la sua valutazione di Atlantia, tagliando il target price da 22-23 euro a 15-16 euro, confermando il rating hold confermato.

La necessità di giungere ad una soluzione amichevole

Proprio Fidentiis si spinge peraltro a mettere in evidenza la necessità di una soluzione amichevole, considerando come il precipitare delle cose porterebbe la questione in tribunale. Con conseguenze imprevedibili, per l’una e l’altra parte in causa.
Una ipotesi che però la missiva di Atlantia, che chiede all’UE di varare “iniziative rapide e decise” con le autorità italiane “per far fronte alla violazione delle norme europee”, sembra spazzare via.

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