Target price

Target price: cos’è, cosa significa e perché è così importante?

Per chi fa trading online, riuscire a capire quando arriva il momento di prendere posizione sul mercato è molto importante. Per farlo, però, occorre sapere bene quello che si sta facendo. Occorre cioè aver dato luogo ad una analisi preventiva in grado di capire se l’asset su cui si intende puntare è adeguatamente rappresentato dal suo prezzo.

Può infatti accadere che un titolo sia sovrastimato o non riesca a far emergere in maniera compiuta il suo reale potenziale, magari a causa di errori evidenti nella conduzione del management. Per capire l’effettiva realtà occorre ricorrere al cosiddetto target price. Di cosa si tratta?

Cos’è il target price

Già dalla sua traduzione nella nostra lingua, si può meglio comprendere cosa sia il target price: prezzo obiettivo. O meglio, quello che dovrebbe essere il prezzo in grado di rappresentare adeguatamente un determinato asset.

Molto spesso sui mercati, il prezzo reale si discosta in maniera abbastanza netta da quello obiettivo. Per cercare di capire dove si annida valore ancora inespresso, in particolare, le banche di affari e le società di consulenza finanziaria mettono al lavoro i loro analisti.

Una logica conseguenza del fatto che il mercato è disordinato, con fasi rialziste e ribassiste che possono susseguirsi in rapida successione. Basta pensare alle tante bolle speculative che si sono succedute nel corso degli ultimi decenni, per comprendere la sua reale natura.

Proprio il disordine in questione, rende molto importante fissare il reale valore di un titolo quotato. Come si fa a individuarlo? E quali strumenti devono essere utilizzati all’uopo?

L’importanza dell’analisi fondamentale

Lo strumento utilizzato dagli analisti per individuare il target price di un determinato asset, è l’analisi fondamentale. Si tratta di un metodo di valutazione degli asset basata sugli eventi e sui dati macro, oltre che su altri aspetti in grado di influenzarne il prezzo.

A differenza dell’analisi tecnica, non si basa sui grafici, bensì su fattori al di fuori dei movimenti di prezzo dell’asset. In tal modo è in grado di risultare importantissima proprio nella valutazione delle azioni.

Su quali fattori si basa l’analisi fondamentale

I fattori che vengono presi in esame nel corso dell’analisi fondamentale, sono soprattutto i seguenti:

  1. le informazioni sull’azienda (bilanci, utili, previsioni e notizie conosciute);
  2. le notizie di carattere economico (dati micro e macro-economici) collegate ad un paese o ad un particolare prodotto;
  3. la situazione politica e sociale del Paese in cui opera l’asset sotto esame;
  4. la tipologia di settore dell’asset.

Target price: i dati sull’azienda

Nel caso di un titolo azionario, il dato di partenza non può che essere la visione dei suoi dati. Quindi occorre sottoporre ad esame i bilanci, la sua capacità di generare utili, le previsioni sul futuro e tutte le notizie trapelate su di essa. E anche quelle non trapelate, considerato come dall’interno delle aziende si abbia tutto l’interesse a nascondere notizie non positive, proprio per non influenzare in negativo il valore del titolo azionario.

Target price: l’importanza dei dati macroeconomici

Quando si deve cercare di capire il reale valore di un determinato asset, occorre anche osservare con grande attenzione i dati macroeconomici, ovvero quelli relativi allo stato del Paese in cui un’azienda opera. Questi dati sono in particolare:

  • il Prodotto Interno Lordo (PIL);
  • il dato sull’inflazione;
  • il rapporto tra debito e PIL;
  • il dato sulla disoccupazione;
  • il rapporto tra deficit e PIL.

I dati in questione sono forniti da relazioni e studi periodicamente pubblicati da banche centrali e istituti di statistica. In Italia, ad esempio, a fornirli sono Bankitalia e ISTAT.

Target Price: la situazione politica e sociale

Altro dato che può orientare l’analisi fondamentale è la situazione politica e sociale. I mercati, infatti, sono soliti premiare Paesi che possono vantare sistemi politici stabili e un quadro sociale in grado di sopportare le crisi. Di converso preferiscono stare alla lontana da quelli dove il sistema politico non riesce a trovare stabilità.

Ad esempio, l’Italia è considerata una sorta di mina vagante proprio per l’instabilità di governo. Inoltre presenta al suo interno partiti come la Lega e il M5S che non sembrano animati da particolare amore per l’Unione Europea.

Per quanto concerne il quadro sociale, anche in questo caso gli investitori preferiscono stare lontani da sistemi troppo effervescenti. Si tende perciò a favorire Paesi ove gli indici di disoccupazione non sono troppo elevati e che possono vantare ammortizzatori sociali adeguati.

La tipologia di settore

Infine la tipologia di settore, altro dato molto importante per fissare il target price. In questo caso occorre cercare di capire quali possano essere le prospettive future in una determinata nicchia di mercato.

Ad esempio, per le aziende dell’automotive, le prospettive nel medio e lungo termine non si preannunciano positive, soprattutto per quelle che non vantano una gamma di veicoli ecologici. Mentre dovrebbe continuare senz’altro il trend positivo per la telefonia mobile, che rappresenta uno dei grandi campi di scontro del futuro.

Il Value Investing

La tecnica di investimento che si fonda sull’analisi fondamentale è nota col nome di Value Investing. Chi la pratica è alla continua ricerca di aziende sul mercato che, per le più svariate motivazioni, sono quotate molto al di sotto del loro valore effettivo.

Il trader che porta avanti questa tecnica è indicato come Value Stock Investors. Il suo compito è di leggere i bilanci e metterli in rapporto con le informazioni che abbiamo ricordato, in modo da calcolarne il corretto valore di mercato. Ove il prezzo effettivo risulti inferiore, il Value Stock Investors provvede ad acquistare partecipazioni societarie, con l’obiettivo di detenerle almeno sin tanto prezzo di mercato e valore reale non si troveranno allo stesso livello.

La difficoltà di fissare il target price

Naturalmente, una cosa è la teoria, mentre ben altra è la pratica. Stabilire il target price, quindi, può risultare molto complicato. Soprattutto in considerazione del fatto che l’accesso alle informazioni importanti è molto spesso riservato o fortemente limitato. Tanto da spingere più di un analista a criticare questo approccio basato sulla teoria che il prezzo di mercato di un titolo tenda sempre verso il valore “corretto”.

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