Amplifon

Su quali azioni puntare questa settimana? I titoli più interessanti su cui investire (2-6 Novembre 2020)

Quella che ci siamo lasciati alle spalle è stata una settimana da dimenticare per il Ftse-Mib, che ha risentito in maniera vistosa del deterioramento delle condizioni sanitarie, prologo ormai quasi certo ad una seconda ondata di chiusure. Un vero peccato soprattutto per una economia, quella italiana, che nel terzo trimestre dell’anno aveva dato vita ad una crescita del 16,1%, superiore di ben cinque punti a quella che pure era stata messa in preventivo dal governo.

Ora non resta quindi che cercare di capire cosa potrebbe accadere nell’ultimo trimestre di un anno orribile, sperando che la necessità di chiudere parti del territorio nazionale per evitare guai peggiori non affondi una economia che stava dando segnali di grande vitalità. Una situazione la quale, naturalmente, rende difficile individuare azioni che possono fornire un approdo sicuro per investitori che non intendano farsi scoraggiare dal Covid. Andiamo quindi a cercarne qualcuna in grado di remunerare gli investimenti nel corso della settimana che sta per iniziare.

Saipem

Il primo titolo che andiamo a segnalare stavolta è quello di Saipem, che già nella seconda parte della settimana passata ha avuto occasione di ruggire. Lo ha fatto sull’onda di una situazione che sembra in fase di miglioramento grazie alla ripresa dei prezzi petroliferi e  ad un trimestre, il terzo dell’anno, in cui i conti hanno mostrato un notevole miglioramento, messo in rilievo dagli analisti di Barclays. Non tali da giustificare il ritorno degli investitori sul titolo, ma che comunque è sicuramente da apprezzare in un momento così incerto dell’economia. Che Saipem può affrontare grazie ad una adeguata strategia di transizione e alla sua qualità di facilitatore di infrastrutture energetiche adatte ad ogni situazione.

Prysmian

Anche il secondo titolo che andiamo a consigliare è legato alla transizione energetica. Si tratta di Prysmian, promosso a Buy dagli analisti di Kepler Cheuvreux. L’azienda ha infatti appena pubblicato i dati preliminari relativi  al terzo trimestre, i quali sono andati oltre le previsioni, in una misura tra il 3 e il 6% rispetto alle previsioni. Proprio il fatto che Prysmian sia diventata e sia destinata a rimanere tra i beneficiari dell’ESG, spinge a pensare che la transizione energetica possa sostenere la sua divisione Progetti in un’ottica di lungo periodo. Una prospettiva in grado di far crescere il titolo anche nell’immediato, nonostante una situazione ancora molto contrastata.

Finecobank

Anche un titolo bancario si accosta alla settimana entrante con notevoli speranze. Si tratta di Finecobank, il cui titolo dovrebbe crescere grazie alla decisione di Standard & Poor’s di portare il suo outlook da negativo a stabile. Con conseguente conferma del rating a lungo termine BBB e a breve termine a A-2. In pratica l’istituto bancario si giova del comportamento del Sistema Paese e del fatto che sarà meno esposto alle inquietudini dei mercati, le quali invece si potrebbero abbattere sulle banche commerciali. Soprattutto grazie al suo modello di business innovativo, digitale e ben diversificato, il quale è solo marginalmente concentrato sull’attività creditizia e che, di conseguenza, dovrebbe permettergli di mantenere solvibilità anche in un quadro congiunturale difficile.

Amplifon

Una conferma nelle nostre indicazioni, per questa settimana. E’ quella relativa ad Amplifon, che non ha brillato nel corso dell’ultima settimana, ma ha comunque fatto registrare quasi 5 punti percentuali di perdita in meno rispetto al FTSE-Mib. Le indicazioni degli analisti di Citigroup ed Equita rimangono comunque valide, proprio in considerazione del fatto che il business dell’azienda non dovrebbe risentire eccessivamente delle chiusure limitate che si prospettano nel prossimo trimestre. Il quadro potrebbe cambiare ove si arrivasse a nuovi lockdown  più estesi che, però, per il momento non sembrano all’ordine del giorno, soprattutto in un mercato di rilievo come quello degli Stati Uniti.

Diasorin

Infine Diasorin. Una indicazione che non dovrebbe certo rappresentare una sorpresa, considerato come proprio sul peggioramento delle prospettive sanitarie l’azienda piemontese abbia sinora fondato le sue fortune, unendole ad un catalogo di prodotti che si riveleranno utili anche nell’immediato futuro, in particolare i test anti-Covid. Destinati a incrementare le vendite in un momento in cui in Italia sta notevolmente aumentando la risposta in termini diagnostici al diffondersi della pandemia. Un andamento che naturalmente favorisce le aziende del comparto sanitario e in particolare quelle che propongono test per l’individuazione del Covid.

Consigli per gli acquisti

La prudenza torna ad essere d’obbligo, con il virus in agguato e i governi nazionali pronti a nuove serrate per impedire che la situazione sanitaria possa degenerare. Anche il governo italiano è tra quelli che sta predisponendo provvedimenti in tal senso, che avranno sicuramente un peso sugli obiettivi macroeconomici di fine anno.

Torna perciò ad affacciarsi, per gli investitori, la necessità di rivolgersi ai cosiddetti titoli difensivi, ovvero quelli dei settori meno esposti in caso di serrata delle attività produttive e di confinamento nelle case per milioni di persone. A partire da quelli delle utilities, in particolare le aziende che hanno saputo sganciarsi per tempo da un petrolio che inizia nuovamente a scendere e avviarsi in maniera decisa verso la transizione energetica. Un lotto in cui spicca Enel, ma non solo.

Altro settore  che dovrebbe avvantaggiarsi di quanto sta accadendo è quello legato all’economia chiusa. Non solo i grandi attori dell’e-commerce, ma anche aziende legate all’intrattenimento, come Disney o Netflix. Oltre naturalmente ai giganti tecnologici (Apple, Alphabet e Facebook, in particolare).

Per il resto, sembrano annunciarsi tempi duri, soprattutto per i titoli di aziende che da un deterioramento della situazione hanno tutto da perdere. A partire da quelle del settore petrolifero e dalle case automobilistiche più legate a modelli commerciali che sembrano ormai sul punto di essere travolti. Un lotto che, però, non rende bene la complessità della situazione che si va prefigurando.

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