lavoratori specializzati

Quali sono le figure professionali più ricercate nel nostro Paese?

La ricerca di un lavoro è sempre stata abbastanza complicata in Italia. Dove gli indici di disoccupazione viaggiano spesso in doppia cifra, dando vita ad una concorrenza spietata, soprattutto nel caso delle figure professionali non specializzate.

Una ricerca la quale si è fatta particolarmente complicata dopo la chiusura delle attività produttive decisa dal governo al fine di contrastare la diffusione del Covid. Basta in effetti dare uno sguardo alle statistiche per capire come molti lavoratori siano stati toccati dall’asprezza della crisi susseguita al lockdown, andando ad infoltire ulteriormente le liste di coloro che cercano occupazione.

Una ricerca la quale si fa notevolmente più facile per chi invece una specializzazione ce l’ha. Almeno stando ad alcuni rapporti pubblicati nel corso degli ultimi anni. Andiamo quindi a vedere quali sono le figure professionali più ricercate attualmente in Italia.

Lo studio di Manpower Group

Secondo un recente studio condotto da Manpower Group, una multinazionale statunitense che si occupa di reperire forza lavoro per le aziende, in Italia il 47% delle stesse non riesce a reperire persone dotate delle giuste competenze.

Un dato il quale va ad impennarsi all’84% nel caso di quelle organizzazioni che vantano più di 250 dipendenti. E il quale fa capire come nonostante i tanti proclami, il raccordo tra scuola e mondo del lavoro nel nostro Paese rimanga sulla carta. Ma quali sono le competenze più richieste dalle aziende del Belpaese?

Conta sempre di più la specializzazione

Le figure professionali più richieste dalle aziende operano in settori come l’elettrico, quello ingegneristico, il medico, il finanziario e l’informatico. Molto richieste anche le competenze nella vendita.

La classifica compilata sempre dall’azienda americana è comunque la seguente:

  • operai specializzati, in particolare elettricisti, saldatori e meccanici;
  • addetti alla vendita e al marketing, ovvero sales, rappresentanti;
  • manager di vendita e grafici
  • tecnici responsabili del controllo qualità e personale tecnico
  • ingegneri chimici, elettrici, civili e meccanici
  • autisti di autocarri, come quelli delegati alle consegne, nell’edilizia e per i trasporti pubblici;
  • gli esperti di informatica, in particolare di cyber-sicurezza, amministratori di rete e supporto tecnico;
  • i professionisti nella contabilità e finanza, a partire da contabili, revisori e analisti finanziari certificati;
  • addetti nell’industria manifatturiera, ad esempio gli operatori CNC di macchine e addetti alla produzione;
  • gli operai edili:
  • gli addetti alla sanità, non solo medici, ma anche gli infermieri e il personale sanitario non infermieristico.

Proprio queste sono le categorie che riescono a reperire subito una occupazione e che, di conseguenza, hanno anche un notevole peso negoziale per quanto riguarda le retribuzioni.

Quali le professioni più pagate?

Se quelle che abbiamo visto sono le figure professionali più ricercate, quelle che non temono di restare senza lavoro, ce ne sono altre che, però, sono le più pagate in assoluto.

In particolare, allo stato attuale, i lavoratori che possono vantare il maggior grado di soddisfazione salariale sono gli ingegneri informatici, gli ingegneri Oil & Gas, i responsabili di vendite e di spedizione, i Growth Hacker, gli Java Engineer, Affiliate Marketing Manager, gli sviluppatori di applicazioni per il Mobile e gli Export Manager. Un mix tra impieghi tradizionali e nuove professioni imposte dall’avanzamento tecnologico.

A compilare questo elenco è stata Page Group, azienda specializzata in analisi di mercato. Da rilevare il fatto che molte di queste figure si avvantaggiano dell’utilizzo dell’inglese, ormai la lingua dominante in campo lavorativo.

L’inglese è ormai necessario

Sono stati Elena Zoido e Albert Saiz, due economisti, a pubblicare uno studio che fa emergere la grande importanza del parlare inglese. Nella loro analisi, affermano infatti che chi padroneggia la lingua si trova nella condizione di poter guadagnare tra il 10 e il 20% in più rispetto a chi invece non la conosce.

A rinforzo della loro tesi c’è poi un vecchio studio dell’Harvard Business Review che afferma da parte sua come i lavoratori che parlino un inglese perfetto (tale da oltrepassare il livello base) nel caso in cui decidano di recarsi all’estero sono in grado di guadagnare praticamente il doppio di quanto potrebbero fare nel proprio paese d’origine.

Un dato il quale andrebbe tenuto nel debito conto da chi attualmente è ancora impegnato negli studi e vuole mettere a frutto gli anni dedicati alla formazione.

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