Si va verso lo scontro commerciale tra UE e Trump?

Si va verso lo scontro commerciale tra UE e Trump?

Donald Trump contro UE

Dove trovare i fondi destinati a sovvenzionare la ripresa europea? Il tema è d’attualità dopo le ultime mosse di Merkel e Sarkozy e potrebbe trovare una risposta ad agosto, quando si saranno esauriti gli incontri tra i governi europei in vista della definizione di una strategia in tal senso.
Se i debiti che saranno fatti in tal senso dovranno essere ripagati solo dal 2028 in poi, occorre però iniziare a capire chi sarà destinato a pagare il conto, che si preannuncia abbastanza salato. Tra i papabili, ce n’è uno che potrebbe non gradire molto.

Quali tasse?

La strada che l’Ue potrebbe intraprendere è quella che prevede maggiori tasse. Le prime ad essere candidate, in tale ipotesi, sono le imprese che hanno un fatturato oltre i 750 milioni di euro, operanti all’interno del vecchio continente. Si tratterebbe di una sorta di contributo da versare per poter avere accesso al mercato unico europeo, con centinaia di milioni di consumatori molto ambiti.

La seconda ipotesi è quella che invece potrebbe essere più facilmente accettata dall’opinione pubblica, ovvero una tassa ecologica sui prodotti plastici che non possono essere riciclati. Un tema ormai molto avvertito e il quale si ammanterebbe di propositi estremamente condivisi.

Egualmente popolare potrebbe essere un rialzo della tassa sui diritti alle emissioni di CO2 che attualmente devono essere acquistati dalle imprese che inquinano maggiormente. Si tratta di un aggravio di spesa notevole per le stesse, ma anche in questo caso si potrebbe contare sul consenso dell’opinione pubblica.

Le tasse sui big del digitale e la Carbon Tax

Le altre due strade percorribili sono quelle che potrebbero aprire un nuovo fronte di guerra con Trump.
La prima è la tassa sui big del digitale, ovvero Google, Facebook e gli altri colossi del web, quasi sempre a stelle e strisce. Anche in questo caso si tratterebbe di un’idea molto popolare in Europa, ove da anni si stigmatizza il livello ridicolo di imposizione fiscale di cui godono queste imprese.

L’altra via è quella rappresentata dalla Carbon Tax, ovvero quella che andrebbe a gravare sulle importazioni dal resto del mondo in Europa sulla base del contenuto in CO2.

Sia l’una che l’altra sarebbero però considerate da Donald Trump, alle prese con una campagna presidenziale sempre più complicata dopo i fatti di Minneapolis, una vera e propria dichiarazione di guerra commerciale. Un ipotesi che, peraltro, potrebbe ritorcersi contro la stessa UE, in quanto un nuovo conflitto di questo genere potrebbe andare a deperire i mercati.

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