Bitcoin

Perché le criptovalute sono sempre più presenti nel mondo del calcio?

Le criptovalute sono sempre più presenti nella vita di tutti i giorni. Un trend il quale trae notevole vantaggio dalle nuove necessità sanitarie introdotte dalla diffusione del Covid-19 e, soprattutto, dal timore che il denaro contante possa costituire un veicolo in tal senso.

Un fattore che peraltro si aggiunge alle necessità di carattere finanziario già presenti. Ovvero da livelli inflattivi troppo alti in alcuni Paesi, tali da spingere molte persone a cambiare il denaro tradizionale in valuta digitale. Come accade ad esempio in alcuni Paesi dell’America Latina (Venezuela e Argentina in primis), ove lavoratori e pensionati cercano di preservare il proprio potere d’acquisto ricorrendo al Bitcoin e agli altri token più noti.

La popolarità delle criptovalute, però, nel corso degli ultimi anni si è avvantaggiata anche di un altro fattore. Ovvero delle partnership intraprese con lo sport più popolare del globo, il calcio. Le quali sono sempre più frequenti. Andiamo a vedere i motivi di questo binomio.

Criptovalute e calcio: le sponsorizzazioni sono sempre più numerose

La prima volta in cui criptovalute e calcio sono state accostate risale al gennaio del 2018. In quella occasione fu l’Arsenal a comunicare l’accordo di sponsorizzazione con CashBet. Seguito subito dopo dal Gibraltar United, il quale annunciò la propria decisione di pagare i suoi giocatori anche in denaro digitale.

Da quel momento gli accordi sono iniziati a fioccare letteralmente. Con un gran numero di società grandi e piccole dei maggiori campionati calcistici continentali pronto ad offrire la propria maglia per accordi di sponsorizzazione.

L’ultimo esempio in tal senso può essere considerato il Southampton, squadra partecipante alla Premier League che ha stretto un accordo con Sportsbet.io, un’azienda di betting la quale accetta pagamenti anche in denaro virtuale. Per effetto di tale accordo i Saints, come sono affettuosamente chiamati dagli sportivi, mostrano ora il logo di Bitcoin sulla propria divisa.

Anche Juventus e Roma hanno aperto alla crittografia

Anche la Serie A si è aperta alla tendenza in atto. Lo hanno fatto in particolare Juventus e Roma, che hanno lanciato i propri fan token ormai da tempo.

In particolare la squadra capitolina ha dato vita ad un sondaggio teso a intitolare un proprio campo di allenamento a Trigoria, dando l’opportunità di scegliere il nome a chi avesse provveduto ad acquistare il fan token, ASR, al prezzo di due euro sulla piattaforma di Socios. Alla fine l’esperimento ha premiato Amedeo Amadei, il celebre “Fornaretto” che guidò i giallorossi alla conquista del primo titolo della loro storia.

Un modo quindi abbastanza particolare di coinvolgere la tifoseria nella vita sociale. Il quale, però, fa capire la rilevanza accordata dal mondo del football alle nuove tecnologie. Con il preciso fine di avvantaggiarsene anche in senso finanziario.

Perché le società di calcio hanno aperto alle criptovalute?

Naturalmente, però, le società di calcio non hanno aperto al denaro digitale solo per poter sfruttare un nuovo filone tecnologico nel rapporto con le tifoserie. Una motivazione che naturalmente esiste, se si pensa che anche i biglietti e il merchandising possono ora essere pagati in criptovalute. Ma che non rappresenta certo la principale.

La quale va invece ravvisata nella perenne fame dei clubs calcistici, i cui bilanci sono ormai disastrati, soprattutto dopo il blocco conseguente alla pandemia di Covid-19. Una fame che li spinge a cercare sempre nuove occasioni di reddito, sotto forma di sponsorizzazioni.

La quale, in questo momento, intercetta le esigenze di un mondo, quello della blockchain, il quale necessita di dimostrare tutte le opportunità che è in grado di garantire. Ecco perché nel prossimo futuro la corrente in atto potrebbe ulteriormente rafforzarsi. Con un ulteriore afflusso di sponsor provenienti dalla finanza decentralizzata (DeFi), altro settore il quale necessita di farsi conoscere da un numero sempre maggiore di potenziali utenti.

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