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Su quali azioni puntare questa settimana? I titoli più interessanti su cui investire (5-9 Ottobre 2020)

Continua il momento del tutto particolare dell’economia globale. I contraccolpi del Covid si fanno sentire ovunque zavorrando i sistemi produttivi di molti Paesi e, naturalmente, le principali piazze azionarie sono costrette a muoversi con una certa cautela, senza alcuna certezza che quanto appare buono oggi, possa esserlo anche domani.

Un clima di incertezza aggravato peraltro dalle notizie relative a Donald Trump, trovato positivo insieme alla moglie e costretto in pratica a sospendere la campagna elettorale per le presidenziali. Ennesimo segnale che potrebbe riverberare incertezza sulle borse, proprio alla luce del fatto che gli Stati Uniti continuano ad essere uno degli epicentri mondiali della pandemia.

In questa situazione di perenne incertezza, andiamo comunque a cercare di individuare le azioni su cui puntare nella settimana entrante, con ragionevoli possibilità di veder premiato il nostro investimento.

Safilo

Il marchio veneto degli occhiali ha già dato vita ad un notevole rally nel corso della settimana passata, tanto da costringere alla sospensione del titolo per eccesso di rialzo. Un comportamento favorito dalle notizie relative al forte recupero attuato nel corso del terzo trimestre dell’anno, in particolare sul mercato nordamericano. Se permangono i problemi relativi all’America Latina, gli analisti di Equita hanno comunque confermato la raccomandazione Hold sul titolo Safilo e posizionato a 0,71 euro il target price. Anche in presenza di un possibile calo delle vendite il quale potrebbe verificarsi nel corso del quarto trimestre, senza comunque inficiare i termini del discorso.

Banco Bpm

Il risiko bancario italiano continua a tenere banco. Dopo il raid di Intesa Sanpaolo su Ubi, in tanti si attendono le contromosse degli altri player, in particolare di Unicredit. Al momento, però, al centro dell’attenzione c’è Banco Bpm, le cui azioni si giovano dell’interesse di Credit Agricole e non solo. Riguardo alle attenzioni del gruppo transalpino, intenzionato ad espandersi in Italia il management di Bpm ha pubblicato una smentita, dichiarandosi al contempo aperto ad esplorare qualunque soluzione. Il titolo, comunque, continua a cavalcare le voci relative ai possibili sviluppi sul fronte M&A. Tanto da spingere gli analisti di Banca IMI a  indicare il rating Add con target price a 1,64 euro.

Diasorin

Ancora Diasorin sugli scudi. Dopo l’estensione della joint venture con FuYuan al governo del distretto di Baoshan (Shanghai), che ha regalato nuove prospettive sul mercato cinese, per l’azienda piemontese sono ora arrivate due nuove autorizzazioni da parte della Food and Drug Administration (FDA) americana, salutate naturalmente con grande soddisfazione. La prima è quella relativa al test sierologico IgM, disponibile su piattaforme Liaison XL, caratterizzato dalla predisposizione ai fini del riconoscimento degli anticorpi sviluppati in risposta al SARS-CoV-2, tale da consentire di capire se il paziente ha sviluppato l’infezione in epoca più o meno recente. La seconda è invece quella che concerne la commercializzazione negli Usa di sei test per l’epatite B. In entrambi i casi le prospettive sul mercato statunitense vengono ad essere notevolmente rafforzate.

STMicroelectronics

Infine STMicroelectronics, che ha alzato la stima sui ricavi per il 2020 a seguito dei dati relativi al terzo trimestre. Nel corso del quale la domanda sostenuta di alcuni settori, a partire da quello automobilistico e da quello dei microcontrollori, ha spinto appunto il gruppo ad elevare le sue attese relative all’esercizio 2020. Il quale dovrebbe chiudersi  ricavi oltre i 9,65 miliardi di dollari. Ovvero oltre il livello massimo che era stato fissato in precedenza (tra 9,25 e 9,65 miliardi di dollari). A rendere possibile questa revisione è stato in particolare il +27,8% messo a segno rispetto al secondo trimestre, con i ricavi netti preliminari attestati a quota 2,67 miliardi di dollari. Un andamento premiato dai mercati e il quale potrebbe esserlo ancora nel corso della prossima settimana, con le azioni del gruppo ancora in crescita.

Consigli per gli acquisti

La situazione di incertezza generata dalle notizie relative a Donald Trump sembrano in grado di condizionare la settimana entrante. Il fatto che la maggiore economia mondiale venga a trovarsi senza una guida in un momento così particolare potrebbe indurre molti investitori ad assumere una posizione di attendismo. Teso naturalmente a cercare di capire meglio quello che potrebbe accadere. Rendendo anche complicato individuare occasioni in grado di remunerare i propri soldi.

Anche in questa settimana, comunque, i titoli del comparto bancario sembrano in grado di farsi notare. Merito del risiko innescato nel settore tricolore dalle recenti mosse di Intesa Sanpaolo. Di fronte alle quali Unicredit deve cercare di rispondere per rafforzare posizioni al momento traballanti. Mentre si affaccia un possibile player come Credit Agricole, intenzionato ad espandersi nel nostro Paese. Tra le occasioni indicate dagli analisti c’è soprattutto CreVal. Anche ad onta del fatto che l’azienda transalpina abbia deciso di puntare su Banco Bpm. Ma ci sono altri istituti le cui azioni potrebbero giovarsi di una situazione che si prospetta molto interessante. Non resta quindi che attendere i successivi sviluppi, i quali potrebbero essere molto interessanti.

Sul fronte delle azioni da cui tenersi al momento alla larga, spiccano invece quelli legati al petrolio. I quali si trovano di nuovo sotto pressione per la discesa dei prezzi del greggio. Troppo incerta la situazione, al momento, per poter puntare su una ripresa degli stessi, in presenza di una stentata ripresa. La quale potrebbe essere peraltro vanificata da nuova chiusure legate al Covid. Torna quindi ad aleggiare la necessità di puntare su titoli difensivi o comunque legati ad esigenze che resterebbero forti anche in caso di nuovi lockdown. A partire naturalmente da Amazon e Alibaba. I giganti dell’e-commerce sono infatti pronti ad approfittare di una seconda ondata di coronavirus. La quale potrebbe spingere molti consumatori a ripiegare con maggior forza sul commercio elettronico.

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