Diasorin

Su quali azioni puntare questa settimana? I titoli più interessanti su cui investire (16-20 Novembre 2020)

La notizia relativa al vaccino della Pfizer potrebbe costituire una svolta nell’intricata situazione innescata dalla pandemia di Covid-19.

Anche se il lancio del piano vaccinale è previsto per la prima parte del prossimo anno, i risvolti psicologici dell’annuncio potrebbero essere avvertiti dalle piazze finanziarie globali in tempi più brevi, con la formazione di una corrente di ottimismo tale da riflettersi su molti titoli attualmente zavorrati da aspettative non proprio positive.

Anche perché la realtà continua ad essere caratterizzata dalla necessità di curare il distanziamento sociale e di chiudere per quanto possibile attività considerate al momento non necessarie. Se, ad esempio, l’Austria ha optato per il lockdown totale, il nostro Paese è ormai quasi tutto caratterizzato da misure tese a circoscrivere i contagi. Con ricadute che potrebbero ancora una volta essere pesanti per l’economia.

In questo panorama abbastanza contrastato, andiamo come al solito a cercare di capire quali potrebbero essere i titoli in grado di farsi largo nella settimana che entra.

Poste Italiane

Il primo titolo che andiamo a segnalare per la settimana entrante è quello di Poste Italiane. Il quale potrebbe proseguire il rally già iniziato in quella passata dopo la pubblicazione dei conti relativi al 3° trimestre dell’anno, chiuso con un utile netto di 353 milioni. Un rialzo del 10,3% rispetto allo stesso periodo del 2019 e notevolmente migliore rispetto alle stime degli analisti, che prevedevano 301 milioni. Un risultato che ha spinto gli analisti di Equita a confermare il giudizio “Buy”, con un target price fissato a quota 10,3 euro. Mentre Mediobanca indica l’outperform sul titolo, con il target price a 11 euro. Sottolineando come l’utile netto abbia fatto registrare un +7% rispetto alle proprie attese, e quelle di consensus addirittura del 12%.

Diasorin

Ennesima menzione per Diasorin, il big italiano della diagnostica che ha chiuso i primi nove mesi del 2020 con un utile netto di 162,5 milioni, facendo registrare un aumento del 28,3% nei confronti del corrispondente periodo del 2019. Mentre i ricavi sono cresciuti del 16,2%, attestandosi a quota 610 milioni, favoriti in particolare dal contributo apportato dai test di diagnostica molecolare e di immunodiagnostica per il SARS-CoV-2, generati soprattutto in Europa e in Nord America. Proprio in considerazione di questi dati, il gruppo prevede di chiudere l’esercizio annuale con ricavi in crescita di circa un quarto, nonostante lo stato di incertezza causato dall’introduzione di nuove misure di lockdown nei paesi in cui opera. O forse proprio grazie ad essi.

Inwit

Altro titolo da segnalare è quello di Inwit, il quale ha già dato segnali di grande vitalità nel corso dell’ultima settimana. Un comportamento derivante soprattutto dalla pubblicazione dei conti, che continuano a rivelarsi positivi, anche in un quadro così problematico. Tanto da spingere gli analisti di Credit Suisse a focalizzare su di esso la propria attenzione. Affermando come Inwit rappresenti una delle storie di crescita più forti del suo settore, con una traiettoria che dovrebbe proseguire nel segno della crescita anche nel prossimo triennio. Tanto da spingerli a confermare il rating a “Outperform”, con un target price elevato dai precedenti 11 a 12 euro.

Finecobank

Anche un titolo bancario tra le nostre segnalazioni di questa settimana. Si tratta di Finecobank, che gode dell’avallo degli analisti di Credit Suisse, i quali hanno espresso il loro giudizio con un rating “Outperform” e un target price di 15 euro. Giudizi dovuti alla quota di mercato in crescita impressionante, ai profili tecnologici che caratterizzano l’azienda e alla riconoscibilità del marchio. Fattori che permettono a Fineco Bank di mettere in evidenza il potenziale per diventare leader del mercato italiano nell’industria del wealth management, in fase di notevole espansione. Tra i dati messi in evidenza dal loro rapporto, il Cagr del 13,1% nei depositi (contro un 3% medio dei competitor in Europa) nel periodo 2015-19 e la crescita dei volumi azionari negoziati nel primo semestre del 2020, attestati al 28% contro il 19% di tre anni prima. Una crescita che dovrebbe peraltro proseguire.

Tim

Infine Tim, che ha registrato nei primi nove mesi del 2020 un utile netto in rialzo del 38% su base annua, a quota 1,2 miliardi di euro. Mentre l’indebitamento finanziario netto al 30 settembre si è ridotto di 2.199 milioni di euro da fine 2019 e di 3,354 miliardi di euro rispetto a fine 2018, attestandosi ora a 25,469 miliardi di euro (20,741 miliardi di euro su base after lease). L’equity free cash flow ha contribuito per 1,666 miliardi di euro, con una crescita nel corso del terzo trimestre di 688 milioni nei confronti del secondo, +11,7% su base annua. I ricavi dei nove mesi si attestano a 11,7 miliardi di euro, con un trend nel terzo trimestre che migliora di di 5 punti percentuali nei confronti di quello precedente. Dati che sembrano poter trainare il titolo nella settimana entrante.

Consigli per gli acquisti

Come sarà la settimana che entra per gli investitori? Un primo fattore che potrebbe pesare è quello rappresentato dalla reazione delle piazze finanziarie all’elezione di Joe Biden alla Casa Bianca. La quale potrebbe schiarire il quadro delle relazioni commerciali con UE e Cina, molto contrastato nel corso del quadriennio che ha visto Donald Trump alla guida degli Stati Uniti.

Altro fattore da soppesare è poi quello relativo alla situazione sanitaria, ancora molto problematica. Considerato come gli esperti ritengano possibile un miglioramento della stessa soltanto nella primavera, per molti settori il quadro continua ad essere fosco. In particolare per quello dei trasporti, con le ovvie ricadute sui prezzi petroliferi che sconsigliano di puntare sulle compagnie ancora legate alle fonti fossili.

Mentre dovrebbero continuare ad avvantaggiarsi della situazione non solo i titoli tecnologici, ma anche quelli legati al commercio elettronico e all’intrattenimento. A partire da Amazon, Alibaba, Shopify, Disney e Netflix.
In una situazione ancora critica, ci si attende inoltre la crescita dei cosiddetti titoli difensivi. Un settore che in Italia è ben rappresentato da Enel, ormai in crescita da mesi, ma non solo.

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