Pagamenti elettronici: attenzione ai rischi

Pagamenti elettronici: attenzione ai rischi

pagamenti elettronici

I pagamenti elettronici sono sempre più in voga, anche nel nostro Paese. Se continua a sussistere una certa resistenza da parte dei piccoli commercianti, legata alla necessità di dotarsi di un POS (Point of Sale), va comunque rilevato come nel corso del lockdown deciso dal governo per fronteggiare la diffusione del Covid questo genere di pagamento sia stato adottato da un numero sempre crescente di persone.

Un trend favorito anche dalle notizie allarmanti sulla possibilità che il denaro contante possa agire alla stregua di veicolo del coronavirus. Non stupisce quindi la crescita di feeling tra consumatori del Belpaese e i pagamenti elettronici, testimoniato del resto da uno studio condotto dall’Osservatorio Mobile Payment&Commerce del Politecnico di Milano.

Pagamenti elettronici: cosa sono realmente?

Per pagamenti elettronici, si intendono tutti quelli che vengono effettuati ricorrendo a dispositivi e metodi che implicano il trasferimento non materiale, bensì virtuale di denaro.

In pratica, nella categoria vanno a rientrare non solo le carte di pagamento, ma anche i bonifici virtuali e il mobile payment, ovvero quello eseguito con l’utilizzo di un telefono cellulare.

Al pagamento elettronico, solitamente, partecipano l’utente che dispone il pagamento, il soggetto che lo riceve e un intermediario. Il terzo soggetto, però, a volte può essere bypassato, come avviene per coloro che utilizzano denaro virtuale negli ecommerce di Shopify.

Le truffe sono all’ordine del giorno

L’Italia, nonostante i progressi degli ultimi mesi, si trova ancora al 23° posto su 27, in ambito UE, per l’utilizzo di pagamenti elettronici. A cosa è dovuto questo ritardo? Secondo gli esperti soprattutto ad una diffidenza verso uno strumento che è collegato al rischio di truffe.

Una percezione del resto giustificata da una recente indagine di mUp Research, commissionata da Facile.it in occasione del lancio del progetto Spazio Sicurezza. Dal quale risulta che nel corso del 2019 sarebbero state addirittura 8,3 milioni le truffe collegate ai pagamenti elettronici, nel nostro Paese.

Assicurazioni auto e moto, tariffe di telefonia mobile e fissa, fornitura di energia elettrica e di gas, prestiti personali, conti correnti e carte elettroniche: questi i settori maggiormente colpiti. Con ovvi riflessi sulla disponibilità dei nostri connazionali verso l’utilizzo dei pagamenti digitali.

Quali sono i rischi per chi li effettua?

Per chi effettua pagamenti elettronici, il rischio è una ipotesi da prendere in considerazione. Anche e soprattutto in considerazione del perdurare di comportamenti imprudenti, tali da prestare il fianco ai malintenzionati. Ad esempio quello che spinge a navigare online su siti insicuri, oppure a scaricare contenuti che possono fungere da cavallo di Troia per i malware, ovvero i software tesi a sottrarre dati sensibili ai malcapitati.

La pirateria informatica, del resto, è sempre più creativa. Basti pensare che anche la morte di Kobe Bryant, celebre asso dei Los Angeles Lakers, è stata sfruttata in tal senso. Invitando gli internauti a scaricare sul proprio computer o sullo smartphone wallpaper che lo ritraevano, ma che contenevano anche software malevoli.

Anche se lo strumento più usato è sempre il classico phishing, ovvero l’invio di email contenenti link i quali provvedono a scaricare i programmi che provvederanno poi a mettere nelle mani degli hacker i dati inerenti al conto bancario online o agli altri strumenti coi quali l’utente attaccato gestisce le proprie finanze.

Come si può fare per rendere sicuri i pagamenti elettronici?

Rendere sicuri i pagamenti elettronici, però, non è difficile, a patto di utilizzare semplici criteri di buon senso. A partire appunto dal non abboccare al phishing e non scaricare contenuti multimediali non verificati.

Inoltre, il Pin di carta di credito e bancomat dovrebbe essere conservato in luoghi sicuri, meglio ancora se offline. Magari evitando di portarlo insieme alla carta, dando modo in caso di sottrazione di disporne liberamente.

Chi decide di dare vita ad una transazione, poi, dovrebbe avere cura di digitare personalmente i codici di ingresso e, ove si tratti di acquisti effettuati sul web, assicurarsi della presenza di SSL. Stiamo parlando del socket secure lock, un sistema il cui scopo è proprio quello di garantire il trasferimento di dati in assoluta sicurezza. A segnalarne la presenza è il simbolo di un lucchetto sullo schermo.

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