Prezzo dell'oro

Prezzo dell’oro: cos’è, da cosa dipende e cosa comporta?

L’oro è il bene rifugio per eccellenza. Ogni volta che la situazione dell’economia volge al peggio, una gran massa di investitori punta su questo metallo prezioso per mettere al sicuro i propri soldi, senza essere costretta a ricorrere a conti bancari che, nell’era dei bassi (o nulli) tassi di interesse ne comportano in pratica la svalutazione.

Naturalmente, occorre anche saper capire quando è il momento di acquistare oro, per poter vedere effettivamente remunerata la propria scelta. Proprio per questo occorre sapere quali possono essere i fattori in grado di influenzarne in maniera decisiva la quotazione.

Dove si stabilisce il prezzo dell’oro

Quando si parla di prezzo dell’oro, si deve sapere che è una cosa molto diversa dalla quotazione. Il prezzo dell’oro si può infatti conoscere facilmente giorno dopo giorno, tramite la consultazione dei grafici delle piazze economiche mondiali. Quando si parla di quotazione, invece, ci si riferisce al meccanismo conosciuto come Fixing.

Il Fixing viene storicamente fissato sul mercato londinese e il meccanismo che lo regola si basa tenendo conto logicamente della domanda e dell’offerta. Il tutto cercando anche di mantenere un equilibrio in modo da non intaccarne troppo il costo a seguito di scossoni del mercato.

A regolare il tutto è il London Bullion Market, che comunica il fixing due volte al giorno, riferendo la quotazione alle tre valute più importanti a livello globale, ovvero euro, dollaro statunitense e sterlina britannica.

Quali sono i Paesi ove è presente l’oro

L’industria mineraria di oro è un business globale, ma esistono Paesi che sono in possesso di giacimenti molto estesi. Che, però, non riescono in questo momento a sfruttare del tutto. Se, infatti, l’estrazione di oro è in notevole crescita, non riesce comunque a tendere dietro alla domanda proveniente dai mercati.

Si tratta di una conseguenza dei tanti debiti che sono stati accumulati durante gli anni in cui il prezzo continuava a salire. Una situazione che ha innescato un vero e proprio controsenso: nonostante il prezzo sia in notevole flessione rispetto al boom dei decenni trascorsi, la produzione continua ad aumentare, invece che a diminuire.

Per quanto riguarda i Paesi che ne possono vantare grandi quantitativi, il maggiore produttore mondiale è la Cina, che immette sul mercato solo una parte del metallo estratto, alimentando in particolare una domanda interna sempre più forte. La sua produzione mineraria ammonta a circa 400 tonnellate annue.

Al secondo posto, attualmente c’è l’Australia, la quale produce circa 310 tonnellate all’anno. Un risultato cui contribuisce in particolare la regione di Pilbara, ove Novo Resources ha dato luogo ad un’importante scoperta nel 2017.

Il podio è completato dalla Russia, la cui produzione è aumentata da 255 a 295 tonnellate nel corso dell’ultimo anno di cui sono disponibili i dati. Va però sottolineato come il gigante euroasiatico sia intenzionato ad aumentare il quantitativo di metallo estratto per tutto il corso del prossimo decennio.

Ai piedi del podio troviamo invece Stati Uniti e Canada: i primi producono 210 tonnellate, con una riduzione nell’ordine di quasi il 15% rispetto all’anno precedente, mentre i secondi si attestano a quota 185 tonnellate, sostanzialmente in parità rispetto al dato precedente.

Dove viene utilizzato l’oro

La domanda di oro arriva principalmente da quattro settori: l’oreficeria, la tecnologia, l’uso per investimenti e le richieste delle banche centrali.

Il quarto fattore è in calo rispetto all’epoca in cui le valute si potevano scambiare con l’oro, che può dirsi terminata all’inizio degli anni ’70. Ogni banca centrale, comunque, possiede notevoli quantità di oro, che sono considerate anche un indice dell’affidabilità del Paese.

In aumento invece la domanda di oro da parte dell’industria, in quanto questo metallo possiede anche ottime doti in termini di conduzione elettrica. In particolare sono i processori informatici ad esigere la presenza di oro, alimentando una domanda in modesta, ma costante crescita.

Per quanto riguarda l’oreficeria, la domanda arriva soprattutto da due Paesi emergenti, ovvero la Cina e l’India, ove il metallo fa da base per gioielli molto richiesti dalla classe media che si va formando al loro interno.

Quali sono i fattori che determinano il prezzo dell’oro

Tra i fattori che influenzano la quotazione dell’oro, il più importante è considerato quello rappresentato dai tassi d’interesse. Ogni volta che il tasso sale, il prezzo dell’oro tende a calare, in quanto gli investitori preferiscono rivolgersi ai titoli di Stato o altri asset collegati appunto ai tassi d’interesse. In tal senso il tasso d’interesse più importante è quello stabilito dalla FED, ovvero la banca centrale statunitense.

Altro fattore in grado di provocare effetti sul prezzo dell’oro sono gli eventi geo-politici. Ogni volta che si verifica una crisi internazionale, soprattutto in aree particolari del globo come ad esempio il Medio Oriente, il prezzo del metallo giallo tende a salire. Gli investitori, infatti, sono soliti allontanarsi da asset più lucrosi, ma anche più rischiosi e rifugiarsi nella sicurezza che continua a essere identificata nell’oro.

Il terzo fattore in grado di influenzarne il prezzo è poi il livello di domanda e offerta. Basta in effetti vedere come negli ultimi anni il prezzo dell’oro sia continuato a calare proprio a causa dell’aumento di offerta da parte delle aziende che lo estraggono.

Mentre rappresenta un fattore modesto in termini di definizione del prezzo la produzione industriale, nonostante la notevole crescita della domanda derivante dalla necessità di impiegare l’oro in qualità di conduttore all’interno del settore informatico.

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