Sospensione delle negoziazioni

Sospensione delle negoziazioni: perché a volte i titoli vengono sospesi?

I mercati finanziari sono da sempre oggetto di aspre discussioni, la cui origine va ricercata in un dato ormai assodato: la maggior parte degli investitori è destinata non a guadagnare, ma ad entrare a far parte di quell’ampia platea indicata con un termine spregiativo: parco buoi.

Naturalmente, questa platea di vittime sacrificali è costituita per la stragrande maggioranza da piccoli investitori. Persone che si fidano del funzionamento delle Borse, almeno sino al giorno in cui i loro risparmi evaporano del tutto, o quasi.

Un evento non proprio raro, se si considerano alcune crisi che hanno visto la rovina di una miriade di piccoli risparmiatori. In cui invece escono miracolosamente senza ammaccature, o addirittura con ingenti guadagni, i grandi player.

Basti leggere in queste ore le notizie relative a Jeff Bezos, il fondatore di Amazon, che è riuscito a guadagnare oltre 3 miliardi di dollari vendendo e riacquistando le azioni della sua azienda nel momento più critico dei mercati, quando le Borse mondiali sono state trascinate al ribasso dal coronavirus.

Per cercare di tutelare i piccoli investitori, le autorità chiamate a regolamentare la Borsa hanno a disposizione una serie di strumenti. Tra di esse uno dei più noti è la sospensione delle negoziazioni, quando queste danno vita ad un comportamento anomalo. Andiamo a vedere nel dettaglio di cosa si tratti.

Sospensione delle negoziazioni: perché viene adottata?

Solitamente la sospensione delle negoziazioni su un determinato titolo viene adottata quando l’azione interessata guadagna o perde troppo. Ovvero quando la sua volatilità è troppo pronunciata. Non si tratta certo di un evento raro, come ben sa chi segue le vicende borsistiche.

Basta infatti una notizia favorevole o negativa per dare vita ad un trend capace in pochi minuti di assumere le sembianze di una slavina. In quei momenti, il titolo viene momentaneamente congelato per farlo decantare, disinnescando i fattori che rischiano di travolgerlo, oppure di dare luogo ad una vera e propria bolla speculativa.

La domanda che si fanno gli osservatori, al proposito, è la seguente: si tratta di una ingerenza o di una necessità? Come si può capire si tratta di due cose molto diverse.

Non tutte le Borse hanno un meccanismo per la sospensione delle negoziazioni

Va ricordato, a questo punto, che non tutte le piazze azionarie globali hanno un meccanismo di questo genere. Anzi, ad averlo non sono molte. Ad esempio il mondo anglosassone non lo prevede. A Wall Street una società può essere anche annientata nel giro di poche ore, senza alcun intervento esterno ad evitarlo.
Meccanismo che è invece previsto nel caso di Piazza Affari.

Chi applica la sospensione delle negoziazioni a Piazza Affari?

E’ ormai prassi consolidata nel mondo occidentale che a gestire il regolare svolgimento delle operazioni borsistiche sia una società privata. Nel nostro Paese questa attività è affidata a Borsa Italiana, una società privatizzata nel 1998 e che, dal 2007, fa parte del Gruppo London Stock Echange.

Il suo obiettivo istituzionale consiste nello “sviluppare i mercati, la liquidità, la trasparenza, la competitività e l’efficienza”. Una volta che Borsa Italiana abbia sanzionato la sospensione delle negoziazioni, sarà poi la Consob (Commissione nazionale per le società e la Borsa) a comunicare la decisione.
Lo strumento attraverso il quale vengono inseguiti questi ambiziosi obiettivi è la cosiddetta parità informativa. Di cosa si tratta?

Cos’è la parità informativa

Ci sono informazioni molto importanti, che possono andare ad incidere in maniera molto forte sulla quotazione di un determinato titolo.

Alle notizie in questione devono poter accedere tutti gli operatori nello stesso momento, per non dare a qualcuno una rendita di posizione che potrebbe essere sfruttata.

In particolare, sono le società quotate stesse ad avere l’obbligo di avvisare tempestivamente le autorità di gestione dei mercati, in relazione ad eventuali notizie che potrebbero influenzare in maniera significativa le quotazioni azionarie.

Si pensi ad esempio alle trattative in corso su un pacchetto di azioni, di maggioranza o di minoranza. Oppure quelle relative ad un problema relativo ad un prodotto di grande successo, magari proprio il prodotto di punta di un’azienda.

Si tratta di notizie che non devono essere conosciute prima della loro divulgazione. Se un’azienda ha la sensazione che ciò possa essere accaduto, deve darne immediata comunicazione a Borsa Italiana. Una necessità derivante dal fatto che potrebbero configurarsi due reati:

  • l’aggiotaggio, ovvero la comunicazione a pochi di informazioni molto importanti, ovvero “price sensitive”;
  • l’insider trading, in pratica l’utilizzo o la comunicazione di informazioni price sensitive da parte di fonti interne all’azienda o di soggetti orbitanti all’interno di soggetti istituzionali.

La differenza tra investitori istituzionali e gli altri

L’utilizzo di uno strumento come la sospensione delle negoziazioni, deriva anche da una caratteristica del mercato. A investire, infatti, sono gli operatori istituzionali e quelli che invece non dispongono di strutture in grado di orientare le decisioni.

I primi sono società che hanno come loro fine principale l’investimento azionario e che possono impiegare grandi capitali, predisponendo all’uopo strutture professionali. Queste strutture dispongono di informazioni che gli altri solitamente non hanno.

Questo è il motivo per cui nel cosiddetto parco buoi finiscono solitamente i secondi. Mentre i fondi azionari riescono a collezionare grandi guadagni, proprio fondandosi su una potenza di fuoco praticamente inarrestabile. Tanto da essere indicati come “mani forti“.

Cosa sono le mani forti

Per mani forti del mercato, si intendono quei gruppi di investitori che non solo sono in grado di intercettare prima degli altri il formarsi di un trend, ma anche di orientarlo. In pratica sono capaci di prendere posizione in tempi rapidi e, con altrettanta velocità, rivendere un titolo quando abbia fruttato quanto atteso.

Trattando grandi quantitativi di titoli sono loro, molto spesso, ad orientare la direzione del trend. Proprio questo è il motivo che consiglia, almeno a Piazza Affari, di utilizzare uno strumento come la sospensione delle negoziazioni, evitando che i piccoli investitori lascino tutto il capitale investito, o quasi, sul campo.

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