Carlo Messina Intesa sanpaolo

Su quali azioni puntare questa settimana? I titoli più interessanti su cui investire (8-12 Febbraio2021)

Se lo short squeeze ha caratterizzato la settimana precedente, l’ultima ha invece visto protagonista indiscusso Mario Draghi. L’ormai scontato buon esito delle trattative inerenti alla formazione del nuovo governo guidato dall’ex governatore della Banca Centrale Europea ha infatti messo il turbo a Piazza Affari. Che ha dato vita ad una crescita superiore al 7%, sovraperformando Wall Strett e Dax, ferme a rialzi tra il 4 e il 5%.

I massicci acquisti sugli asset tricolori potrebbero proseguire nel corso della settimana entrante, durante la quale l’attenzione mediatica sulle trattative ancora in corso potrebbero distogliere l’attenzione dell’opinione pubblica da una situazione sanitaria ancora grave. Tale da rendere complicato individuare titoli che possano dare garanzie di reggere anche in una ottica di medio termine. Proviamo comunque ad individuarne alcuni, come di consueto.

Intesa Sanpaolo

La prima menzione settimanale spetta a Intesa Sanpaolo, per effetto della recente pubblicazione dei numeri relativi al quarto trimestre del 2020. I quali si sono rivelati migliori del previsto. Mentre per quanto riguarda le prospettive future, la banca ha aggiornato le stime sulla sinergie legate all’integrazione di UBI Banca. Che a regime, nel 2024 saranno superiori al miliardo di euro, con oltre l’80% di esse che dovrebbe essere raggiunto nel corso del 2023. Va sottolineato al riguardo come nel documento di OPAS il gruppo Intesa Sanpaolo avesse indicato sinergie per circa 700 milioni. Infine, per il 2021, Carlo Messina, CEO della più grande azienda bancaria tricolore, non esita a professare ottimismo, indicando un obiettivo di utili superiore ai 3,5 miliardi. Stime che hanno già iniziato a calamitare gli investitori nel corso della settimana passata.

Enel

Ancora una menzione per Enel, ormai un cliente fisso di questa breve rassegna. Stavolta il gruppo si fa notare per le stime preliminari per il 2020, una anticipazione rispetto ai dati dettagliati attesi per il prossimo 18 marzo. Se l’Ebitda è stato sostanzialmente in linea con le stime di mercato, il debito è invece migliore delle attese. Enel ha chiuso il 2020 con ricavi pari a 65 miliardi di euro, in diminuzione del 19,1% rispetto al 2019, un calo da imputare naturalmente agli effetti del Covid, il quale ha ridotto la vendita e il trasporto di energia soprattutto in Spagna e Italia, e all’evoluzione negativa dei tassi di cambio, soprattutto in America Latina. L’azienda ha comunque potuto beneficiare del buon andamento del business rinnovabili in Italia, Nord America e Spagna e di quello del termoelettrico, per effetto dei minori costi di procurement e ai maggiori margini unitari. L’indebitamento finanziario netto alla fine del 2020 si è attestato a quota 45,4 miliardi di euro, contro i 48,7 attesi.

Fineco

Altra banca da segnalare per la prossima settimana è Fineco, che ha chiuso quella passata coi nuovi massimi storici. Propiziati da una raccolta netta di 891 milioni di euro nel corso del mese di gennaio, con una crescita del 175% rispetto ai 323 milioni di un anno fa. La componente amministrata si è attestata a 369 milioni, mentre la raccolta diretta è a 51 milioni. I ricavi sono stati pari a circa 19 milioni, oltre il 30% rispetto a un anno fa e si è registrato per la prima volta il sorpasso degli ordini eseguiti sui mercati esteri rispetto a quelli italiani. I nuovi clienti ammontano a loro volta a 12mila (+49% rispetto all’anno scorso). Per quanto riguarda il patrimonio totale, ha superato quota 93 miliardi, con una crescita del 14% rispetto a gennaio 2020, mantre il Private Banking  è cresciuto del 16%, toccando quota 39,3 miliardi. Dati che hanno messo il turbo al titolo a Piazza Affari e che dovrebbero sospingerlo anche nell’immediato futuro.

Pirelli

Infine Pirelli, che ha chiuso la passata settimana in crescita del 9,25%. Un vero e proprio rally reso possibile dalle indicazioni arrivate da Bank of America, i cui analisti hanno deciso di confermare la raccomandazione di acquisto, aumentando al contempo il target price da 4,4 a 5,6 euro. Sono proprio gli esperti della banca americana ad affermare come in questo momento il consensus su Pirelli sia eccessivamente cauto sulla traiettoria di ripresa. Affermando inoltre come l’aggiornamento del piano industriale, previsto per il 31 marzo, potrebbe fornire un decisivo impulso per una atmosfera più ottimista intorno alle prospettive del gruppo, tale da tradursi in una notevole crescita.

Consigli per gli acquisti

La settimana entrante si prospetta ancora positiva per Piazza Affari, che potrebbe giovarsi dell’ottimismo generato dalle aspettative sulla formazione del governo Draghi, anche alla luce delle positive indicazioni provenienti dai partiti. Un ottimismo il quale sta del resto riversandosi sull’intero sistema Italia, come dimostra la continua caduta dello spread.

In questa situazione, ad avvantaggiarsi potrebbero essere soprattutto i titoli bancari, che si sono del resto già fatti notare nel corso della settimana passata, a partire da Bper. Sui quali continuano a pesare in positivo le voci di un possibile riassetto del mercato italiano.

Da evitare assolutamente, sono invece i titoli del settore aereo. Se il 2020 è stato il peggiore anno della storia per loro, il nuovo anno sembra a sua volta destinato a risentire non poco del persistere del Covid e della paura per le sue varianti. Tali da annullare o quasi gli effetti positivi assicurati dall’avvio delle vaccinazioni di massa.

Per il resto si naviga a vista, anche in considerazione delle tante notizie non positive che continuano ad arrivare sui fronti più disparati. Tra di esse gli analisti segnalano il vero e proprio crollo di Shell, che ha chiuso il 2020 con un rosso pari a 21,7 miliardi di dollari. Mentre Nokia, ha appena snocciolato previsioni fosche per il 2021 a conferma della particolarità del momento.

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