Su quali azioni puntare la prossima settimana?

Su quali azioni puntare la prossima settimana?

Diasorin

Inizia una settimana molto impegnativa per le Borse. L’uscita dei dati relativi al PIL delle economie più avanzate del globo si è rivelato in alcuni casi addirittura peggiore rispetto alle attese. Riverberandosi in maniera sinistra sull’ultima seduta di quella trascorsa. Resta quindi da capire a questo punto se le piazze finanziarie reagiranno ancora una volta come hanno fatto nei mesi passati, in cui hanno sostanzialmente eluso le risultanze dell’economia reale.

Nel caso contrario molti investitori potrebbero decidere di vendere e passare ai cosiddetti beni rifugio o ad asset comunque difensivi. In questo panorama diventa quindi abbastanza complicato individuare titoli su cui puntare con una ragionevole attesa di veder remunerato il proprio investimento. Proviamo comunque a individuarne qualcuno.

Fineco Bank

La relazione della semestrale ha visto Fineco Bank chiudere la prima parte del 2020 con un utile netto in crescita del 30,1% a 181 milioni di euro. Un risultato reso possibile dal modello di business diversificato proposto dall’azienda, con i ricavi cresciuti del 25,8% rispetto a quelli dello stesso periodo dell’esercizio precedente, 407 contro 323,5. Nel semestre in considerazione i costi operativi sono a loro volta saliti del 3,7% a 132,2 milioni.
Una relazione quindi positiva, che dimostra la buona salute della società, tale quindi da poter spingere gli investitori ad accordare ancora la loro fiducia anche nella settimana entrante.

Enel

Come abbiamo già ricordato, i dati provenienti dal mondo dell’economia reale consigliano di guardare con molta attenzione ai cosiddetti titoli difensivi, ovvero di quelle aziende di cui ci si attende comunque una crescita nei prossimi anni, nonostante una situazione così preoccupante.
Come ad esempio Enel, che sembra in grado di capitalizzare le scelte green degli anni passati. In un momento in cui gli organismi nazionali e sovranazionali accelerano verso la transizione energetica, il gruppo italiano potrebbe vedere la strada spianata verso una ulteriore crescita del suo peso. A differenza di chi, invece, si è attardato nella difesa di una linea, quella delle fonti fossili, che sembra ora chiaramente indifendibile.

Poste Italiane

Anche Poste Italiane ha pubblicato i dati relativi al secondo trimestre dell’anno. In cui i ricavi sono scesi, ma meno di quanto era stato previsto. L’impatto del Covid-19 ha infatti spinto i ricavi nel secondo trimestre a quota 2,32 miliardi (-13,1% su base annua), contro i 2,31 previsti. Per effetto di questo risultato nel primo semestre si sono attestati a 5,08 miliardi (-7,9% rispetto al concomitante periodo del 2019).
Il risultato operativo (ebit) ha a sua volta toccato quota 325 milioni (-29,9% rispetto al secondo trimestre 2019) portando il risultato del primo semestre a 766 milioni di euro (-29,2% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente).
Si riducono anche i costi operativi totali, attestandosi a 2 miliardi (-9,6% rispetto al secondo trimestre del 2019) e l’utile netto, del 26,2% nel trimestre a 239 milioni. Si tratta per il secondo di un dato comunque superiore alle attese, ferme a 199 milioni. Proprio per questo gli investitori hanno comunque reagito bene ai dati, un atteggiamento che dovrebbe essere confermato nell’immediato futuro.

Diasorin

Anche Diasorin ha rilasciato la sua semestrale. I cui dati hanno avuto la funzione di scacciare i fastidi derivanti dall’indagine avviata dalla magistratura sui rapporti tra azienda e vertici del San Raffaele e, in particolare, delle modalità che hanno spinto i vertici dell’ospedale milanese ad affidare i test sierologici all’azienda.
La semestrale del gruppo piemontese, infatti, ha certificato un fatturato pari a 382,3 milioni, in rialzo del 9,1% rispetto a quanto era stato ottenuto nello stesso periodo del 2019. Un risultato cui hanno contribuito soprattutto i test di diagnostica molecolare e di immunodiagnostica per il Covid, i quali sono stati generati per oltre l’85% nelle Americhe. In crescita anche l’utile netto, salito del 12,8% a quota 94,7 milioni.
Un panorama quindi positivo, in cui occorre però mettere in rilievo l’impossibilità di formulare previsioni in merito all’evoluzione per l’esercizio annuale, proprio a causa dell’elevata incertezza causata dalla delicata situazione sanitaria globale, con il Covid-19 che sembra ancora deciso a colpire.

Consigli per gli acquisti

Cosa ci si può attendere dalla settimana entrante? Occorre capire se le borse decideranno sostanzialmente di ignorare i segnali preoccupanti provenienti dall’economia reale, o se invece prevarrà un sentimento di prudenza da parte degli investitori.
Va comunque sottolineato come proprio nel corso della settimana trascorsa sono arrivate alcune indicazioni di non poco conto, che potrebbero aiutare non poco chi vuole provare la sorte.
Il riferimento è in particolare a Amazon, il gigante del commercio elettronico, il quale ha appena pubblicato una semestrale record, che ha fatto nuovamente volare il titolo. Le vendite sono infatti state trascinate dall’effetto Covid, tanto da spingere il gruppo ad assumere personale temporaneo, attestando la forza lavoro oltre quota un milione di addetti. Un trend che dovrebbe senz’altro proseguire nel futuro, proprio contando sui timori generati dalla pandemia.
Altro titolo da tenere d’occhio è poi quello di Facebook, anche in questo caso trainato da una semestrale migliore delle previsioni. La crescita del fatturato, degli utili e degli utenti pubblicitari è andata meglio di quanto si pensasse. Sull’azienda di Mark Zuckerberg pesa però il boicottaggio deciso da alcune grandi aziende che hanno aderito alla campagna “Stop Hate For Profits”. I cui risultati saranno noti solo alla fine dell’anno.
In generale, comunque, va sottolineato che proprio l’evoluzione della situazione sanitaria globale consiglia di puntare in questo momento sui titoli legati in qualche modo all’economia chiusa. A partire da Shopify, azienda che si sta del resto agevolando chiaramente delle previsioni in tal senso, che spingono molti commercianti a prendere in considerazione l’idea di spostare la propria attività sul web, ricorrendo agli strumenti messi a disposizione dalla piattaforma.

Partecipa alla discussione

FaceTheJungle