Su quali azioni puntare questa settimana? I titoli più interessanti su cui investire (19-23 Ottobre 2020)

Su quali azioni puntare questa settimana? I titoli più interessanti su cui investire (19-23 Ottobre 2020)

Enel

Prosegue il momento complicato per l’economia globale, di nuovo sotto l’incubo di una chiusura per cercare di limitare il Covid. I dati che arrivano ormai da mesi assomigliano a veri e propri bollettini di guerra, con interi settori tellurizzati da una situazione del tutto straordinaria, che peraltro non si sa quando potrà terminare.

Per quanto concerne il nostro Paese, qualche buona notizia arriva da Bankitalia, che rende noto come i debiti di famiglie e imprese italiane tendano a salire, ma in modo molto meno pronunciato rispetto al resto dell’eurozona. Un dato cui occorre aggiungere la notevole ripresa del mercato immobiliare del nostro Paese. Mentre dagli Stati Uniti è il dato delle vendite al dettaglio a confortare, attestandosi all’1,9%. Ovvero sette decimali in più rispetto alle previsioni degli analisti.

Segnali che, però, vanno raffrontati ai timori di nuovi lockdown, i quali potrebbero pesare come piombo sulla modesta ripresa in atto.
Andiamo quindi a cercare le azioni che più di altre sembrano in grado di avanzare in una settimana di borsa che si preannuncia ancora una volta abbastanza contrastata.

STMicroelectronics

Il primo titolo che potrebbe riservare soddisfazioni è quello di STMicroelectronics. Che del resto ha già fatto faville nel corso della settimana uscente. Avvalendosi in particolare delle indicazioni provenienti da Banca Akros, i cui analisti non solo hanno ribadito la raccomandazione “accumulate”, ma anche provveduto ad alzare il prezzo obiettivo da 30 a 32 euro. Un valore il quale implica un potenziale e notevole upside rispetto alle attuali quotazioni e che sembra del tutto congruo alla luce della persistente vitalità la quale distingue il settore dei semiconduttori. Inoltre sono state alzate di circa il 2,6% le stime relative ai ricavi per il periodo 2020-2022, del 5,3% per l’Ebit e di quasi il 6% sull’utile netto.

Enel

In questa rassegna non può mancare un cliente ormai abituale come Enel. Che continua a salire, come del resto accade dall’inizio dell’anno. Un movimento reso possibile dal lancio da parte della controllata Enel Finance International di una nuova emissione “Sustainability-Linked bond”.  Si tratta della terza emissione legata agli obiettivi SDG di una tranche da 500 milioni di sterline con una maturity di 7 anni ed uno Yield to Maurity dell’1,038%. Un lancio che è conseguente all’obiettivo di arrivare al 43% del total gross debt al 2022 e al 77% nel 2030. Il quale ha spinto gli analisti di Intesa Sanpaolo a reiterare il rating “add”, con un target price fissato a 8,8 euro.

Diasorin

Il concretizzarsi dei timori legati ad una seconda ondata di Covid è invece alla base della terza segnalazione di questa lista. Si tratta di Diasorin, l’azienda piemontese che deve le sue fortune agli strumenti diagnostici per l’individuazione del virus. Una situazione sempre più complicata che sembra in grado di sospingere il titolo anche nel medio termine. Soprattutto in considerazione della recente autorizzazione ottenuta dalla Food and Drug Administration (FDA) degli Stati Uniti, relativa al test sierologico IgM, disponibile su piattaforme Liaison XL, che consente di capire se il paziente abbia sviluppato l’infezione in epoca più o meno recente. Una autorizzazione che testimonia la capacità di Diasorin di rispondere al meglio ad una situazione sempre più problematica. Contribuendo ad una ulteriore crescita della sua quotazione.

Ferrari

Infine Ferrari, con il titolo del cavallino che sembra potersi giovare di un eventuale passaggio al full electric. Un evento il quale per ora è giudicato possibile non prima del 2025, ma che comunque sembra ormai una prospettiva non solo certa, ma anche vantaggiosa in termini di costi. Come ha affermato Adam Jonas, economista specializzato nel mercato automobilistico della Morgan Stanley. I vantaggi di un passaggio dalla benzina all’elettricità sarebbero in effetti molto rilevanti. Tanto da spingere Ubs non solo a dare giudizio buy sull’azienda, ma anche a portarne il prezzo obiettivo a 212 dollari, dai precedenti 209 dollari.

Consigli per gli acquisti

La situazione economica sembra ancora problematica, come abbiamo già ricordato. Se si notano alcuni segnali di miglioramento, sono proprio le notizie provenienti dal fronte sanitario a spingere gli investitori al massimo della prudenza. Spingendoli in particolare a tenere in conto il fatto che alcuni settori già in difficoltà potrebbero essere più colpiti di altri nel caso si rendessero necessarie nuove chiusure. E, di converso, altri segmenti del mondo produttivo potrebbero trarne ulteriore vantaggio.

In questo secondo novero vanno sicuramente messi i titoli che fanno riferimento all’economia chiusa. Ovvero quella che tende a soddisfare esigenze delle famiglie che non possono essere soppresse. A partire naturalmente da Amazon, il gigante del commercio elettronico il quale è posizionato al meglio in caso di ulteriori lockdown. O come Shopify, l’azienda canadese che consente a chi intenda sposare la multicanalità di approntare il proprio sito per poter continuare a vendere online, nel caso in cui i negozi fisici fossero costretti a mollare. Una eventualità la quale sembra farsi sempre meno remota.

Altro settore da tenere d’occhio, in Italia, è quello bancario. La cui situazione continua ad essere in grande subbuglio dopo l’acquisizione di Ubi da parte di Intesa Sanpaolo. Si attendono non solo le mosse di Unicredit, per cercare di rispondere ad una situazione molto sfavorevole, ma anche di Credit Agricole, intenzionato ad espandersi in Italia. Il risiko bancario sembra insomma destinato a prolungarsi, con alcuni istituti che potrebbero trovarsi ben presto al centro delle manovre.

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